Il massacro di Suzano, noto anche come strage della Scuola Statale Professor Raul Brasil, fu un massacro scolastico avvenuto il 13 marzo 2019 presso la Scuola Statale Professor Raul Brasil, situata nel comune di Suzano, nello Stato di San Paolo, in Brasile. Due ex-studenti dell'istituto, Guilherme Taucci Monteiro (17 anni) e Luiz Henrique de Castro (25 anni), uccisero cinque studenti e due membri del personale scolastico, in precedenza avevano ucciso lo zio di Taucci. Infine, Taucci uccise il suo partner, per poi suicidarsi subito dopo, 11 persone rimasero ferite.
L'attacco è considerato il secondo attacco scolastico più grave e più letale nella storia del Brasile, dopo il massacro di Realengo del 2011, in cui persero la vita 12 persone, e il nono attacco scolastico mortale nella storia brasiliana. La strage ha ispirato numerosi crimini per imitazione sia in Brasile che in altri paesi.
Luogo della strage
La Scuola Statale Professor Raul Brasil è una scuola secondaria pubblica situata nel comune di Suzano, nella regione metropolitana di San Paolo. Secondo il censimento scolastico del 2017, l'istituto ospitava 358 studenti tra la scuola primaria e 693 studenti nella scuola secondaria. Gli autori dell'attacco erano entrambi ex-alunni dell'istituto.
Attentatori
Guilherme Taucci Monteiro (5 luglio 2001 – 13 marzo 2019), all'epoca 17 anni, era un ex-studente della scuola e aveva abbandonato gli studi a causa di episodi di bullismo, in particolare per via dell'acne. Viveva con i nonni poiché la madre aveva problemi di dipendenza. Taucci era appassionato di cultura goth e simpatizzava per il neonazismo. Con la morte della nonna, avvenuta quattro mesi prima dell'attacco, aveva iniziato a mostrare segni di depressione clinica. Trascorreva molto tempo con Castro in centri di gioco online, dove erano soliti giocare a videogiochi sparatutto in prima persona.
Luiz Henrique de Castro (16 marzo 1993 – 13 marzo 2019), all'epoca 25 anni, era anch'egli un ex-studente dell'istituto. Viveva con i genitori, un fratello maggiore e il nonno di 80 anni. Lavorava come giardiniere per un'azienda nella zona est di San Paolo. Un suo amico di lunga data lo descrisse come una persona pacifica, che non aveva mai mostrato comportamenti aggressivi. Il padre lo definì come una persona dalla volontà debole, facilmente influenzabile dagli altri.
I due si conoscevano fin dall'infanzia, secondo le indagini, i due avrebbero pianificato l'azione per circa un anno, ispirandosi al massacro della Columbine High School del 1999, sperando che il loro attacco ottenesse maggiore attenzione mediatica. Frequentavano Dogolachan, un imageboard anonimo noto per la tolleranza nei confronti del terrorismo e della violenza, con contenuti di intolleranza verso le minoranze e di sessismo. Acquistarono l'arma da fuoco sul mercato nero, organizzando l'acquisto tramite account Facebook falsi.
Avevano stipulato un patto in base al quale ciascuno avrebbe ucciso qualcuno prima dell'attacco alla scuola. Castro aveva pianificato di uccidere un vicino di casa con cui aveva avuto un diverbio, tuttavia, trovò il cancello chiuso e desistette. Un terzo sospettato, non direttamente coinvolto nell'attacco, dichiarò che i due avevano intenzione di compiere anche atti di violenza sessuale.
L’attacco
Nella mattina del 13 marzo 2019, intorno alle 9:00, Taucci si recò all'agenzia di autonoleggio dello zio, Jorge Antônio de Moraes (51 anni), e lo ferì con un colpo di arma da fuoco. Moraes fu trasportato in ospedale, dove morì ore dopo. I due attentatori si impossessarono quindi di una Chevrolet Onix bianca che Castro aveva noleggiato legalmente, e si diressero verso la scuola.
Intorno alle 9:30, i due entrarono nell'edificio incappucciati, con stivali da combattimento e passamontagna raffiguranti teschi. Taucci entrò per primo, aprì il fuoco su due membri del personale scolastico e su diversi studenti nel corridoio d'ingresso, a una distanza di circa un metro, per poi spostarsi nel cortile principale in cerca di altre vittime e raggiungere successivamente il centro linguistico dell'istituto. Castro seguì poco dopo, portando con sé diverse armi tra cui un arco compound, che abbandonò sul pavimento, lasciandolo inutilizzato. Si avvicinò alle vittime ferite a terra e le colpì con un'accetta. Nel frattempo, gli studenti in fuga attraversavano l'atrio in direzione dell'uscita.
Al termine dell'attacco, Taucci uccise Castro e si suicidò all'interno della scuola. L'intera azione durò pochi minuti.
La polizia, intervenuta sul posto, trovò nell'edificio un revolver calibro .38, caricatori rapidi, una balestra, un arco compound, cocktail Molotov, un'accetta e una borsa con fili elettrici. Fu chiamato un artificiere che accertò che il dispositivo era un falso esplosivo.
Vittime
Persero la vita complessivamente dieci persone, inclusi i due attentatori
Jorge Antônio de Moraes, 51 anni (zio di Monteiro, ucciso prima dell'attacco) Marilena Ferreira Vieira Umezu, 59 anni (coordinatrice pedagogica) Eliana Regina de Oliveira Xavier, 38 anni (ispettrice scolastica) Caio Oliveira, 15 anni (studente) Claiton Antônio Ribeiro, 17 anni (studente) Douglas Murilo Celestino, 16 anni (studente) Kaio Lucas da Costa Limeira, 15 anni (studente) Samuel Melquíades Silva, 16 anni (studente)
Undici persone rimasero ferite, tra cui diversi studenti.
Indagini
Le autorità brasiliane identificarono un terzo sospettato, un minorenne di 17 anni, coinvolto nella pianificazione dell'attacco. Nella sua abitazione furono rinvenuti disegni raffiguranti persone morte, messaggi cifrati e armi simili a quelle trovate nelle case dei due attentatori. Un video mostrava Taucci e il terzo sospettato recarsi a un poligono di tiro e allenarsi con pistole softair e arco cinque giorni prima dell'attacco. Secondo la polizia, il ragazzo aveva partecipato all'acquisto dell'accetta utilizzata nell'attacco e fu ritenuto uno degli ideatori intellettuali della strage, sebbene non fosse presente durante l'esecuzione. Il minorenne fu condannato a 45 giorni di internamento in una struttura socioeducativa. La sua difesa contestò le accuse. Furono inoltre avviate procedure nei confronti di coloro che avevano fornito l'arma da fuoco agli attentatori.
Reazioni
Governo statale
João Doria, governatore dello Stato di San Paolo, cancellò gli impegni della giornata e raggiunse Suzano in elicottero insieme al Segretario all'Istruzione Rossieli Soares, al comandante della polizia militare colonnello Salles e al generale dell'Esercito brasiliano João Camilo Pires de Campos. Doria decretò tre giorni di lutto ufficiale nello Stato.
Governo federale
Il presidente Jair Bolsonaro espresse le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime tramite un messaggio sui social media, pubblicato circa sei ore dopo la tragedia, dopo che già ministri e il vicepresidente Hamilton Mourão si erano pubblicamente espressi. Il ministro dell'Istruzione Ricardo Vélez Rodríguez dichiarò solidarietà alle famiglie, affermando di voler seguire da vicino le indagini. Il Capo di Gabinetto Onyx Lorenzoni e il Ministro per le Donne, la Famiglia e i Diritti Umani Damares Alves espressero anch'essi le proprie condoglianze.
Potere legislativo
Rodrigo Maia, presidente della Camera dei Deputati, espresse solidarietà alle famiglie delle vittime e sottolineò la necessità per il Brasile di unire le forze per comprendere l'accaduto e prevenire future stragi. Davi Alcolumbre, presidente del Senato, espresse le proprie condoglianze auspicando che fossero chiarite le cause reali della tragedia. Diversi parlamentari riportarono in discussione il tema del controllo delle armi, con alcune voci critiche verso l'allentamento della legislazione vigente. Il deputato federale Júnior Bozella presentò una proposta di legge per vietare i videogiochi violenti, sostenendo che potessero indurre i giovani ad atti di violenza di massa; la proposta fu criticata da più settori come un arretramento censorio con potenziali ripercussioni economiche negative per il paese.
Potere giudiziario
Dias Toffoli, presidente del Supremo Tribunal Federal, lesse una nota durante una seduta plenaria del 13 marzo in cui espresse solidarietà alle famiglie delle vittime e all'intera società, definita anch'essa vittima di questo tipo di tragedia.
Stampa
La strage ricevette ampia copertura mediatica in Brasile e attirò l'attenzione della stampa internazionale, tra cui BBC News, Le Figaro, Focus, El País e The Guardian.
Conseguenze e crimini per imitazione
La strage di Suzano ha ispirato diversi crimini per imitazione sia in Brasile che in altri paesi, diventando un caso di riferimento nel dibattito internazionale sulla radicalizzazione online e sulla diffusione di ideologie violente attraverso piattaforme digitali anonime. La tomba di Taucci divenne in seguito meta di visite da parte di gruppi neonazisti e di ammiratori degli attentatori.
Note
Voci correlate Massacro scolastico Massacro della Columbine High School Effetto copycat
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