Anabasi è stato un gruppo femminista di orientamento radicale fondato a Milano nel giugno del 1970. Attivo principalmente nella diffusione della pratica dell'autocoscienza e nella traduzione di testi del femminismo statunitense, è considerato uno dei primi gruppi del neofemminismo italiano.

Il gruppo concluse la propria attività nel 1975.

Contesto e fondazione Anabasi nacque per iniziativa di Serena Castaldi, che nel 1969 aveva soggiornato a New York, entrando in contatto diretto con il movimento femminista statunitense e con le pratiche di autocoscienza sviluppate negli Stati Uniti.

Questa esperienza contribuì ad accentuare in lei il già crescente distacco dal movimento studentesco e dalla nuova sinistra, percepiti come incapaci di riconoscere la specificità dell'oppressione femminile. Tornata in Italia, avviò un primo nucleo di incontri e discussione con altre donne, molte delle quali provenivano anch'esse da esperienze di militanza nei movimenti del Sessantotto e avevano sviluppato analoghi sentimenti di estraneità e marginalizzazione all'interno delle organizzazioni politiche.

Il nucleo iniziale era composto da circa dieci donne di diversa estrazione sociale, tra cui casalinghe, studentesse e impiegate, di età prevalentemente compresa tra i venticinque e i trent'anni. Gli incontri si svolgevano in case private ed erano basati sulla condivisione delle esperienze personali e sulla presa di parola individuale.

Secondo Elda Guerra, il nome «Anabasi» (tradotto da Castaldi come «La risalita») avrebbe richiamato simbolicamente il lungo attraversamento che le donne dovevano compiere all'interno della società patriarcale.

Tra le componenti del gruppo vi furono anche Liliana Caruso, autrice di Al di là dell’emarginazione femminile (1974) e, insieme a Serena Castaldi, del volume L’altra faccia della storia (quella femminile) (1975), e Serena Nozzoli, autrice di Donne si diventa (1973).

Pratiche e temi A differenza di altri gruppi coevi, come Demau e Rivolta Femminile, Anabasi sviluppò un'esperienza meno orientata all'elaborazione teorica e maggiormente centrata sull'esperienza personale, sulle relazioni tra donne e sulla dimensione quotidiana della vita collettiva.

I temi affrontati riguardavano soprattutto la sessualità, il corpo femminile, le relazioni interpersonali e il rapporto tra esperienza individuale e subordinazione sociale. Un riferimento importante fu il programma di autocoscienza elaborato dall'attivista statunitense Kathie Sarachild.

La pratica principale del gruppo fu il piccolo gruppo di autocoscienza, inizialmente riunito con cadenza settimanale in abitazioni private, fondato sulla narrazione delle esperienze personali e sull'ascolto reciproco. Insieme a Rivolta Femminile e al Demau, Anabasi fu tra i primi gruppi ad avviare in Italia la pratica dell'autocoscienza.

All'inizio del 1972 alcune componenti del gruppo avviarono un'esperienza di vita comune in una casa di via Caccianino a Milano, concepita come forma di convivenza alternativa alla famiglia tradizionale. In una fase successiva il gruppo sperimentò anche pratiche corporee e gestuali, tra cui la danza.

Rapporti e reti Fin dai primi mesi della sua attività, Anabasi partecipò a riunioni comuni presso l'abitazione milanese di Carla Lonzi, insieme ad altre esponenti di Rivolta Femminile e del Demau, incentrate sui temi del separatismo e dell'autocoscienza. Successivamente prese parte agli incontri del femminismo milanese organizzati presso la Società Umanitaria e in via Cherubini.

A livello nazionale, il gruppo stabilì contatti e scambi con gruppi femministi di altre città, tra cui il collettivo Cerchio spezzato di Trento e collettivi attivi a Napoli e Perugia, partecipando nel 1971 al primo convegno nazionale dei gruppi femministi presso l'Umanitaria di Milano e nel 1974 a quello di Pinarella del 1974.

Sul piano internazionale, il principale riferimento del gruppo fu il femminismo radicale statunitense, di cui Anabasi contribuì a diffondere testi, pratiche e metodologie nel contesto italiano.

Attività pubbliche Nel 1972 il gruppo pubblicò il volume collettaneo Donne è bello, contenente traduzioni di testi del femminismo statunitense e internazionale, tra cui Il mito dell'orgasmo vaginale di Anne Koedt. Nello stesso anno uscì il numero unico della rivista Al femminile, realizzata artigianalmente e dedicata a testimonianze, poesie e resoconti delle pratiche di autocoscienza del gruppo.

Attorno alla rivista e alla sede di via Caccianino, prese inoltre forma un progetto di "Soccorso femminista", pensato come spazio di ascolto e di sostegno rivolto a donne in difficoltà.

Il gruppo promosse anche momenti di socialità e confronto, tra cui vacanze femministe collettive organizzate a Bardolino nel 1972 e a Torretta di Crucoli in Calabria nel 1973.

Trasformazioni e scioglimento Nel primo periodo di attività all'interno del gruppo coesistettero orientamenti differenti, che riflettevano più in generale il dibattito in corso nel femminismo milanese: l'attenzione all'autocoscienza e all'analisi del personale, maggiormente presente tra le donne provenienti dal movimento studentesco; l'interesse per forme di intervento sociale e politico, avvertito soprattutto dalle donne non ancora coinvolte in esperienze di militanza.

Queste tensioni portarono nel 1971 a una prima scissione, con l'uscita delle componenti più orientate alla pratica nel sociale. Le aderenti rimaste concentrarono progressivamente la propria attività sull'esperienza di vita comune e sul lavoro editoriale.

Nell'autunno del 1975 il gruppo si scioglie, in seguito all'esaurimento della pratica dell'autocoscienza e alla maturazione di nuovi percorsi individuali.

Ricezione storiografica Nella storiografia del femminismo italiano, Anabasi è generalmente riconosciuto come uno dei primi gruppi ad aver introdotto e diffuso in Italia la pratica dell'autocoscienza. La pubblicazione Donne è bello è inoltre considerata uno dei principali strumenti di circolazione dei testi del femminismo statunitense nel contesto italiano.

Diversi studi hanno inoltre sottolineato, rispetto ad altri gruppi coevi, il carattere meno strutturato dell'elaborazione teorica di Anabasi e il maggiore rilievo attribuito alla dimensione relazionale, affettiva e quotidiana dell'esperienza collettiva.

Note

Bibliografia

Voci correlate Femminismo in Italia Rivolta Femminile Demau Cerchio spezzato Donne è bello Autocoscienza femminista Movimento del Sessantotto Femminismo negli Stati Uniti d'America

Collegamenti esterni

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