Il Tagliamento (Tiliment in friulano standard, Tilimint nel friulano occidentale, Tuliment, Taiament, Tiument, Timent e Tuement nelle altre varianti locali del friulano, Tagiamento o Tajamento in veneto) è il più importante fiume del Friuli-Venezia Giulia con una lunghezza di 170 km ed un bacino fluviale ampio quasi 3000 km²; considerato l'unico dell'intero arco alpino ed uno dei pochi in Europa a conservare l'originaria morfologia a canali intrecciati, per questa caratteristica di elevata qualità idromorfologica, nonché per l'unicità dell'ecosistema fluviale nel suo complesso, viene anche detto il Re dei fiumi alpini.

Idronimo L'idronimo Tagliamento trae origine probabilmente da una radice indoeuropea *telia / *tilia, che indica l'albero del tiglio. Secondo tale spiegazione, l'etimo del corso d'acqua starebbe ad indicare un "luogo dei tigli", un "fiume fiancheggiato da tigli". Una spiegazione alternativa, che non è possibile escludere, propende invece per un derivato della base celtica telo, con il significato di "sorgente d'acqua". In ogni caso, è probabile che il nome si sia formato in Carnia per poi estendersi a tutta l'asta fluviale.

La prima attestazione confermata dell'idronimo è quella dello scrittore romano Plinio, che nella sua Naturalis historia (III, 126) lo cita come «Tiliaventum Maius Minusque».

Geografia Il Tagliamento nasce nei pressi del Passo della Mauria nel comune di Lorenzago di Cadore, in provincia di Belluno (Veneto). Nel primissimo tratto scorre nella regione storica del Cadore, per poi attraversare da ovest a est tutta la Carnia. Nel tratto medio-basso costituisce il confine tra le province di Pordenone ed Udine e, in seguito, fra il Friuli-Venezia Giulia ed il Veneto (città metropolitana di Venezia), per poi sfociare, infine, nel Golfo di Venezia tra Lignano Sabbiadoro (UD) e Bibione (VE).

Il bacino idrografico si estende su 2916,86 km² e raccoglie una popolazione di circa 165 000 persone. Il bacino si trova quasi interamente in Carnia e nelle altre vallate montane friulane. I principali centri abitati posti sulle sue rive sono Forni di Sopra, Latisana e San Michele al Tagliamento, mentre nelle immediate vicinanze del fiume si trovano Tolmezzo, Enemonzo, Gemona del Friuli, Trasaghis, San Daniele del Friuli, Spilimbergo, Valvasone, Sedegliano, Codroipo, Varmo e San Vito al Tagliamento.

Il fiume presenta caratteristiche torrentizie, un letto ampio fino due chilometri (rispetto ad una lunghezza di 170), l'assenza di argini artificiali ed un numero limitato di ponti a causa del divieto di costruire su una zona di interesse militare, ritenuta una linea di difesa bellica fino alla guerra fredda. La permanenza del letto e del corridoio fluviale originari, nonché l'assenza di apporti umani significativi lungo il suo corso, lo rendono "l'ultimo fiume selvaggio in Europa" dal minuto 7:00. Solo qui si può ancora osservare un letto fluviale a canali intrecciati e di una simile ampiezza. Il suo contributo all'ecosistema del mare Adriatico deriva in primo luogo dalla qualità delle acque confluite e dai sedimenti di dolomia bianca delle Alpi Carniche - Dolomiti Friulane e di roccia vulcanica, che determinano realtà turistiche come Lignano e Bibione.

Principali affluenti

torrenteSolitamente l'unico affluente a cui viene attribuito l'idronimo "fiume" è il Fella, vedi Il Tagliamento, volume citato in bibliografia, p.69 Lumiei torrente Degano torrente But fiume Fella torrente Leale torrente Arzino torrente Cosa torrente Ledra fiume Varmo

Corso Bacino montano

Il bacino montano del Tagliamento si estende per circa 2400 km², con una estensione ovest-est di circa 80 km, da forcella Giaf a Cima Cacciatore, e nord-sud di circa 50 km, dal Monte Fleons alla stretta di Pinzano. Questo punto, situato a quota 132 m s.l.m., viene convenzionalmente considerato il termine del bacino montano. La quota più alta di quest'ultimo corrisponde alla cima del Monte Coglians, che con i suoi 2.780 m s.l.m. risulta essere anche la maggiore elevazione dell'intero Friuli-Venezia Giulia.

La sorgente si trova a 1.195 m di altitudine nel comune di Lorenzago di Cadore, in provincia di Belluno ma presso il confine con la provincia di Udine. Infatti, il Tagliamento nasce dal versante friulano del Passo della Mauria, che per ragioni storiche si è venuto a trovare in territorio veneto, anche se già dopo poche centinaia di metri entra nel comune di Forni di Sopra, in Friuli-Venezia Giulia. Il primo tratto del corso montano è orientato in direzione ovest-est, parallelamente alla catena delle Alpi Carniche ed alle linee tettoniche presenti nella zona. Al confine fra i comuni di Ampezzo e Socchieve, in località Caprizi, è posizionata una diga che va a formare il lago artificiale di Caprizi, le cui acque vengono per la maggior parte convogliate alla centrale idroelettrica di Somplago (comune di Cavazzo Carnico).

Il primo affluente notevole è il Lumiei, che si immette nel Tagliamento da sinistra, a 26 km dalla sorgente nei pressi dell'abitato di Socchieve. A partire da questo punto, la vallata principale si allarga nettamente formando un ampio fondovalle alluvionale. Poco prima di Villa Santina il Tagliamento riceve dapprima il torrente Degano, poi il But presso la città di Tolmezzo.

In comune di Amaro, a 247 m di altitudine e 56 km dalla sorgente, riceve da sinistra il fiume Fella, suo principale tributario, che ne determina quasi il raddoppio della portata d'acqua. Da qui il corso d'acqua curva bruscamente verso sud-ovest allargandosi fino a un chilometro circa e raggiungendo la piana di Osoppo; nella parte meridionale di questa raccoglie da sinistra il fiume Ledra, e più a valle da destra il torrente Arzino. L'alveo si restringe fino a circa 150 m di larghezza alla stretta di Pinzano, dove il fiume ha scavato il suo passaggio fra le rocce.

Medio corso

Superato Pinzano l'alveo del Tagliamento, orientato ormai verso sud, comincia a distendersi nella pianura superando abbondantemente i tre chilometri di larghezza nei pressi di Spilimbergo. Purtroppo la costruzione del ponte stradale di Spilimbergo, nel 1923, ha comportato un drastico cambiamento del territorio riducendo di fatto il letto attivo del fiume ad un chilometro di larghezza. In questo modo i terreni recuperati sono stati messi a coltura ed alcune zone sono state addirittura edificate: l'esempio più noto è quello dell'Istituto tecnico agrario di Spilimbergo.

Entrando nell'alta pianura il fiume ha scavato un letto a quota sensibilmente più bassa del territorio circostante, creando degli argini naturali tuttora visibili, nonostante la relativa antropizzazione. A Pinzano e Ragogna queste scarpate naturali sono alte circa cinquanta metri, e la loro altezza diminuisce mano a mano che ci si addentra nella pianura. Sulla riva destra sono ben visibili fino alla confluenza con il torrente Cosa, e si disperdono nella pianura poco più a valle dell'abitato di Aurava (frazione di San Giorgio della Richinvelda).

Sulla riva sinistra le scarpate sono meglio visibili e proseguono fino oltre Rivis di Sedegliano, dove la loro altezza è ancora di circa cinque metri. Come già notato, lo spazio golenale fra i due argini supera in genere i tre chilometri di larghezza. Il letto è composto da ghiaie policrome che riflettono la composizione litografica del bacino montano: rocce calcaree e dolomia, ma anche arenaria ed elementi di origine vulcanica. Essendo questa ghiaia molto permeabile, assorbe facilmente le acque, che pertanto diminuiscono sensibilmente di portata lungo tutto il corso dell'alta pianura, restituendola più a valle, nei fontanazzi e risorgive, da cui, unendosi, si formano i fiumi di pianura.

In periodi di magra, già a Dignano non è raro trovare il letto completamente asciutto, condizione che diventa abbastanza frequente al Ponte della Delizia, fra Valvasone e Codroipo. Le zone a ghiaia nel letto del fiume, non soggette ad allagamento, se non in fase alluvionale, si chiamano grave e se piccole gravine. Essendo questo fiume a carattere torrentizio con grande apporto detritico e con movimento tortuoso delle acque, con erosioni continue, è il fiume più grande d'Italia, che si vede molto chiaramente da satellite, mostrando il bianco calcare dolomitico dei suoi sassi, ghiaie e sabbie.

Nella fascia di transizione verso la bassa pianura si manifesta una curiosa inversione di tendenza: il letto si trova, a causa dell'apporto di sedimenti, ad una quota leggermente superiore rispetto alla pianura circostante; le cittadine di Casarsa e Codroipo si trovano infatti circa due metri più in basso del Tagliamento, come si può rilevare dalla Carta Tecnica Regionale in scala 1:5000.

Nella bassa pianura il fiume riacquista inoltre gran parte dell'acqua grazie al fenomeno delle risorgive, mantenendo una portata regolare fino alla foce.

Corso inferiore

A partire dall'altezza di Morsano al Tagliamento il fiume inizia, a causa della perdita di pendenza, a restringersi notevolmente fino ad assumere una forma a canale incassato. Dal ponte autostradale presso Ronchis l'andamento diviene meandriforme, mentre il flusso d'acqua è incanalato in argini artificiali e si trova ad un livello superiore rispetto alla pianura circostante.

Prima di terminare il suo corso riceve ancora le acque di numerosi piccoli fiumi di risorgiva, tra cui è degno di menzione il Varmo, che passa a poca distanza dall'omonimo paese. Gran parte della Bassa Friulana è una pianura di tipo alluvionale, formata dai sedimenti trasportati dal Tagliamento a partire dall'ultimo massimo glaciale.

Nel corso della sua storia, il fiume ha più volte cambiato posizione lungo la sua conoide alluvionale che va a formare la bassa pianura: in epoca romana esistevano due rami chiamati Tiliaventum maius (maggiore) e minus (minore). Indagini morfologiche, ma anche dalle immagini satellitari e dalle carte geografiche dettagliate, mostrano che il ramo maggiore passasse per Cordovado, Teglio Veneto, Fossalta di Portogruaro e sfociasse nella laguna di Caorle. In periodo medievale il Tagliamento invase gradualmente il letto dell'attuale Lemene, passando quindi per Portogruaro. Solamente a partire dal V secolo d.C. si venne costituendo l'attuale percorso Belgrado - Madrisio - Varmo - Latisana - mare, la cui foce, a delta, è posta fra le spiagge di Lignano Sabbiadoro e Bibione.

Per questo tutti i fiumi in destra, Loncòn compreso, sono fiumi di risorgiva delle acque delle falde dei vecchi Tagliamenti.

Regime Il regime del Tagliamento è assai irregolare, con una differenza di portata fra magra e piena che raggiunge i due ordini di grandezza. Per questo motivo viene classificato fra i fiumi a carattere torrentizio. La sua portata media annua è di 68,8 m³/s a Venzone (idrometro di Pioverno), 92 m³/s a Pinzano e 70 m³/s alla foce, ma nei periodi di piena può essere considerevolmente maggiore. Il massimo storico del Tagliamento è stato registrato fra i 4.000 e i 4.500 m³/sLa non trascurabile imprecisione dei valori di portata è dovuta ad una oggettiva difficoltà di misurazione: le continue modificazioni della forma del letto ghiaioso, soprattutto in piena, rendono solo stimabile la sezione trasversale effettiva a Pinzano, durante la disastrosa piena del 4 novembre 1966 che provocò il crollo di un ponte stradale. Durante i periodi di magra, invece, a causa sia dello sfruttamento idrico che della fortissima permeabilità del suo letto, in alcuni tratti si può presentare completamente in secca. Anche in considerazione di questa pericolosa variabilità sono stati discussi numerosi progetti di interventi di messa in sicurezza delle zone soggette ad esondazione (illustrate nella sezione apposita).

Piene storiche