Notizie biografiche Documenti d'archivio attestano la presenza del pittore nelle polizze d'estimo del 1388 e del 1416, dove risulta abitante "in Il S. Johannis". Nel 1421 è documentato insieme ad altri artisti nella realizzazione degli stemmi viscontei in Castello e a Porta Bruciata, mentre ulteriori pagamenti risultano registrati nel 1426.

Stile e opere La sua figura artistica è strettamente collegata a quella di altri pittori attivi nella Brescia tardogotica, in particolare Giacomo Coltrino e Ottaviano Prandino, con i quali presenta numerosi elementi stilistici comuni. Appartenne probabilmente alla cerchia di artisti operosi per Pandolfo III Malatesta nei primi decenni del Quattrocento, impegnati nei cantieri del Broletto e del Castello di Brescia, nel quadro del rinnovamento urbanistico e decorativo della città.

Testorino rientrerebbe nell'ambito della cultura tardogotica influenzata da Gentile da Fabriano, pur essendo considerato un artista di levatura modesta.

Le prime testimonianze letterarie sul pittore si trovano negli scritti di Elia Capriolo e di Leandro Alberti. Successivamente, in Bernardino Faino e altri eruditi bresciani si trova l'attribuzione al Testorino di alcuni affreschi nella cripta della chiesa dei Santi Faustino e Giovita, che storicamente sono quelli più noti a lui attribuiti, benché perduti col rifacimento del presbiterio nel 1601. Anche Leonardo Cozzando gli assegna queste pitture, descritte come le «nobilissime historie della trasportazione e trionfo» dei santi Faustino e Giovita. Ottavio Rossi ricorda una raffigurazione della presa di Cremona attribuita al Testorino su una parete della chiesa, ma attribuisce le pitture della cripta a Giacomo Coltrino.

Nel corso di scavi archeologici condotti nel 1957 sotto la sagrestia della chiesa vengono riportati alla luce il muro della fiancata nord dell'antica chiesa e un'abside della cripta. Il frammento murario, alto circa un metro, conservava ancora parte della decorazione ad affresco quattrocentesca, limitata a motivi ornamentali. Di questi frammenti sono note fotografie in bianco e nero scattate durante lo scavo..

La distinzione tra Bartolino Testorino e Giacomo Coltrino è rimasta a lungo incerta anche nella storiografia artistica successiva. Luigi Lanzi confonde infatti i due pittori, e i dubbi attributivi continuano anche negli studi successivi.

Note

Bibliografia

Categoria:Pittori italiani del XIV secolo Categoria:Pittori italiani del XV secolo