Il santuario della Beata Vergine dell'Annunziata, noto localmente come Sant'Annossata o s'Annossata e indicato anche come santuario della Santissima Annunziata, è un santuario campestre cattolico situato nel territorio comunale di Bitti, nella provincia di Nuoro, in Sardegna, nei pressi del confine con il territorio di Lodè.

Il complesso è costituito dalla chiesa e da un esteso insieme di cumbessias o muristenes, piccole abitazioni tradizionalmente utilizzate dai pellegrini durante i periodi di novena e di festa. Il Catalogo generale dei beni culturali descrive il complesso come sviluppato su una superficie di circa , a circa dal centro abitato di Bitti e da Lodè.

La fondazione della chiesa è documentata nel 1619, mentre l'edificio attuale è il risultato di una ricostruzione avvenuta nel XVIII secolo. Il santuario costituisce uno dei principali luoghi della devozione mariana rurale bittese; la festa campestre della Madonna dell'Annunziata si celebra ogni anno la terza domenica di maggio.

Storia

Fondazione seicentesca La più antica attestazione documentaria conosciuta relativa alla fondazione del santuario risale al 2 settembre 1619. Secondo la documentazione studiata dallo storico Raimondo Turtas, quattro fratelli di Bitti appartenenti alla famiglia Gasole: "Pietro, sacerdote, Giovanni Cosma, Bernardo e Antonio" chiesero di dare esecuzione alle volontà testamentarie della madre, Giovanna Meli Gasole, mediante la costruzione di una nuova chiesa.

L'arcivescovo di Cagliari Francesco Desquivel concesse loro la licenza per fondare, erigere ed edificare, in una località indicata nei documenti come sa Queja de sa nugue, una chiesa dedicata all'Annunciazione della Beata Vergine Maria e all'Angelo custode. La concessione prevedeva anche il diritto di patronato; il pievano Giovanni Gallego venne autorizzato a erigere una croce sul luogo e a benedire e collocare la prima pietra dell'edificio.

La chiesa venne effettivamente costruita e risulta attestata negli elenchi ecclesiastici successivi. Turtas segnala la sua presenza nelle fonti del 1777, 1782 e 1803.

Ricostruzione settecentesca e interventi successivi La ricostruzione della chiesa viene collocata da Turtas tra il terzo e il quarto decennio del XVIII secolo. Anche il Distretto Culturale del Nuorese attribuisce al Settecento l'attuale configurazione dell'edificio.

Nel corso del XIX e del XX secolo il santuario fu interessato da interventi di manutenzione e trasformazione. Particolarmente significativa fu l'attività svolta nei primi decenni del Novecento durante il lungo ministero del pievano Sebastiano Respano. Nel 1925 furono acquistati dal demanio dello Stato circa sette ettari di terreno, con l'ampliamento e la recinzione della proprietà nota come sa tanca 'e s'Annossata.

Nel 1926 l'amministrazione del santuario deliberò una serie di lavori che interessarono sia la chiesa sia gli edifici destinati all'accoglienza dei fedeli. Nella chiesa furono realizzati o rinnovati il pavimento, la balaustra e l'altare e vennero acquistati paramenti e arredi sacri; contemporaneamente furono costruite nuove abitazioni per i pellegrini.

Sviluppo delle cumbessias nel secondo Novecento Un'importante espansione del villaggio religioso avvenne nella seconda metà del XX secolo. Durante il ministero di don Francesco Lai e, successivamente, di don Francesco Crisponi furono promosse nuove costruzioni intorno al santuario. Turtas riferisce che nel ventennio compreso tra il 1960 e il 1980 furono edificate circa sessanta nuove cumbessias, in gran parte da privati su aree appartenenti al santuario.

Il 18 marzo 1978 la curia vescovile di Nuoro dispose di non consentire ulteriori costruzioni destinate a uso privato nelle aree di proprietà della chiesa della Santissima Annunziata. Negli anni successivi un comitato di gestione provvide al recupero di vecchie cumbessias, alla realizzazione di nuovi locali e all'adeguamento dei servizi comuni. Nel volume pubblicato nel 2005, Turtas censiva 94 cumbessias, escluse la casa del cappellano e le strutture di culto: 52 erano indicate come appartenenti al santuario e 42 come destinate a uso privato.

Descrizione

Il complesso Il santuario sorge in una zona rurale isolata, all'interno di una vallata nel settore nord-orientale del territorio di Bitti. Il Catalogo generale dei beni culturali descrive un insediamento religioso costituito dalla chiesa e da numerose muristenes distribuite senza un impianto rigidamente regolare, con edifici orientati approssimativamente lungo gli assi est-ovest e nord-sud.

La chiesa occupa il settore nord-orientale del complesso. Intorno alla piazza antistante si concentrano alcune delle cumbessias più articolate, anche su due livelli, collegate mediante profferli in pietra e ballatoi lignei.

La chiesa La chiesa presenta un impianto semplice a navata unica. L'aula è coperta da una volta a botte scandita da archi trasversali a tutto sesto e termina in un presbiterio coperto da una volta a crociera ogivale.

L'edificio misura circa in lunghezza, mentre il prospetto principale è largo circa . Le murature, sia interne sia esterne, sono intonacate e tinteggiate prevalentemente in bianco e giallo. L'orientamento è est-ovest, con l'ingresso sul lato occidentale e l'altare a est; il presbiterio, leggermente sopraelevato rispetto all'aula, ha una superficie di circa , mentre l'aula misura circa .

La facciata è piana e conclusa da un timpano; ai lati è delimitata da due lesene lisce. Al centro si apre un portale architravato, sormontato da un arco a tutto sesto con concio di chiave leggermente sporgente. Il coronamento presenta una croce centrale. Il campanile a vela non è presente e la campana è collocata accanto alla lesena sinistra. Secondo la documentazione raccolta dal Distretto Culturale del Nuorese, in passato la facciata ospitava anche un bassorilievo, probabilmente rimosso tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.

Le cumbessias Le cumbessias, chiamate anche muristenes, costituiscono l'elemento più caratteristico dell'insediamento. Sono in prevalenza piccole abitazioni a un solo piano disposte a schiera, riunite in isolati di lunghezza differente; alcuni edifici sono invece articolati su due livelli e dotati di ballatoi e accessi sopraelevati.

Secondo la schedatura ministeriale, gli isolati disposti intorno alla piazza della chiesa sono probabilmente tra i primi nuclei abitativi del complesso. Le tecniche costruttive sono eterogenee e documentano successive fasi di edificazione e manutenzione: accanto a murature in pietrame con malta a base di fango sono presenti infissi metallici e rifacimenti lignei più recenti.

Sul lato meridionale della chiesa si sviluppano inoltre portici profondi circa , definiti da archi a tutto sesto e murature in pietrame intonacato. Sopra i portici sono ricavati ulteriori ambienti, collegati da un lungo ballatoio e da profferli.

Culto e tradizioni La principale celebrazione campestre dedicata alla Madonna dell'Annunziata si svolge la terza domenica di maggio. Durante le ricorrenze religiose le cumbessias vengono tradizionalmente utilizzate come alloggi dai pellegrini, secondo una forma insediativa temporanea diffusa in numerosi santuari rurali della Sardegna.

La devozione alla Madonna dell'Annunziata è attestata anche nella tradizione poetico-religiosa in lingua sarda. Il volume Le chiese e i gosos di Bitti e Gorofai raccoglie infatti i gosos dedicati a Nostra Segnora 'e s'Annossata, collegati alla ricorrenza liturgica dell'Annunciazione del 25 marzo.

Il santuario e la transumanza La posizione del santuario lo inseriva storicamente anche nei percorsi pastorali che collegavano l'altopiano bittese con Lodè, Torpè e la costa tirrenica. Il Parco naturale regionale di Tepilora segnala che una delle strade che attraversano l'area era percorsa durante la transumanza e che il santuario costituiva un luogo di pernottamento per i pastori, i quali riprendevano il cammino all'alba verso Lodè, Torpè e la costa.

La stessa fonte segnala inoltre la presenza, all'interno della chiesa, di importanti ex voto, testimonianza della continuità della devozione popolare legata al santuario.

Note

Bibliografia

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