Biografia Nacque il 10 febbraio 1855 a Castelnuovo di Conza, nel Regno delle Due Sicilie, e in giovane età conseguì la patente di maestro, insegnando in diverse scuole di campagna nel salernitano. Si trasferì poi a Roma, dove insegnò nelle scuole elementari comunali della nuova capitale del Regno d'Italia distinguendosi per le doti professionali e per l'alto spirito d'iniziativa.
Nel 1893 divenne direttore della Scuola Enrico Pestalozzi e durante questo incaricò maturò l'idea di creare un luogo sano e protetto per ospitare i giovani in condizioni di indigenza così da assisterli e fornirli di indumenti e materiale scolastico essenziale. Grazie ai finanziamenti di alcune tra le famiglie più facoltose e di politici sensibili ai problemi sociali dell'epoca, Di Donato poté fondare l'educatorio Pestalozzi, che ispirò diverse altre scuole del territorio.
Fu poi assunto all'Ispettorato scolastico comunale ma dopo poco tempo abbandonò l'incarico per dedicarsi al giornalismo educativo-pedagogico e scolastico; collaborò a diverse testate tematiche tra cui La Scuola secondaria italiana, Il Risveglio educativo e I diritti della scuola (di cui fu anche vicedirettore), firmandosi spesso con lo pseudonimo Quirita. Insieme a Guido Antonio Marcati e Annibale Tona si batté per la tutela della categoria dei maestri elementari, promuovendo la fondazione dell'Unione Nazionale delle Maestre e dei Maestri Italiani.
Nel 1907 fondò, insieme a insegnanti, medici e benefattori, il Comitato pro colonie infantili per assicurare il benessere fisico dei bambini attraverso cure climatiche, buona nutrizione e attività fisica; ebbe tra i suoi collaboratori anche i medici Tito Gualdi ed Ettore Marchiafava. Fondò così diverse colonie estive, finanziate in larga parte dalla Real Casa ma anche da singoli benefattori, come Marchiafava o il dottor Mario Levi della Vida, enti pubblici ed enti privati. Al 1913 risultavano attive sette colonie estive: Cingoli, Sestola, Pescara, Giulianova, Nettuno, Ladispoli e Anzio. I costi elevati spinsero le colonie a spendere somme ingenti ancora prima di averle pur di "intensificare l'opera per estenderla al maggior numero di fanciulli bisognosi"; tale scelta avventata fu certamente un'aperta sfida verso le istituzioni pubbliche affinché l'assistenza all'infanzia diventasse un obbligo politico dello Stato.
Morì il 1º dicembre 1919 nella sua casa di Roma. Nell'anniversario della sua morte è stato commemorato solennemente dal collega Giacomo Tauro, il cui discorso è stato poi dato alle stampe con Paravia.
Intorno al 1927 il comune di Roma gli ha dedicato una scuola elementare, sita in via Nino Bixio, 85 all'Esquilino, poi ricompresa nell'Istituto comprensivo Daniele Manin, e nel 1956 gli ha dedicato anche una strada nel quartiere Gianicolense. Anche i comuni di Guidonia Montecelio e Castelnuovo di Conza gli hanno dedicato una strada ciascuno.
Onorificenze
Note