Il Complesso Museale dell'Augustissima Arciconfraternita dei Pellegrini, comunemente denominato Museo dei Pellegrini, è un museo di Napoli situato in via Portamedina, nel popoloso rione Pignasecca (quartiere Montecalvario), a breve distanza da Spaccanapoli. Riconosciuto dalla Regione Campania come Museo di Interesse Regionale, il complesso è stato costituito ufficialmente nel 2008 e raccoglie oltre quattro secoli di patrimonio storico, archivistico e artistico accumulato dall'Arciconfraternita sin dalla sua fondazione nel XVI secolo.

Storia

Fabrizio Pignatelli e le origini del complesso

Il complesso trae le proprie radici dall'iniziativa di Fabrizio Pignatelli, cavaliere dell'Ordine di Gerusalemme che, ritiratosi dalla vita militare dopo decenni trascorsi a difesa del Regno di Napoli, decise di destinare un terreno di sua proprietà nei pressi delle mura cittadine alla costruzione di una chiesa e di una struttura di accoglienza per i pellegrini di passaggio nella città. Nel 1574 papa Gregorio XIII approvò il progetto con una bolla pontificia, autorizzando la realizzazione della chiesa di Santa Maria Mater Domini e dell'annessa casa ospitale. Pignatelli riuscì a vedere completata soltanto la chiesa prima di morire nel 1577, lasciando per testamento l'intera eredità a chiunque avesse portato a termine l'opera da lui avviata.

La fondazione dell'Arciconfraternita

Il 25 luglio 1578, riuniti nella chiesa di Sant'Aspreno, un piccolo gruppo di artigiani napoletani guidati dal sarto Bernardo Giovino diede vita all'Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini, adottando il nome e lo statuto di un'analoga istituzione romana fondata trent'anni prima da Filippo Neri. La prima struttura di accoglienza aprì i battenti il 15 agosto 1578 presso il monastero di Sant'Arcangelo a Baiano, nel quartiere Forcella. Esaurita ben presto la capienza dei locali iniziali, la sede fu spostata nei pressi di San Pietro ad Aram, per poi trovare collocazione definitiva nell'edificio di via Portamedina a partire dal 1591.

Nel 1582 papa Gregorio XIII riconobbe ufficialmente con una seconda bolla l'Arciconfraternita quale erede legittima di Pignatelli, sancendo la fusione tra l'eredità del cavaliere e l'istituzione assistenziale dei confratelli. Il figlio di Fabrizio, Camillo Pignatelli, tenne per sé il patronato sulla cappella di Santa Maria Mater Domini, mentre la gestione dell'ospizio passò integralmente all'Arciconfraternita.

Sul finire del XVIII secolo l'istituzione ampliò il proprio raggio d'azione, estendendo la propria assistenza anche ai convalescenti poveri, circostanza che portò all'attuale denominazione estesa: Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti. Oggi l'Arciconfraternita conta circa 700 aderenti e affianca all'attività museale la gestione di un centro socioeducativo per i minori del quartiere.

Gli ampliamenti settecenteschi

A partire dalla metà del Settecento il complesso fu interessato da una serie di interventi di ampliamento che ne trasformarono progressivamente l'aspetto. Tra il 1751 e il 1754, su progetto di Giovanni Antonio Medrano (lo stesso architetto che aveva collaborato alla costruzione del Teatro di San Carlo e della Reggia di Capodimonte), furono realizzati la Terrasanta e il Coro, quest'ultimo ornato da stalli in legno di noce e da tele di Francesco De Mura e Paolo De Majo. Nel 1771 fu chiamato ad intervenire l'architetto Giuseppe Astarita, ma i risultati non soddisfecero i committenti. Il cantiere passò quindi nelle mani di Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi, che tra il 1792 e il 1798 portò a termine la chiesa nella sua forma attuale, abbattendo la struttura cinquecentesca e conservando solo il coro e parte del presbiterio.

La costituzione del museo

Il processo di valorizzazione pubblica del patrimonio dell'Arciconfraternita fu avviato nel 2008, quando fu ufficialmente costituito il Complesso Museale con il compito di rendere fruibile al grande pubblico le testimonianze storiche, artistiche e archivistiche accumulate in oltre quattro secoli di attività. Dopo una lunga campagna di restauri – conclusa nella primavera del 2021 con il completamento degli interventi sullo scalone vanvitelliano e sulla facciata della chiesa – il museo ha assunto la sua configurazione definitiva.

Descrizione architettonica

Il complesso

Il complesso si articola attorno a un cortile interno accessibile da via Portamedina attraverso un ingresso apparentemente anonimo, che introduce a uno scenografico scalone di piperno a doppia rampa affacciato sulla facciata della chiesa. Oltre alle due chiese, il complesso comprende il Coro, la Terrasanta, una serie di sale storiche e l'Archivio Storico.

Chiesa di Santa Maria Mater Domini

La chiesa di Santa Maria Mater Domini, nota anche come Cappella Pignatelli, fu edificata tra il 1573 e il 1576 e rappresenta il nucleo originario dell'intero complesso. Nonostante le alterazioni e le spoliazioni subite nei secoli, conserva alcune opere di notevole valore: sull'altare maggiore è collocata una Madonna col Bambino in marmo di Francesco Laurana datata 1474, originariamente disposta nella nicchia della facciata esterna. Il monumento funebre di Fabrizio Pignatelli, in bronzo, è opera dello scultore Michelangelo Naccherino.

Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini

La facciata della chiesa, realizzata da Carlo Vanvitelli e restaurata nel 2021, presenta quattro lesene corinzie sormontate da un timpano triangolare entro cui è collocato un gruppo scultoreo raffigurante la Trinità. Ai lati del timpano si trovano le statue in stucco di San Filippo Neri e San Gennaro, opera di Angelo Viva. La facciata è raggiungibile attraverso lo scalone a doppia rampa che attraversa il cortile del complesso.

La pianta interna è tra le più insolite dell'architettura religiosa napoletana: due ottagoni sono raccordati da un corpo rettangolare, con il primo ottagono destinato alla navata dei fedeli, il rettangolo al presbiterio e il secondo ottagono all'oratorio della confraternita. La scelta dell'ottagono non è casuale: nella tradizione iconologica cristiana medievale questa forma geometrica alludeva alla resurrezione delle anime, essendo l'«ottavo giorno» quello del giudizio divino, al di là del ciclo settimanale della vita terrena.

Gli altari laterali ospitano tele di Onofrio Palumbo, Giacomo Farelli, Francesco Fracanzano, Andrea Vaccaro, Francesco De Mura e opere provenienti dalla bottega di Giuseppe Ribera. Sull'altare maggiore del presbiterio è collocato il gruppo scultoreo della Santissima Trinità in stucco di Angelo Viva.

Il Coro

Il Coro, progettato da Giovanni Antonio Medrano e decorato sotto la supervisione di Giuseppe Astarita, è delimitato da stalli lignei in noce. Le tele principali sono di Francesco De Mura, autore della Vergine che intercede la Santissima Trinità per le anime del Purgatorio, e di Paolo De Majo, che eseguì i Quattro Evangelisti. L'altare è sormontato da una Madonna del Fiore recentemente attribuita dalla critica a Giovanni Bernardino Azzolino.

La Terrasanta

La Terrasanta è un ambiente ipogeo a pianta ottagonale realizzato nel 1754 su progetto di Giovanni Antonio Medrano, destinato ad accogliere le spoglie dei confratelli defunti. L'ambiente, di forte suggestione architettonica, costituisce uno dei luoghi più evocativi dell'intero complesso.

Le sale storiche

Dal corridoio delle Lapidi si accede alla successione di ambienti storici: il Salone del Mandato, le Sale della Vestizione, la Sala degli Albi d'Oro e la Galleria dei Dipinti. In questi spazi sono raccolte decine di opere di artisti come Luca Giordano, Nicola Malinconico, Andrea Vaccaro, Pietro Bardellino, Carlo Maratta e Bernardino Campi, oltre a paramenti liturgici, arredi sacri e alla Cappella delle Reliquie con il suo corredo devozionale perfettamente conservato.

L'Archivio Storico

Parte integrante del complesso è l'Archivio Storico, che conserva la documentazione prodotta dall'Arciconfraternita dalla fine del XVI secolo fino ai giorni nostri. Il fondo comprende atti notarili, registri dei confratelli, corrispondenza, mappe e piante architettoniche ed è riconosciuto dal Ministero della cultura.

Note

Voci correlate Ospedale dei Pellegrini Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini (Napoli) Pignasecca Giovanni Antonio Medrano Carlo Vanvitelli Francesco Laurana Michelangelo Naccherino

Altri progetti

Collegamenti esterni

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