†Eoscomber è un genere estinto di pesci ossei appartenente alla famiglia degli Scombridae, vissuto durante l'Eocene nelle acque costiere dell'attuale Senegal. L'unica specie nota è †Eoscomber senegalicus.

Etimologia Il nome del genere deriva dal prefisso greco eos ("alba", "antico"), in riferimento all'età eocenica del fossile, e da Scomber, il genere degli sgombri moderni al quale questo taxon mostra alcune somiglianze morfologiche. L'epiteto specifico senegalicus richiama il paese di provenienza dell'olotipo.Claeson, K. M., Sarr, R., Hill, R. V., Sow, E. H., Malou, R. & O'Leary, M. A. (2015). New fossil scombrid (Pelagia: Scombridae) fishes preserved as predator and prey from the Eocene of Senegal. Proceedings of the Academy of Natural Sciences of Philadelphia, 164(1): 133–147.

Descrizione Eoscomber senegalicus è stato descritto nel 2015 sulla base dell'esemplare olotipo SNB/2010-02, costituito da un cranio parziale con mandibole articolate e resti vertebrali associati. Il fossile proviene dai depositi marini costieri del Membro di Ngazobil della Formazione di Thiès, presso le cave calcaree di Desplats vicino a Bargny, a sud-est di Dakar, in Senegal. Questi sedimenti risalgono all'Eocene e testimoniano un ambiente marino tropicale ricco di vertebrati e invertebrati.

Eoscomber era uno scombride di piccole dimensioni caratterizzato da un cranio relativamente stretto e allungato anteriormente. Le ossa nasali erano particolarmente sviluppate e avevano una caratteristica forma sigmoide tubolare. Ciascun nasale si estendeva anteriormente oltre le ossa frontali, formando un rostro sottile e allungato. Le ossa frontali erano ornate da una scultura superficiale e si avvicinavano alla linea mediana nella regione anteriore del cranio. Le vertebre erano allungate e di forma fusiforme, mentre mancava il processo interpelvico presente in numerosi altri scombriformi. I denti erano piccoli e conici, molto meno sviluppati rispetto a quelli dei membri della tribù Scomberomorini, che comprende i moderni sgombri reali. L'insieme delle caratteristiche craniche suggerisce un animale agile e predatore, adattato alla cattura di piccole prede pelagiche.

Dal punto di vista morfologico, Eoscomber ricordava gli attuali sgombri del genere Scomber, ma differiva per il muso più lungo e stretto, per le ossa nasali fortemente sviluppate, per le frontali unite anteriormente e per le dimensioni ridotte delle scaglie.

Classificazione Eoscomber appartiene alla famiglia Scombridae, che comprende sgombri, palamite e tonni. L'analisi morfologica mostra una combinazione di caratteri primitivi e derivati che lo colloca vicino agli Scombrini, il gruppo comprendente gli sgombri moderni.

Si distingue dai membri delle tribù Scomberomorini, Thunnini e Sardini per la presenza di lunghe ossa nasali sporgenti e per il muso stretto e allungato. Rispetto al genere fossile Scombrinus e agli attuali Scomber, possedeva nasali più lunghi, frontali che si incontravano anteriormente sulla linea mediana e dentari relativamente più corti.

Paleobiologia L'importanza scientifica di Eoscomber deriva soprattutto da un eccezionale reperto che documenta una relazione predatore-preda conservata nel registro fossile. L'olotipo di Eoscomber senegalicus è infatti stato rinvenuto all'interno della regione branchiale e faringea di un grande scombride predatore, Auxides huberti. Il piccolo pesce era ancora parzialmente conservato nella gola del predatore al momento della fossilizzazione, fornendo una rara testimonianza diretta di comportamento alimentare. Questo fossile rappresenta una delle più antiche prove note di predazione tra scombridi e indica che già durante l'Eocene alcuni membri della famiglia avevano sviluppato strategie di caccia attive e rapide paragonabili a quelle osservate negli odierni sgombri e tonni. L'eccezionale stato di conservazione suggerisce inoltre una rapida sepoltura in ambiente marino costiero, probabilmente favorita da eventi sedimentari improvvisi.

Note

Categoria:Scombriformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 2015