La prima notte è un cortometraggio di Georges Franju che racconta l'iniziazione al rapporto d'amore nello sguardo e nell'anima di un bambino che diserta la malinconia della scuola per un'avventura vera e propria pur coinvolgendo soprattutto la propria interiorità in un momento di cambiamento di identità dovuto all'età. Il film ha una didascalia nella scena iniziale, che si prolunga, dove dei ragazzi corrono a tutta energia, in una successione di sequenze di cui le corse degli Gli anni in tasca di François Truffaut vengono ad essere di fatto una citazione e un omaggio. La didascalia dice che il film è dedicato a tutti coloro che non hanno dimenticato la loro infanzia.

Trama Un bambino dell’alta borghesia accompagnato a scuola dall’autista in una Parigi movimentata da coloro che si recano al lavoro con un ritmo sostenuto emergendo o tuffandosi nella metropolitana. Il sole manda i primi raggi di luce e al bambino appare, tra sogno e realtà, la visione della bambina reale al suo sguardo. Approfittando dell’autista che scende per acquistare un quotidiano davanti a un’edicola il ragazzo abbandona l’auto e va alla ricerca di quella bambina. La segue oltre il cancello della scuola oltrepassando un monumento, un uomo malinconico che appoggia classicamente sulla mano sinistra la testa lasciando la destra libera di operare. Non si vede altro della scuola. Il bambino si ritrova nei labirinti dove scorre il metro cercando la bambina, i suoi occhi la percepiscono sul marciapiede sotterraneo mentre il metro scorre, dentro il metro mentre si trova lui fuori dal mezzo. Si ritrovano vis-à-vis ma poi a una biforcazione si perdono. Infrangendo le regole di tutti i cartelli che indicano la salita o la discesa esausto si addormenta sulle scale mobili proprio mentre la metropolitana chiude e ogni movimento si ferma. Si risveglia al mattino mentre le scale iniziando a muoversi lo depositano in un pianerottolo con la gente che sale. Si allontana per raggiungere la sua villa, immersa nella campagna circostante.

Accoglienza Bernard Eisenschitz contestualizza La prima notte attraverso collegamenti riguardanti la storia del cinema nonché l'opera stessa di Georges Franju. «Franju, che nel 1937 aveva scritto il pionieristico saggio Notes sur le style de Fritz Lang, trasfigura questo universo sotterraneo facendo appello a un altro mago della luce e dell’ombra, Eugen Schüfftan, che fotograferà anche La Tête contre les murs e Les Yeux sans visage. È anche un sogno di cinema, che è stato paragonato all’attraversamento dello schermo in Sherlock Jr. di Buster Keaton».

Critica Raymond Durgnat nel dedicare particolare attenzione al film che definisce «un esercizio di mutamenti di stati d'animo», stigmatizza coloro che chiama i seguaci del «Vangelo secondo McLuhan, con il suo messaggio confortante che nei media elettrici il contenuto non è importante, che il medium è il messaggio, che un film è molto simile ad un altro film , che, in breve, il cinema non è affatto cultura, e che coloro che lo pensano sono le vittime di una piacevole ossessione».

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