La storia di Anzio riguarda le vicende della città e del suo territorio.

Preistoria La presenza di insediamenti umani ad Anzio è documentata già nel Paleolitico inferiore. Tra i reperti è stata infatti rinvenuta un'amigdala risalente alla cultura "acheuleana" di circa anni fa.

Nella zona di Cavallo Morto è stata inoltre ritrovata nel 1981 una necropoli probabilmente risalente all'età del bronzo recente, questa rappresenta la più antica testimonianza del rito funerario di cremazione nel Lazio.

Età latino-volsca La fondazione di Antium risale attorno IX secolo a.C. da parte dei Latini. Secondo lo storico Xenagora, Anzio fu fondata da Anteo, figlio di Ulisse e della Maga Circe; mentre un'altra leggenda attribuisce la fondazione ad Ascanio, figlio di Enea, già fondatore di Albalonga.

Nel V secolo a.C. si stanziarono i Volsci, un popolo di ceppo osco-umbro, ed Anzio divenne la loro principale città. La Anzio volsca era situata a breve distanza dal mare, presso la località Le Vignacce (situata nella frazione di Santa Teresa). La città era probabilmente dotata di mura e tre porte di accesso: una in direzione di Roma, una verso il mare e una verso Astura. La città controllava una cittadella fortificata, nota come Cenone, che ne faceva da porto ed emporio dal quale gli Anziati partivano per le loro scorrerie piratescheDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, Libro IX, 56.Strabone, Geografia, Libro V, 3,5.. L'ubicazione del porto è tuttora ignota: alcune fonti la pongono sulla costa di Capo d'Anzio, dove poi è sorto il porto Neroniano, altre fonti la pongono presso la foce del fiume Loricina, dove oggi sorge il castello medievale di NettunoChristian Mauri, "Latium arcaico", Aracne editrice, 2022, pag. 164. Vedere anche "A Fragmented History: A Methodological and Artefactual Approach to the Study of Ancient Settlement in the Territories of Satricum and Antium", Gijs Willem Tol Barkhuis, 2012 - 405 pagine. pag. 11-12. V. Cerri, "Nettuno e la sua Collegiata", 1974. Cempanari – Amodei, "Nettuno e il suo santuario", 1964. R. Paoli, "I grandi centri del passato: Anzio", Roma 1966, pag. 15. G. Bovelli Soffredini, "Neptunia", Roma 1923, p. 32., altre ancora alla foce del piccolo fiume Sant'Anastasio."G. Cifani, A. Guidi, A. M. Jaia, «Nuove ricerche nel territorio di Colle Rotondo ad Anzio» dans G. Ghini (dir.), Lazio e Sabina 7 (atti del Convegno, Roma, 2010), Roma, Edizioni Quasar, 2011, p. 371-372 e note n. 3

Frequenti furono i combattimenti tra i Volsci e i Romani, soprattutto nel V secolo a.C., quando Anzio ne era la capitale. A questi scontri, si alternarono anche trattati di pace, tant'è che il primo trattato tra Roma e Cartagine incluse, oltre Roma e le città latine, anche Anzio, Ardea, Circei e Terracina..

Anzio fu alleata di Aricia, quando nel 506 a.C. gli Aricini dovettero difendersi dall'attacco loro portato dagli Etruschi, alla fine sconfitti nella battaglia di Aricia.Dionigi, Antichità romane, Libro V, 36.

Ad Anzio si ritirò in esilio CoriolanoPlutarco, Vite parallele, 6. Gneo Marcio Coriolano e Alcibiade, XXII, 1, dove fu accolto dal nobile anziate Attio Tullio, con il quale organizzò la strategia di sollevazione contro Roma, che tra il 489 a.C. e il 488 a.C., portò i Volsci ad arrivare al IV miglio della via LatinaDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 1-36.. Ad Anzio fu ucciso Coriolano, mentre si apprestava a difendere il proprio operato al Foro.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 58.

Nel 484 a.C., nel territorio prospiciente la città, i Volsci sconfissero duramente in battaglia l'esercito romano, condotto da Lucio Emilio Mamercino, costringendolo ad una vergognosa fuga nottetempo.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 83-85.

Dopo aver perso contro i Romani nella seconda battaglia di Anzio nel 468 a.C., gli Anziati si arresero a Roma e lasciarono un presidio armato in cittàTito Livio, Ab Urbe Condita Libri, II, 65.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 57-58.. L'anno successivo Roma dedusse una colonia nel territorio di AnzioTito Livio, Ab Urbe Condita Libri, III, 1.. Nel 459 a.C. Roma, dopo aver conquistato Ardea e sottomesso i Rutuli, assediò nuovamente Anzio, conquistandola, dopo che sia i Volsci, che i coloni romani, si erano ribellati al controllo di Roma.Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, Libro III, 22.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, X, 21.

Tra il 340 e il 338 a.C. i Volsci di Anzio, Lanuvio, Aricia e Velletri entrarono nella guerra latina insieme ad altre popolazioni del Latium contro Roma. Nel 338 a.C. i Volsci vennero sconfitti nella battaglia navale di Anzio presso capo d'Astura. I Romani conquistarono e distrussero il Cenone, privando Anzio del suo portoDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 56.. I rostri delle navi anziate vennero esposte nel Foro Romano in segno di vittoria contro la storica città rivale. Roma riuscì quindi a soggiogare una volta per tutte Anzio e l'intero Latium..

Età romana

Anzio fu l'unica tra le colonie marittime, insieme ad Ostia, a venir esentata dal fornire soldati di terra nella seconda guerra punica.

Anzio si schierò a favore di Silla nel conflitto contro Gaio Mario e fu saccheggiata dalle turme sannitiche, vicine a Mario.Antivm – Anzio, Anzo, Porto D’anzo – Carta de' dintorni di RomaAntonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' Dintorni di Roma, Antivm – Anzio, Anzo, Porto d’Anzo]

Sul finire dell'età repubblicana la città di Antium era costellata di ville e templi che si estendevano sui territori delle attuali Anzio e Nettuno, fino al fiume Astura. Era infatti divenuta luogo di villeggiatura di molti patrizi romani. La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare, tra cui Caio Lucrezio e Mecenate.

Anche Ottaviano costruì una villa presso Capo d'Anzio, dove, secondo Svetonio, nel 2 a.C. fu raggiunto da una delegazione romana che gli offrì il titolo di Pater Patriae.

Ad Anzio nacquero gli imperatori Caligola, che voleva farne la capitale dell'impero, e Nerone. Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città, espanse la villa imperiale e costruì un nuovo porto. La villa passò nei secoli agli imperatori Domiziano, Adriano e Settimio Severo.

Nell'ultimo periodo dell'impero nasce la diocesi di Anzio, che aveva probabilmente il martire romano sant'Ermete come patrono.Anastasio bibliotecario, Fabrot, Anastasii Bibliothecarii Historia ecclesiastica, a cura di Sebastiano Cramoisy, Parisiis, e Typographia regia, 1649, p. 24

Età medievale e moderna Durante le invasioni barbariche tra il V e VI secolo Anzio subì le incursioni dei Vandali e degli Ostrogoti. Nel 537, quando gli Ostrogoti di Vitige occuparono Portus, le navi romane approdavano ad Anzio, in quanto il porto di Ostia era troppo pericoloso. Lo storico Procopio fa notare che il porto neroniano era già in decadenza e che il danneggiamento dei bracci rendeva difficoltoso il traffico di merci per Roma.

Il decadimento dovuto alle invasioni barbariche e le successive incursioni dei pirati Saraceni tra l'VIII ed il X secolo, spinsero gli abitanti ad abbandonare il porto e la città di Anzio, di cui si perse persino il nome. Anche la diocesi anziatina venne soppressa e il suo territorio incorporato nella Diocesi di Albano.

Tra il IX ed il X secolo una colonia proveniente dalle isole napoletane si insediò nell'area delle rovine dell'antico tempio del Dio Nettuno, probabilmente attirata dalla pesca ubertosa del litorale, e vi formò un castello, detto di Nettuno in onore proprio dell'antico tempio. Questo fu l'unico insediamento che continuò la storia medievale di Antium.

Nel 1348, non lontano dal centro abitato di Nettuno, venne combattuta, fra genovesi e veneziani, una celebre battaglia navale che si risolse con la vittoria di questi ultimi.

Verso la fine del Medioevo furono erette lungo il litorale di Anzio e Nettuno varie torri costiere che avevano funzione di avvistamento e segnalazione delle incursioni dei pirati Saraceni:

Torre Astura, risalente al XII secolo, localizzata presso la foce del fiume Astura; Torre di Capo d'Anzio, costruita dai Frangipane presso i resti della villa imperiale; Torre Sant'Anastasio, situata presso il fosso Sant'Anastasio. Secondo la tradizione riportata dagli Acta Sanctorum, questa torre è situata nel luogo dove approdò la nave che trasportava a Roma le reliquie del monaco persiano Anastasio, che sarebbe stato martirizzato nel 628 sotto il regno di Cosroe II.

Nella seconda metà del Cinquecento il feudo di Anzio e Nettuno passò a Marcantonio Colonna, famoso per la sconfitta inflitta ai turchi nella battaglia di Lepanto nel 1571.

Su ordine di papa Pio IV, Marcantonio Colonna fece costruire altre due torri nell'attuale territorio anziate:

Tor Materna, chiamata così in onore della madre, Giovanna d'Aragona; Tor di Caldano, chiamata così perché costruita a difesa delle caldane delle miniere di zolfo.

Il 23 settembre 1594, papa Clemente VIII acquistò per la Camera apostolica la signoria su Anzio e Nettuno da Marcantonio III Colonna per 400.000 scudi e istituì il "Comune di Nettuno", che ereditò l'intero territorio dell'antica Anzio.

Il papa diede disposizioni al cardinale Bartolomeo Cesi di provvedere a salvaguardare lo scarso patrimonio edilizio della borgata. Egli fece costruire nel 1594 la prima delle ville cardinalizie di Anzio e Nettuno, detta appunto Villa Cesi (oggi Villa Adele). La villa fu poi acquistata dal cardinale Camillo Pamphili nel 1648, che la ribattezzò come "Casino pamphiliano".

Successivamente, nel 1674, venne costruita Villa Costaguti (oggi Villa Borghese) dal cardinale Vincenzo Costaguti.

Il 2 febbraio 1691, il cardinale Antonio Pignatelli, salpato da Napoli alla volta di Civitavecchia per recarsi al Conclave a Roma, fu colto da una violenta tempesta che lo costrinse a trovare rifugio proprio presso l'antico porto neroniano.

Il cardinale promise ai pochi abitanti del luogo che si erano prodigati nell’ospitarlo e alle autorità nettunesi di ricostruire il porto di Anzio se fosse stato eletto al soglio pontificio.

Eletto pontefice il 12 luglio, col nome di Innocenzo XII, decise di procedere alla ricostruzione del porto e mantenere la promessa data. Ad aprile del 1697 il papa si recò a Nettuno, dove fu accolto con molti festeggiamenti, e poi a Capo d'Anzio presso l'antico porto, insieme ad altri cardinali, agli ingegneri Carlo Fontana e Alessandro Zinaghi, alle autorità e a molti cittadini nettunesi. Qui il pontefice scartò il progetto dell'ingegnere Fontana, che proponeva di restaurare l'intero porto Neroniano, in favore del meno oneroso progetto di Zinaghi, che prevedeva il restauro solo del braccio di levante dell'antico porto (molo neroniano) e la costruzione di un nuovo molo perpendicolare ad esso verso levante (molo innocenziano).

Questa decisione si rivelò un grave errore: il nuovo molo non era in grado di proteggere dai venti e dalle mareggiate del II e III quadrante che lo devastavano in corso d’opera e il costo della sua realizzazione superò di gran lunga la somma preventivata. Inoltre, il nuovo porto era costantemente soggetto ad insabbiamento, che costrinse a continue opere di dragaggio, al prolungamento del molo e alla realizzazione di un canale per l'espurgo della sabbia e del fango all'interno del bacino dell'antico porto, che si interrò per buona parte del braccio di levante sino alla base di quello di ponente.