La chiesa di San Colombano, dedicata a Colombano di Bobbio, è un luogo di culto cattolico, appartenente alla chiesa parrocchiale di San Nicolò Vescovo di Vaprio d'Adda, fa parte del decanato di Trezzo sull'Adda.. La chiesa, per il suo valore architettonico e artistico, fu il primo edificio definito monumento nazionale dalla normativa statale.. Storia Non vi sono storicamente indicazioni sulla data d'origine della chiesa, considerata tra le più antiche del territorio, ma il restauro del 1959 avrebbe dato indicazioni circa la coerenza della struttura originaria al XII secolo. La datazione troverebbe conferma dai dati indicati da de Dartein nella seconda metà dell'Ottocento, di Porter del secondo decennio del Novecento nonché di Arslan e Basilio Magni con gli studi della seconda metà del Novecento. Questo a conferma che l'edificio di culto fosse oggetto di studio già da tempo.

Il primo documento che farebbe supporre la presenza della chiesa, risalirebbe al 998 quanto Ottone III indica una delle cellae di S. Colomabo a Bobbio indicato nella località di Vapriaum, ma certamente indicata nel privilegio del 1155 della chiesa “Sancti Columbani in loco Vavri” concesso all'arcivescovo Oberto alla pieve di Pontirolo. Nuovamente indicata nel 1315 in una transazione dell'Ospedale nuovo di Milano,. e nel libro mastro della mensa vescovile la d“omuns di S. Colombano de Vaprio debet dare ro censu pro anno mcclxxviii et deinceps omni anno libras unam cere”. Numerosa la documentazione che indica la proprietà della famiglia Oraboni. Documentato il 29 aprile 1347 un corteo alla presenza di Giovannolo Visconti fu Gasparino “ingressi sunt hospitium castrum Vavari”. L'ospedale degli Oraboni in prossimità della chiesa divenne anche luogo di cura di Giovanni fu Baldino dei Suardi che l'8 ottobre 1402 dovendosi recare alle esequie funebri di Gian Galeazzo Visconti, ebbe un incidente cadendo da cavallo: «ad hospitium de Vaprio, in domo Johannis quandam Mafioli Oraboni de Vaprio».Durante la sua agonia che durò 11 giorni, il Suardi raccontò la sua storia con Bernarda figlia di Bernabò Visconti rinchiusa dal padre nel carcere per essere stata trovata con Antonio Zotta, ucciso poi per impiccagione La chiesa e l'hospitale risulta godessero del beneficio della famiglia Oraboni e dei suoi ecclesiastici per tutto il Cinquecento..

Nel 1566 san Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, nella sua relazione alla visita pastorale ne indicava la necessità di restauro.. A confermarne il parziale abbandono è la nota della presenza del tetto cadente e la mancanza di porte. Impose quindi non solo il restauro ma anche l'obbligo di recitarvi le messe. Risulterebbe che durante le solennità di novembre, erano almeno dodici le messe dedicate al santo titolare la chiesa.La festività dedicata al santo cade il 23 novembre Indicò quindi di abbattere l'antica chiesa di Sant'Antonio che era troppo danneggiata, e porre gli sforzi economici solo in questa di san Colombano. Ma nel 1570 la relazione del gesuita padre Leonetto Chiavone indica: “tota ruinosa et discoperta preter cappellam maiorem”. Risulta infatti che la copertura del tetto fosse solo sulla zona presbiteriale che conservava antichi affreschi, mentre il resto dell'aula completamente scoperta..

Tra i visitatori la chiesa viene indicato Gabriele D'Annunzio il 13 marzo 1926 come riportato dal Corriere milanese.

Nel primo dopo guerra l'allora parroco don Attilio Crespi segnalava la situazione precaria della chiesa, che malgrado fosse luogo di visitazione, necessitava di restauro, chiedendo l'aiuto economico del comune in quanto la sola comunità religiosa non poteva sopportarne il costo. L'8 agosto 1958 la Soprintendenza ai MOnumenti della Lombardia di Milano in nome di Luigi Crema disponeva una somma necessaria per provvedere ai lavori necessari e impellenti.. Il restauro fu affidato all'architetto Alessandro Degani che ne pubblicò la descrizione su Arte Lombarda volume 5 n, 1 del 1960 a pagina 119. Il restauro fu certamente importante in particolare per quanto riguarda la copertura che il ripristino dell'antica orditura e la collocazione dell'arcone sulle piccole cariatidi d'ordine romanico..

Descrizione

La chiesa fu oggetto di interesse da aprte di molti studiosi dell'arte e della'rchitettura medioevale già nell'Ottocento. Le prime indicazioni della struttura e dimensione della chiesa viene dalla tavola pubblicata da Ferdinand De Dartein nel suo “Atlas des planches Etyude sur l'Architecture Lombarde et sur les origines de l'architecture romano-byzantine” del 1865 sul disegno pubblicato nella tavola n. 90 del testo del 1865.

Successivamente fu Arthur Kingsley Porter, storico della'rchitettura a veisitare la chiesa nel 1912 ed a pubblicarle una relazione completa di fotografie diventando un importante documento, che ne indica la costruzione risalente al 1115. Breve ma precisa la descrizione di Celemte Clericetti del 1869 , Esterno

La chiesa, dall'orientamento a est, edificata nella parte più antica di Vaprio e lontana dal centro urbano, in prossimità dell'ospedale, è anticipata da un ampio sagrato con pavimentazione in ciottolato di pietra, alla stessa quota della pavimentazione interna. La facciata a capanna risulta essere spoglia da decori in masselli di ceppo, con un solo emiciclo absidale, in conci squadrati di ceppo e serizzo che incamiciano cortine laterizie.

Centrale il portale strombato ad uso dei laici completo di semicolonne che presentato sculture, gravemente consunte a causa della fragilità della pietra, inserite nelle lesene. Un affresco raffigurante la Madonna col Bambino e san Colombano completano la lunetta superiore. Un oculo atto a illuminare l'aula interna completa la facciata. Il portale presenta un fregio con alcune figure umane che secondo i critici raffigurerebbero i martiri, vi sono due animali con una unica testa, una figura che tiene una palma che riporta quanto è presente nell'a,bone della basilica ambrosiana di Milano del medesimo periodo che rappresenta brani del libro della Genesi. Segue l'immagine di una sirena bicaudata, mezzo pesce e mezza donna a indicare lei quale causa del peccato originale.

L'ingresso posto a sud presenta la raffigurazione tonsurata di un vescovo con il pastorale, forse il titolare la chiesa con tre personaggi, potrebbero essere studiosi o coloro che martirizzarono il santo avendo probabilmente in mano pietre che potrebbero anche alludere alla costruzione dell'edificio. L'ingresso a nord presente un uomo con un uccello e un paio di quadrupedi, data la difficoltà di interpretare quanto l'uomo tiene in mano è difficile ricostruire il simbolismo della scultura. Vi sono due forme di difficile interpretazione: una donna con una veste lunga e un uomo a cavallo di un animale con una strana testa, forse di drago. L'immagine di una figura a braccia spalancate ricondurrebbe alle raffigurazioni paleocristiane dell'orante. Questi particolari artistici indicano quanto si elevata la qualità stilistica della chiesa che riprende la scultura romanica d'oltralpe.

Interno L'interno si presenta molto semplice a navata unica, a due campate divise da arco e un'apertura a triplice fornice collega al presbiterio a emiciclo affincata da due cappelle collaterali con volta a crociera e che conserva affreschi raffiguranti una Metterza con sant'Anna, la Madonna che tiene il Bambino in braccio, san Colombano, san Benedetto e una grande croce patente centrale con aperture a “quaternità” (tondi) a croce di cunei ruotata a quarantacinque gradi che porterebbe a considerare con confronti esegetici ed iconografici una rara rappresentazione aniconica della seconda venuta di Cristo con la raffigurazione della croce delle aperture a tondo e le stelle considerate i nove cori angelici. Conserva la decorazione scultorea che riprende modelli già presenti nelle chiese ambrosiane e pavesi. I pilastri conservano semicapitelli polistili del triforium con il tema dell'uomo tra le fiere. A nord un uomo minacciato da leoni, a sud un domatore di mostri felini-antroponorfi. Il portale nord conserva l'affresco della Madonna del Latte e san Lorenzo alla graticola e due santi di difficile identificazione. Seguono un vescovo una santa coronata con vasetto forse santa Lucia o santa Caterina, Giovanni battista.

Note

Bibliografia

Voci correlate Vaprio d'Adda Arcidiocesi di Milano Colombano di Bobbio

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