Un'estetica di internet (o internet aesthetic) è uno stile visivo, una subcultura o una tendenza tematica nata e proliferata principalmente attraverso Internet.
Originariamente emerse all'interno della blogosfera tra i millennial alla fine degli anni 2000, tali estetiche hanno acquisito un significativo rilievo culturale nel corso degli anni 2010 e 2020 tra la Generazione Z. Le estetiche di internet comprendono una vasta gamma di comunità di nicchia e identità visive associate alle subculture giovanili contemporanee, definite dalla loro circolazione digitale, da immagini curate e da riferimenti simbolici alla tecnologia, alla nostalgia e alla cultura alternativa, fondendo tipicamente elementi di moda, musica, arte visiva e meme.
In origine, queste estetiche erano associate a piattaforme basate su blog, come Tumblr. Tra la fine degli anni 2010 e l'inizio degli anni 2020, il fenomeno si è evoluto fino a comprendere social media come TikTok e Instagram, con i lockdown dovuti alla pandemia di COVID-19 che hanno contribuito alla loro più ampia proliferazione online. Tra le estetiche più note si possono citare Seapunk, Vaporwave, Cottagecore, Goblincore, Gorpcore, E-boys e e-girls, Dark academia e la cosiddetta «2020 Alt».
Sebbene le estetiche di internet abbiano influenzato la moda, le arti visive e la musica contemporanee, esse sono state anche collegate al declino della monocultura e delle tradizionali subculture giovanili. Molti giudicano la natura frammentata dei contenuti Internet e la proliferazione di numerosi microgeneri come fattori che stanno alterando il concetto di controcultura nel XXI secolo.
Storia
Anni 1980
L'origine dell'uso di suffissi estetici, in particolare il suffisso "-punk", risale al 1980. Il Cyberpunk è nato come sotto-genere letterario della fantascienza, evolvendosi poi in un'estetica visiva che raffigura futuri distopici caratterizzati da tecnologie avanzate e cibernetica. Lo scrittore Bruce Bethke coniò il termine nel 1983 per il titolo del suo racconto "Cyberpunk", pubblicato sulla rivista Amazing Science Fiction Stories. L'estetica crebbe in popolarità proprio negli anni '80, influenzando film come Blade Runner, Tron, Videodrome, Terminator e RoboCop. Il genere cyberpunk si è successivamente sviluppato in una propria sottocultura, talvolta associata alla figura informatica degli hacker e a comunità online primordiali, incluso uno specifico gruppo di discussione su Usenet. Usenet è ampiamente considerato un precursore dei moderni forum di discussione e delle piattaforme di social media. All'inizio degli anni 1990, alcune tendenze nella moda e nella musica vennero etichettate come cyberpunk, e l'estetica apparve in modo prominente anche nell'anime e nel manga (cyberpunk giapponese), con opere come Akira, Ghost in the Shell e Cowboy Bebop.
Nel 1988, il termine Cybergoth fu coniato dall'azienda Games Workshop per il gioco di ruolo chiamato Dark Future, sviluppandosi poi in una vera e propria moda ed una sottocultura nel decennio successivo.
Verso la metà e la fine degli anni 1980, lo steampunk fu coniato dall'autore di fantascienza K. W. Jeter come variante umoristica del "cyberpunk", per definire un'estetica retrofuturistica che fonde il design dell'epoca vittoriana con macchinari a vapore. Questi termini e i primi derivati del cyberpunk posero le basi per le successive convenzioni di denominazione per estetiche future, come il seapunk e lo slimepunk. Suffissi come -core (derivato dall'hardcore punk), -gaze (dallo shoegaze), -wave (dalla new wave) e -punk (dal punk rock) sono stati usati in passato per descrivere le estetiche visive su Internet. I termini sleaze (come in indie sleaze) e corecore sono nati in risposta all'abuso del suffisso -core per riferirsi alle tendenze estetiche visive. Le estetiche di Internet hanno subito l'influenza del movimento artistico contemporaneo post-Internet, attivo tra la metà degli anni 2000 e l'inizio degli anni 2010.
Anni 1990–2000
Durante la fine degli anni 1990 e gli anni 2000, il mall goth emerse come sottocultura per descrivere uno stile di moda goth incentrato sul nu metal, industrial metal, emo e sulla catena di negozi Hot Topic. Poiché il termine nacque come peggiorativo, simile a poser, fu spesso considerato una sottocultura separata, sebbene influenzata dalla cultura goth.Nancy Kilpatrick. Goth Bible: A Compendium for the Darkly Inclined. St. Martin's Griffin, 2004, p. 24 Con la maggiore diffusione di Internet e dei social media a metà e fine anni 2000, i mall goth iniziarono a frequentare assiduamente siti web come MySpace e Pure Volume. Altre sottoculture nate agli esordi di internet includevano gli scene kid, emersi tra la metà e la fine degli anni 2000, che traevano ispirazione da metalcore, crunkcore, deathcore, musica elettronica e pop punk. Lo stile della band metalcore Eighteen Visions, soprannominato "fashioncore", contribuì a creare l'estetica visiva della sottocultura scene. Inoltre, lo stile visivo e di moda di molte scene indie, in seguito etichettato come indie sleaze, portò all'emergere dell'estetica soft grunge, definita da i-D come una delle prime estetiche di Internet.
Verso la fine degli anni 2000, tra i Millennial emersero diverse estetiche di Internet con l'ascesa dei microgeneri online durante l'era dei blog. Uno dei primi esempi di microgenere musicale puramente guidato da Internet fu la chillwave, coniato dal blog satirico Hipster Runoff intorno al 2009 come meme di Internet. Sebbene microgeneri e scene nate online come shitgaze, bloghouse, blog rap e blog rock lo avessero preceduto, la chillwave divenne il primo genere musicale a svilupparsi principalmente tramite Internet. Sebbene fosse rigorosamente un genere musicale, la chillwave ha influenzato successivi sviluppi estetici online come la vaporwave.
Anni 2010
La prima estetica di internet ampiamente riconosciuta è stata il seapunk, termine coniato dal DJ Lil Internet nel 2011 in un tweet umoristico: "Giacca di pelle seapunk con cirripedi al posto delle borchie". Il termine si diffuse rapidamente su Tumblr per descrivere una miscela distintiva di iconografia web degli anni '90, motivi oceanici e visuali cyberpunk. Nel 2012, il seapunk ottenne l'attenzione del grande pubblico quando la rapper Azealia Banks utilizzò immagini seapunk nel video musicale di "Atlantis", mentre la performance di Rihanna del brano "Diamonds" al Saturday Night Live trasse influenze estetiche visive dal movimento. Il seapunk si distinse per l'abbraccio intenzionale del kitsch e del surrealismo digitale, segnando lo sviluppo delle estetiche come sottoculture visive coese nate interamente online; il movimento si sviluppò anche in un genere musicale proprio, promosso dal musicista e produttore Ultrademon. In questo periodo emersero estetiche simili come Health Goth, Whimsigoth e la Witch house. La prima vera e propria moda legata al suffisso -core fu il normcore (2013), termine coniato dal gruppo di ricerca sulle tendenze K-HOLE per riferirsi a uno stile di abbigliamento comune e privo di pretese.Williams, Alex (2 aprile 2014). "The New Normal", The New York Times.Duncan, Fiona (26 febbraio 2014). "Normcore: Fashion for Those Who Realize They're One in 7 Billion", New York.Cochrane, Lauren (27 febbraio 2014). "Normcore: The Next Big Fashion Movement?", The Guardian.
In questo periodo iniziarono ad emergere online diverse estetiche, tra le quali la più prominente e influente fu la Vaporwave. Derivata dal termine vaporware, la vaporwave è stata un microgenere musicale, un'estetica e una sottocultura nata dall'hypnagogic pop e dalla chillwave tra la fine degli anni 2000 e l'inizio degli anni 2010. L'estetica visiva era caratterizzata da immagini in stile retrò, iconografia dei primi anni di internet, design web degli Anni '90, glitch art, anime, statue greco-romane, estetica VHS e oggetti renderizzati in 3D. Queste estetiche avrebbero influenzato la cultura online più ampia, ed il rapper Yung Lean si lasciò influenzare da esse nel corso della propria carriera. L'era vaporwave si rivelò un'influenza fondamentale per le estetiche di internet successive, rendendo la nostalgia per i primi anni della rete una fonte d'ispirazione chiave tra la fine degli anni 2010 e l'inizio degli anni 2020, come dimostrato dalla rinascita dell'estetica Y2K e del Frutiger Aero.
Anni 2020
Tra la fine degli anni 2010 e l'inizio degli anni 2020, la popolarità di piattaforme come Tumblr è diminuita, lasciando spazio a TikTok e Instagram, dove le estetiche online hanno iniziato a emergere grazie alla Generazione Z. La proliferazione di queste estetiche nei primi anni 2020 è stata collegata ai lockdown per la pandemia di COVID-19. Estetiche come Cottagecore e Dark academia sono diventate popolari come comunità incentrate su uno stile di vita, spesso legate a movimenti socio-culturali più ampi, come il rifiuto della cultura dell'impegno (hustle culture) e della vita urbana. Altre estetiche emerse in questo decennio includono Gorpcore, VSCO girl, Weirdcore, Kidcore, Webcore, 2020 Alt, e Goblincore. L'estetica indie sleaze è stata coniata nel 2021 per descrivere uno stile visivo e di moda popolare tra gli anni 2000 e i primi anni 2010. Alcune estetiche, come the Backrooms, hanno avuto origine su 4chan, portando alla nascita dell'estetica dello spazio liminale.
Molti di questi stili sono stati catalogati e discussi su piattaforme curate dalla comunità come l'Aesthetics Wiki. Definita come un centro nevralgico per documentare le estetiche visive, la moda, gli stili, la musica e le sottoculture di internet del XXI secolo, l'Aesthetics Wiki è stata descritta da The Atlantic come "un enorme centro commerciale, un luogo dove andare a fare acquisti per un nuovo insieme di caratteristiche e una definizione di sé più solida".
Inoltre, le estetiche di internet hanno influenzato la musica alternativa del XXI secolo, la digital art e le sottoculture giovanili, influenzando i microgeneri musicali online dei primi anni 2020. Rolling Stone ha descritto la scena rap underground degli anni 2020 come "estremamente online", mentre gli stili influenzati da artisti legati all'etichetta Opium di Playboi Carti, che attingono al punk e alla moda alternativa, sono stati etichettati come "opiumcore", con le estetiche guidate da internet della scena rap underground che si sono rivelate influenti per lo streetwear e l'alta moda.
Note
Categoria:Arte digitale Categoria:Cultura giovanile Categoria:Moda