Morì ucciso per la sua fede ed è venerato come santo dalle Chiese cattolica, ortodossa e copta.
Biografia Secondo la testimonianza di Giovanni Damasceno, Pietro era un sacerdote sposato e padre di tre figli, a trent’anni si ritirò in un eremo col figlio, mentre le altre due figlie le mandò in un eremo femminile.
A 60 anni circa Pietro si ammalò e, sperando di ricevere il martirio, Pietro mandò un suo servo a chiamare dei notai musulmani. Quando arrivarono, Pietro insultò Allah e Maometto, sperando di ricevere il martirio. Ma a causa delle sue condizioni, i notai lo lasciarono morente sul suo letto.
Miracolosamente, Pietro guarì e così andò a predicare il Cattolicesimo. Allora il califfo Walid I decise di condannarlo a morte con l'amputazione di diversi arti e poi tramite la crocifissione. Pietro morì crocifisso il 13 gennaio 715.
Culto È venerato il 13 gennaio.
Il Martirologio Romano lo ricorda con la frase “A Capitolíade nella Batanea, in Siria, san Pietro, sacerdote e martire: accusato davanti al capo dei Saraceni Walid di insegnare apertamente per le strade la fede di Cristo, fu amputato della lingua, delle mani e dei piedi e, appeso alla croce, coronò la sua vita con il martirio che aveva ardentemente desiderato”.
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