Tiupampichthys è un genere estinto di pesci ossei appartenente ai Characiformes, vissuto tra il Cretaceo superiore e il Paleocene nell'attuale Bolivia. Il genere comprende una sola specie, Tiupampichthys intermedius, descritta nel 2003 da Mireille Gayet e Michel Jégu sulla base di resti fossili provenienti dal giacimento paleocenico di Tiupampa. Tiupampichthys rappresenta una delle più antiche testimonianze dei caracoidei sudamericani e mostra una combinazione di caratteristiche intermedie tra i moderni Erythrinoidea e Cynodontoidea.Gayet, M., Jégu, M., Bocquentin, J. & Negri, F. (2003). New characoids from the Upper Cretaceous and Paleocene of Bolivia and the Mio-Pliocene of Brazil: Phylogenetic position and paleobiogeographic implications. Journal of Vertebrate Paleontology, 23: 28-46.
Etimologia Il nome del genere deriva dalla località di Tiupampa, da cui proviene l'olotipo, combinata con il termine greco ichthys, "pesce". L'epiteto specifico intermedius si riferisce alla posizione morfologica intermedia del taxon tra diversi gruppi di caraciformi predatori.
Scoperta e distribuzione Tiupampichthys intermedius venne descritto da Gayet, Jégu, Bocquentin e Negri nel 2003 sulla base di un dentale quasi completo proveniente dai livelli paleocenici della Formazione Santa Lucía di Tiupampa, in Bolivia. L'olotipo è conservato presso il Museo de Historia Natural di Cochabamba con il numero MHNC-8592. Un premascellare proveniente dalla stessa località costituisce il paratipo (FSL 573048). Numerosi altri resti attribuiti alla specie, comprendenti dentali isolati, frammenti mandibolari, premascellari e denti separati, sono stati rinvenuti in diversi giacimenti appartenenti al bacino di El Molino, tra cui Agua Clara, Pajcha Pata, Hotel Cordillera, Criadero de Loro ed Estancia Blanco Rancho. I denti isolati sono presenti anche nei livelli maastrichtiani della Formazione El Molino, indicando che il genere era già comparso durante il tardo Cretaceo.
Descrizione Tiupampichthys era un caraciforme predatore caratterizzato da una dentatura altamente specializzata. Il dentale possedeva sette denti principali nella fila labiale. Nella regione anteriore era presente un piccolo dente seguito da due grandi canini, mentre posteriormente si disponevano quattro denti progressivamente più piccoli. Il premascellare portava invece cinque denti organizzati in una singola fila.
La mandibola era provvista di due profonde incisure destinate ad accogliere i grandi canini del premascellare, una condizione simile a quella osservata negli attuali eritrinidi. I denti erano compressi distalmente e appiattiti, richiamando quelli di diversi gruppi di caraciformi predatori, tra cui gli Acestrorhynchidae, i Cynodontoidea e il genere africano Hydrocynus. Fra le due serie dentarie era presente un solco aperto, caratteristica condivisa con eritrinoidi e cinodontoidi. La faccia linguale della mandibola ospitava una singola fossa per l'inserzione del muscolo adduttore mandibolare e una serie dentaria interna completa, una configurazione che ricorda quella degli Hepsetidae.
Il sistema di sostituzione dei denti rappresentava uno degli aspetti più peculiari dell'animale. Ogni dente funzionale possedeva un unico dente di ricambio alloggiato in una grande cavità della parete labiale del dentale, una condizione analoga a quella degli Acestrorhynchidae e di Hydrocynus. I denti sostitutivi erano orientati obliquamente, con un'inclinazione di circa 30-45°, e le loro punte erano rivolte posteriormente e dorsalmente. Le basi dei denti funzionali erano ricoperte da una struttura ossea dotata di un anello periferico denso e di una parte centrale spugnosa, anch'essa simile a quella osservabile in Hydrocynus.
I due dentali non erano saldati strettamente alla sinfisi mandibolare ma risultavano separati e disposti secondo una configurazione a U rovesciata, caratteristica tipica degli eritrinoidi. L'articolazione mandibolare mostrava pieghe radiali, condivise con Acestrorhynchidae, Erythrinoidea e Cynodontoidea. Anche i denti di sostituzione del premascellare erano contenuti in cavità separate, come negli acestrorinchidi.
Classificazione Tiupampichthys appartiene all'ordine Characiformes, ma la sua posizione sistematica precisa rimane incerta. Gli autori che lo descrissero lo considerarono un membro dei Characoidei con caratteristiche intermedie tra gli Erythrinoidea e i Cynodontoidea. Il genere non possiede alcune delle sinapomorfie tipiche degli eritrinidi, ma mostra numerose affinità con gli Acestrorhynchidae, soprattutto nella struttura e nel meccanismo di sostituzione dei denti. Questa combinazione unica di caratteri suggerisce che Tiupampichthys possa rappresentare una forma basale vicina alla radiazione iniziale dei caracoidei predatori del Sud America.
Paleoecologia Le caratteristiche della dentatura indicano che Tiupampichthys era probabilmente un predatore ittiofago. I grandi canini e il sofisticato sistema di sostituzione dentaria ricordano quelli di moderni pesci predatori che catturano prede relativamente grandi. La sua presenza sia nei sedimenti maastrichtiani della Formazione El Molino sia in quelli paleocenici della Formazione Santa Lucía testimonia la sopravvivenza di alcune linee di caraciformi attraverso l'estinzione di fine Cretaceo. La diffusione del genere nel bacino di El Molino indica inoltre che i Characiformes erano già ben diversificati nel Sud America tropicale durante il Paleocene.
Note
Categoria:Characiformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 2003