Il clibano (; in greco attico: κρίβανος, kribanos; ) era un'antica forma di ceramica greca il cui utilizzo come forno era diffuso non solo nell'Antica Grecia ma in seguito anche nell'Antica Roma.

Forma Si trattava di un recipiente dal corpo emisferico o troncoconico, a forma di cupola, che nella maggior parte dei casi terminava con un fondo convesso, talvolta provvisto di un'ansa a maniglia; più raramente presentava invece un fondo ad anello o un'ampia apertura. Spesso, ma non sempre, più o meno a metà altezza era presente un listello continuo dalla diverse dimensioni e morfologia e dall'inclinazione più o meno accentuata.

Utilizzo

Il clibano era utilizzato come una sorta di forno portatile all'interno del quale si poteva cuocere il pane o altre cose, collocandolo sulle braci e accumulando braci incandescenti attorno a esso, in quella che viene definita cottura sub testu, e poteva essere dotato di fori aventi lo scopo di permettere al calore sia di diffondersi meglio all'interno del recipiente sia di dissiparsi, evitando la ricaduta di condensa, mentre il listello aveva la funzione di sostenere altre braci collocate a metà altezza così da garantire una temperatura più omogena su tutta la superficie. Nel caso di prodotti a bassa lievitazione, si ritiene che il clibano venisse preriscaldato e che l'impasto fosse poi fatto aderire alle sue pareti interne, dove veniva cotto grazie al calore accumulato dal recipiente. Secondo un'altra interpretazione, tuttavia, le braci sarebbero state poste all'interno del recipiente e l'impasto steso sulla sua superficie.

Il termine compare spesso con il significato di forno nella letteratura antica, così come nella Septuaginta e nel Nuovo Testamento.

Un vaso simile, o quantomeno dal nome simile, era utilizzato anche per attingere acqua.

Note

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