Biografia Nacque a Fano il 16 marzo 1885 da Francesco Carnaroli e Fortunata Marcelli, Il nonno Angelo, originario di Piagge, si era trasferito a Fano con la famiglia nel 1865. Nel 1893 Emiliano si trasferì con i genitori a Osimo, città d'origine della madre. Laureatosi alla Scuola Superiore di Agraria di Pisa nel 1907 con il massimo dei voti e la lode; subito dopo ottenne una borsa di studio ministeriale per compiere un tirocinio presso le Cattedre ambulanti di agricoltura.

Completato il tirocinio, divenne assistente della Cattedra di Padova e nel biennio 1908-1910 fu reggente della Sezione di Camposampiero-Cittadella. Dal 1911 diresse la Cattedra ambulante di Montebelluna. Negli stessi anni pubblicò contributi scientifici su argomenti diversi: la lotta alla diaspis (cocciniglia parassita delle colture), il credito agrario, le vendite collettive, la coltivazione della menta e i vin santi trevigiani. Collaborò inoltre a un periodico agrario di Padova.

Specializzatosi nell'idraulica agraria, nell'irrigazione e nelle opere di bonifica idraulica, fu docente di idraulica agraria presso l'Università degli Studi di Milano e collaborò negli anni venti con l'agronomo ed economista Arrigo Serpieri, uno dei principali teorici della bonifica integrale italiana, partecipando agli studi relativi alla sistemazione idraulica del territorio rurale e allo sviluppo dell'agricoltura nazionale.

L'8 maggio 1913 sposò Elena Pugnalin Valsecchi, appartenente a una famiglia proprietaria di una vasta azienda agricola nel territorio di San Giorgio delle Pertiche, nel Padovano, dove Carnaroli risiedette per gran parte della propria vita. Dal matrimonio nacquero tre figli: Alberto, Giorgio e Sergio. Giorgio cadde in guerra e fu insignito di medaglia al valor militare; Sergio seguì le orme paterne nell'amministrazione pubblica, divenendo sindaco di San Giorgio delle Pertiche.

Nel corso della propria attività scientifica si occupò di irrigazione, bonifica, sistemazioni fondiarie e credito agrario. Secondo le testimonianze familiari sostenne la necessità di elevare il livello di istruzione dei coltivatori affinché potessero accedere più facilmente agli strumenti di finanziamento e migliorare le condizioni economiche delle aziende agricole.

Nel secondo dopoguerra fu nominato commissario governativo dell'Ente Nazionale Risi e successivamente ne assunse la presidenza.

Morì a Milano il 3 marzo 1959.

Il riso Carnaroli

Nel 1945, mentre rivestiva la carica di commissario dell'Ente Nazionale Risi, Carnaroli guidò un'équipe di ricercatori impegnata nella lotta contro il brusone, un fungo patogeno che minacciava la produttività delle risaie italiane. Da quella fase di sperimentazione e selezione varietale, condotta nelle risaie di Paullo (in provincia di Milano) dall'agronomo Ettore De Vecchi attraverso l'ibridazione tra le varietà Vialone Nano e Lencino, nacque una nuova varietà che fu denominata «Carnaroli» in suo onore, inizialmente nota come «riso Professor Carnaroli». La nipote Elena Emiliana Carnaroli ha precisato che il nonno non selezionò personalmente la nuova varietà, ma sovrintendeva ai ricercatori che vi lavoravano; fu in riconoscimento del suo ruolo istituzionale che la varietà prese il suo nome.

Il riso Carnaroli, classificato come riso lungo A, è apprezzato per la bassa collosità, la tenuta eccezionale in cottura e la capacità di assorbire i condimenti, qualità che lo rendono l'ingrediente ideale per il risotto e che gli hanno valso tra i grandi cuochi italiani e internazionali il titolo di «re dei risi». La varietà fu iscritta al Registro Varietale italiano nel 1974; nel 1983 la famiglia De Vecchi ne cedette i diritti all'Ente Nazionale Risi, che ancora oggi ne garantisce la conservazione in purezza.

Note

Voci correlate Riso Carnaroli Ente Nazionale Risi Arrigo Serpieri Bonifica idraulica Idraulica agraria Risicoltura

Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Milano Categoria:Risicoltura