Agiografia e culto Le prime attestazioni del martirio di Acisclo risalgono agli inizi del V secolo e sono contenute nel Liber Peristephanon di Prudenzio e nel Martirologio geronimiano.Fábrega-Grau, Bibliotheca sanctorum, I, 160. I calendari mozarabici contribuirono a diffondere il suo culto. Di Acisclo parla anche Isidoro di Siviglia († 636), nella Historia Gothorum.Fábrega-Grau, Bibliotheca sanctorum, I, 161. Secondo queste antiche testimonianze, non è chiara l'epoca del martirio di Acisclo, che potrebbe essere avvenuto o sotto Diocleziano, nel 304, o sotto Settimio Severo, nel 204.
Nel corso dell'VIII secolo si diffuse una passio leggendaria, che associò il nome e il martirio di Acisclo con quello di Vittoria, ritenuta sua sorella. Secondo questa passio, Acisclo e Vittoria furono arrestati dal prefetto della Betica, Dione, e messi a morte per decapitazione a Cordova all'epoca delle persecuzioni di Diocleziano. Sul luogo della loro sepoltura fu in seguito eretta una basilica, che divenne una meta di pellegrinaggi e di devozione. Di questi due santi, Acisclo e Vittoria, parlò in particolare Eulogio di Cordova († 859); la loro memoria finì nel martirologio lionese e poi nei calendari e antifonari ispanici.Fábrega-Grau, Bibliotheca sanctorum, I, 160-161.
Nel XVI secolo, Cesare Baronio inserì la memoria dei santi Acisclo e Vittoria nel suo martirologio romano alla data del 17 novembre.
In seguito alla riforma del martirologio romano dopo il concilio Vaticano II, il nome di Vittoria è stato omesso, per ripristinare la memoria di Acisclo secondo le sue più antiche attestazioni:Martirologio romano, 2004, p. 885.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Martiri cristiani