Il delitto del 3º piano (Le Crime du 3e étage) è un film dl 2026 diretto e sceneggiato da Rémi Bezançon.

Trama Colette, insegnante di cinema e specializzata nelle opere di Alfred Hitchcock, e François, scrittore di romanzi gialli storici, sono una coppia che vive nella monotonia del loro rapporto, finché vengono invitati dal loro vicino Yann, che vive al terzo piano, ad assistere alla rappresentazione integrale di Amleto. Successivamente, Colette, attraverso la finestra, vede Yann mentre litiga con la moglie e quando lei scompare, si chiede se il vicino l'abbia uccisa. Inizia così un'indagine che nella loro immaginazione viene condotta dai loro alter ego Rebecca Daumas-Gassac e Guillaume Marchenville.

Produzione Rémi Bezançon, sceneggiatore e regista, con questo film vuole rendere omaggio ad Alfred Hitchcock e, in particolare, al lungometraggio La finestra sul cortile, ma anche La donna che visse due volte e Psyco.

Riprese La maggior parte del film si svolge all'interno di due appartamenti: uno è quello di Colette e François, l'altro è quello di Nathalie e Yann. Per ragioni pratiche, le riprese non sono state effettuate in veri appartamenti, bensì in uno studio cinematografico.

Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima il 7 febbraio 2026 come film di chiusura al 55º International Film Festival Rotterdam. È uscito nelle sale cinematografiche francesi l'11 marzo 2026, in quelle italiane il 16 aprile 2026.

Accoglienza Incassi Nei primi due mesi di programmazione ha avuto spettatori.

Critica Il sito francese AlloCiné ha registrato una media di 3,0 su 5 da parte di 27 critici.

Laurence Houot, su France Info: «Con questa commedia spensierata, interpretata dalla brillante coppia Gilles Lellouche e Laetitia Casta, il regista dimostra, attraverso questi due personaggi sognatori, il potere della finzione, dell'immaginazione e del brivido di dare un po' di pepe alle nostre vite».

Francesco Puma, sul sito Quinlan.it, assegna 7 su 10 e commenta: «Bezançon costruisce una commedia cinefila che usa Hitchcock come materia viva, più che come repertorio da esibire. Il riferimento a La finestra sul cortile diventa il principio di un gioco sentimentale e investigativo in cui l’appartamento borghese si trasforma in sala di proiezione, il vicino in possibile colpevole, il matrimonio in un enigma da riaccendere. La forza del film sta nella leggerezza del meccanismo. [...] Bezançon firma un divertimento elegante e vitale, dove la cinefilia diventa gioco, ritmo, desiderio, senza ridursi a semplice esercizio di citazione».

Note

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Categoria:Film commedia drammatica Categoria:Film ambientati a Parigi