Erminia e il pastore è un dipinto a olio su tela (237,5 × 284,5 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, e databile al 1648 circa. È conservato nel Minneapolis Institute of Art di Minneapolis. Storia Nella Felsina pittrice Carlo Cesare Malvasia registra il dipinto sotto l'anno 1649: «Il soggetto d’Erminia col pastore, che tesse le fiscelle, quadro grande al sig. Antonio Ruffo da Messina». Nello stesso passo, subito dopo, l'autore menziona tra le opere eseguite per il cardinale Fabrizio Savelli, legato pontificio di Bologna dal settembre 1649 all'ottobre 1651, «un quadro grande con Erminia, quando trovò ferito Tancredi con Valfrino e il compagno d'Erminia col pastore». Il termine «compagno» va qui inteso nel senso di pendant: il dipinto con Erminia ritrova Tancredi ferito fu quindi concepito in rapporto all’Erminia col pastore già entrata in possesso del cardinale Savelli...

I pagamenti relativi alle due versioni di Erminia e il pastore sono registrati nel Libro dei conti.Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore del Guercino, Paolo Antonio Barbieri, dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. Alla data del 14 gennaio 1649 è annotato: «Si è riceuto dall'Ill:mo Sig:r D. Antonio Ruffo da Messina ducat:ni 300 per il Quadro dell'Erminia col vecchio pastore, del Tasso, che fano la soma di Scudi 375»..

Il secondo pagamento è registrato in data 16 gennaio 1649: «Dall'Em:mo Sig:r Card:le, Legato di questa Città si e riceuto Doble n:o 100 d'Italia per il Quadro dell'Erminia col pastore che già fu fatto per il Sopra detto Sig:r da Messina le qual Doble a L14.16 fano L. 1480 che sono Scudi 370»..

Secondo la ricostruzione di Sir Denis Mahon, Guercino stava dipingendo per don Antonio Ruffo una versione di Erminia e il pastore quando il cardinale Savelli, recatosi in visita nel suo atelier, vide il quadro e ne ottenne la cessione. In seguito Savelli commissionò anche Erminia ritrova Tancredi ferito, oggi conservato alla Scottish National Gallery di Edimburgo, destinandolo a fare da pendant con il dipinto già acquisito. Per Antonio Ruffo Guercino eseguì quindi un'altra versione di Erminia e il pastore, il cui pagamento è quello registrato il 14 gennaio 1649..

Secondo Luigi Salerno, il dipinto oggi conservato a Minneapolis è quello eseguito per Ruffo, mentre la versione ceduta al cardinale Savelli sarebbe andata perduta..

Tuttavia, su questo punto non vi è unanimità di consensi. La scheda del Minneapolis Institute of Art lascia aperte entrambe le ipotesi: secondo la ricostruzione generalmente accolta, l'opera sarebbe identificabile con la versione eseguita per don Antonio Ruffo e sarebbe rimasta nella collezione Ruffo, a Messina, almeno fino al XVIII secolo; secondo un'ipotesi alternativa, potrebbe invece coincidere con la versione passata al cardinale Savelli, transitata poi nell'ambito della famiglia Savelli e successivamente in collezioni romane e napoletane. In entrambi i casi, la presenza dell'opera è documentata o ipotizzata in area meridionale prima del suo passaggio, tra la fine del XVIII e il XIX secolo, in collezioni private tra Napoli e Sorrento..

Tra il 1961 e il 1962 il dipinto passò sul mercato antiquario, attraverso Julius H. Weitzner di Londra, M&C Sestieri e Alberto di Castro di Roma, e fu acquistato dal Minneapolis Institute of Art per 18.000 dollari.

Descrizione Il soggetto del dipinto, l'incontro fra Erminia e il pastore, è tratto dal canto VII della Gerusalemme liberata, in particolare dalla sesta ottava:

Ma son, mentr'ella piange, i suoi lamenti rotti da un chiaro suon ch'a lei ne viene, che sembra ed è di pastorali accenti misto di boscareccie inculte avene. Risorge, là s'indrizza a passi lenti, vede un uom canuto a l'ombre amene tesser fiscelle a la sua greggia a canto ed ascoltar di tre fanciulli il canto. Gerusalemme liberata, canto VII, ottava 6.

La scena è ambientata in un paesaggio agreste. A sinistra Erminia, giunta presso i pastori dopo avere udito un canto pastorale, è raffigurata in armatura, con corazza d'acciaio e calzari, mentre si toglie l'elmo dal capo. Al centro della composizione un vecchio pastore, seduto a terra, è intento a intrecciare vimini per costruire un cesto; l'uomo interrompe il lavoro e solleva lo sguardo verso la giovane, con espressione interrogativa.

La scelta iconografica differisce da quella adottata da Guercino nella versione giovanile del soggetto, oggi conservata al Birmingham Museum and Art Gallery, nella quale Erminia e il pastore sono raffigurati seduti l'una accanto all'altro, intenti a conversare. Nel dipinto di Minneapolis, invece, l'incontro è colto nel momento dell'arrivo di Erminia.

Sulla destra, accanto a un'alta capanna lignea con tetto di paglia, siedono tre giovani pastori. In secondo piano un gregge di pecore bruca l'erba, mentre più lontano, sulla destra, un mandriano conduce un gruppo di vacche. Sullo sfondo si apre un paesaggio bucolico, con alberi, rilievi montuosi e un cielo azzurro.

Stile L’episodio, inteso come pausa idillica e pastorale entro una vicenda dominata dal conflitto e dalle passioni, ebbe ampia fortuna nelle arti figurative..

Guercino aveva già affrontato il medesimo soggetto in età giovanile, nella versione oggi conservata al Birmingham Museum and Art Gallery. Rispetto a quel precedente, il dipinto di Minneapolis presenta una composizione più ampia e distesa: i giovani pastori, che nella redazione giovanile restavano affidati all'immaginazione dello spettatore, sono qui raffigurati accanto al vecchio, partecipando pienamente alla scena.

L'impianto compositivo appare ordinato secondo un equilibrio più accurato. Le figure sono disposte entro uno spazio più aperto e assumono forme maggiormente idealizzate e classicheggianti. Anche la luce è trattata in modo diverso: non conserva più quella relativa autonomia che caratterizzava la versione giovanile, ma risulta subordinata alla definizione delle forme e alla costruzione complessiva della scena.

In questa prospettiva si colloca anche la lettura di Rensselaer W. Lee, che ha dedicato al dipinto di Minneapolis uno studio specifico, fondato sul confronto con la versione giovanile del medesimo soggetto. Secondo Lee, l'episodio pastorale rappresenta un ideale di vita appartata e serena, fondato su un rapporto benevolo con la natura e contrapposto tanto alle fatiche del lavoro quanto a quelle della guerra...

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti a Minneapolis Categoria:Dipinti a soggetto letterario Categoria:Opere basate sulla Gerusalemme liberata