Il Crocifisso è una scultura in bronzo attribuita allo scultore fiammingo Giambologna, databile intorno al 1573. Proveniente dalla chiesa di San Biagio a Vignoni, presso San Quirico d'Orcia, è conservata nel Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra di Montalcino.
Storia
Il crocifisso proviene dalla chiesa di San Biagio a Vignoni, nel comune di San Quirico d'Orcia, dove era giunto per dono della famiglia Amerighi, avvenuto alla fine degli 1950.
In seguito alla costituzione del Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra di Montalcino, l'opera è stata trasferita nelle collezioni del museo, dove è tuttora conservata ed esposta al pubblico.
Descrizione
L'opera è costituita da un Cristo crocifisso in bronzo, applicato a una croce lignea di fattura moderna. La figura, realizzata mediante fusione e successiva rifinitura a cesello e a bulino, presenta un modellato anatomico accurato, con forme morbide e proporzionate che conferiscono al corpo l'aspetto di un uomo maturo.
La testa, coronata di spine e originariamente aureolata, è caratterizzata da una struttura accuratamente definita e da una raffinata resa dei capelli e della barba, suddivisi in minute ciocche. La qualità della cesellatura costituisce uno degli elementi distintivi dell'opera.
Attribuzione e studi critici
L'attribuzione del crocifisso a Giambologna è stata proposta da Alessandro Bagnoli, che ne ha evidenziato l'elevata qualità esecutiva e i caratteri stilistici riconducibili allo scultore fiammingo.
Secondo Bagnoli, il crocifisso riprende il modello elaborato da Giambologna per il crocifisso in argento donato nel 1573 dalla granduchessa Giovanna d'Austria alla Basilica della Santa Casa di Loreto. Lo studioso ha inoltre individuato significative affinità con il Crocifisso della cappella funeraria del Giambologna nella basilica della Santissima Annunziata di Firenze, in particolare nella concezione della testa e nella resa dei capelli e della barba.
Un ulteriore elemento a sostegno dell'attribuzione è rappresentato dalla raffinata rifinitura a cesello e a bulino, che Bagnoli ritiene riconducibile agli abili orafi di cui Giambologna si avvaleva abitualmente per portare a perfezione i propri getti bronzei.
L'opera è stata successivamente esaminata da Oleg Zastrow nell'ambito di uno studio dedicato alla diffusione e alla controversa attribuzione di un gruppo di piccoli crocifissi rinascimentali. Nel presentare l'esemplare di Montalcino, lo studioso ha richiamato la proposta attributiva avanzata da Alessandro Bagnoli e gli elementi stilistici da lui individuati a sostegno dell'attribuzione a Giambologna.
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia
Voci correlate Musei riuniti Amerighi
Altri progetti
Categoria:Crocifissi scolpiti Categoria:Sculture bronzee Categoria:Montalcino