LOffensiva della Pomerania orientale (in russo Восточно-Померанская наступательная операция) fu la serie di accanite e sanguinose battaglie combattute nei territori tedeschi della Pomerania orientale tra il febbraio e l'aprile 1945, nella fase finale della seconda guerra mondiale sul Fronte orientale, dall'Armata Rossa sovietica e la Wehrmacht tedesca.

L'Armata Rossa sovietica impegnata nella grande operazione Vistola-Oder in direzione di Berlino, nei primi giorni di febbraio 1945 dovette arrestare la sua avanzata oltre il fiume Oder, per fronteggiare il raggruppamento di forze tedesche concentrate in Pomerania orientale che minacciava il fianco destro delle armate sovietiche in marcia verso ovest. Dopo estesi trasferimenti di truppe e scontri prolungati e accaniti, i sovietici riuscirono entro l'inizio di aprile 1945 a distruggere le forze nemiche concentrate in Pomerania orientale e conquistarono tutto il litorale del Mar Baltico, compresa la città di Danzica.

Dopo il completamento di questa difficile operazione, che costò pesanti perdite, l'Armata Rossa poté concentrare la maggior parte delle sue forze per l'attacco finale a Berlino. Situazione strategica

Il 12 gennaio 1945 l'Armata Rossa aveva iniziato con un potente raggruppamento di forze meccanizzate e di artiglieria, la gigantesca operazione Vistola-Oder che aveva provocato in pochi giorni il crollo delle difese tedesche sulla linea della Vistola; le armate corazzate del 1º Fronte Ucraino del maresciallo Ivan Konev avevano quindi potuto avanzare rapidamente in direzione della Slesia e dell'alto corso dell'Oder. Le armate corazzate del 1º Fronte Bielorusso al comando del maresciallo Georgij Žukov avevano progredito con ancora maggior velocità direttamente verso ovest sulla direttrice Varsavia-Łódź-Posen, con l'obiettivo di raggiungere il medio corso dell'OderE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, pp. 99-101.. Contemporaneamente le armate del 2º Fronte bielorusso del maresciallo Konstantin Rokossovskij avevano attaccato dalle teste di ponte sul Narew e dopo duri combattimenti avevano raggiunto il 27 gennaio 1945 il Mar Baltico, isolando le forze tedesche schierate in difesa della Prussia orientaleE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, pp. 105-107..

All'inizio del mese di febbraio 1945 quindi, mentre erano in corso i lavori della importantissima conferenza di Jalta, l'Armata Rossa sovietica aveva raggiunto straordinari successi e ottenuto risultati strategico-geografici decisivi nel cuore dell'Europa; i sovietici erano arrivati in Germania, nelle regioni del Brandeburgo, della Slesia, della Prussia orientale, della Prussia occidentale. In particolare il 1º Fronte bielorusso del maresciallo Žukov, il raggruppamento più potente dell'Armata Rossa, il 1 febbraio aveva raggiunto su largo fronte la linea del Oder a ottanta chilometri da Berlino, aveva conquistato le piazzeforti sulla riva destra e aveva costituito teste di ponte a nord e a sud di KüstrinAA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 5, p. 1852.. Mentre continuava l'avanzata verso ovest, il maresciallo Žukov fin dal 26 gennaio aveva diffuso una nuova direttiva che prevedeva, dopo il superamento immediato dell'Oder, una offensiva senza pause "sull'asse di Berlino" che sarebbe stata attaccata dalle armate corazzate da nord-est e da nord-ovest. Lo Stavka aveva approvato questo piano il 27 gennaio 1945, ma aveva evidenziato per la prima volta la necessità di rafforzare il fianco destro del 1º Fronte bielorusso. Nella successiva orientirovka (documento operativo di orientamento generale diffuso alle armate subordinate), il maresciallo Žukov aveva evidenziato il rafforzamento dello schieramento nemico, grazie all'arrivo di numerose divisioni trasferite dal Fronte occidentale, e la costituzione di un nuovo raggruppamento per "coprire la Pomerania", ma continuava a pianificare, dopo una breve fase di riorganizzazione e consolidamento dal 4 all'8 febbraio, un attacco veloce a ovest dell'Oder per "catturare Berlino entro il 15-16 febbraio"J. Erickson, The road to Berlin, p. 477..

In realtà la situazione strategica i primi giorni di febbraio 1945 stava già cambiando rapidamente; Adolf Hitler e l'alto comando tedesco, diretto dal valido generale Heinz Guderian, fin dal 23-26 gennaio avevano prese una serie di decisioni radicali per ricostituire un fronte solido all'est, difendere a tutti i costi le posizioni sull'Oder e in Pomerania ed evitare un'invasione immediata della Germania. I reparti superstiti tedeschi, rinforzati da formazioni raccogliticce di resti di unità disciolte, soldati dispersi, formazioni SS e del personale di terra della Luftwaffe, reparti inesperti del Volkssturm e giovani dell'Hitlerjugend, si batterono disperatamente per rallentare e frenare l'avanzata sovietica in attesa dell'arrivo delle divisioni di rinforzo che l'OKH stava trasferendo da tutti gli altri fronti. Inoltre i tedeschi mantennero il controllo e difesero con accanimento molte posizioni fortificate sull'Oder a Küstrin, Glogau, Breslavia e Ratibor, e anche altre piazzeforti rimaste dietro il fronte avanzato sovietico, come Elbing, Poznań, Deutsch Krone, Arnswalde e SchneidemühlJ. Erickson, The road to Berlin, p. 517.. Il 26 gennaio 1945 era stato costituito il nuovo Gruppo d'armate Vistola, affidato all'inesperto Heinrich Himmler ma con capo di stato maggiore l'abile generale Walther Wenck, per sbarrare la linea dell'Oder e difendere la Pomerania; il 1 febbraio questo nuovo raggruppamento schierava già 20 divisioni, di cui tre Panzer-Division e tre brigate, che il 15 febbraio sarebbero salite a 40 divisioni e quattro brigate. L'OKH in pochi giorni trasferì un gran numero di reparti sul Fronte orientale: sei divisioni e tre brigate dal Fronte occidentale, tra cui cinque unità corazzate o meccanizzate; una divisione fanteria dalla Danimarca, cinque divisioni dalla sacca di Curlandia, tra cui la 4. Panzer-Division e le divisioni Waffen-SS del III. SS-Panzerkorps, una divisione fanteria dalla Prussia orientaleAA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 5, pp. 1852-1853..

All'inizio di febbraio quindi le forze sovietiche avanzate in profondità fino all'Oder, ai confini della Pomerania orientale e al Mar Baltico, erano di fronte alla crescente resistenza tedesca; inoltre dopo la frenetica marcia in avanti le truppe erano stanche e scarsamente rifornite; il supporto logistico era gravemente carente e i depositi erano rimasti molto più indietro; a causa della distruzione della rete ferroviaria, le basi delle armate sovietiche erano ancora 300-500 chilometri distanti dalla prima linea. la situazione era critica soprattutto per i rifornimenti di carburanteAA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 5, p. 1853.. Inoltre la Luftwaffe tedesca, a causa della carenza di aeroporti disponibili per le forze aeree sovietiche, aveva raggiunto la superiorità aerea locale e colpiva sistematicamente le unità sovietiche al fronte.

In queste condizioni in progressivo peggioramento per le forze sovietiche giunte sull'Oder, Stalin e lo Stavka presero la decisione di arrestare la pianificazione per un offensiva immediata su Berlino e concentrare le operazioni sui due fianchi dello sfondamento principale dove erano in costituzione pericolose concentrazioni di forze tedesche fresche. In particolare il Gruppo d'armate Vistola il 10 febbraio accrebbe ancora le sue forze salendo a 46 divisioni, di cui 33 divisioni schierate in Pomerania orientale sul fianco destro del 1º Fronte bielorusso del maresciallo Žukov. Il 6 febbraio Stalin, da Jalta, parlò al telefono con il maresciallo Žukov e comunicò bruscamente la sua decisione definitiva di sospendere tutti i preparativi e i piani per l'attacco immediato a BerlinoD.S. Clemens, Yalta, p. 108.. Tra il 6 e l'8 febbraio lo Stavka e il maresciallo Aleksandr Vasilevskij, capo dello stato maggiore dell'Armata Rossa, comunicarono le nuove decisioni operative; esse prevedevano che il maresciallo Rokossovskij avrebbe ceduto tre armate del suo fianco destro, tra cui la 5ª Armata corazzata della Guardia, e l'8º Corpo corazzato della Guardia, al 3º Fronte bielorusso del generale Ivan Černjachovskij che avrebbe assunto il compito esclusivo di conquistare la Prussia orientale. Il maresciallo Rokossovskij con le sue armate del fianco sinistro e del centro, invece si sarebbe concentrato sull'obiettivo di attaccare e conquistare la Pomerania orientale fino alla costa del Mar BalticoJ. Erickson, The road ot Berlin, p. 519.. Secondo l'ottimistica pianificazione dello Stavka, il 2º Fronte bielorusso avrebbe dovuto raggiungere entro il 20 febbraio la linea: foce della Vistola-Dirchau-Rummelsburg-Neu Stettin, e quindi, dopo l'arrivo delle riserve, avrebbe attaccato a sinistra verso Stettino, e a destra su Danzica e GdyniaJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 518-519..

Il maresciallo Rokossovskij tuttavia, dopo il trasferimento di una parte delle sue armate al generale Černjachovskij non disponeva delle forze sufficienti per una missione così difficile; egli aveva 45 divisioni di fucilieri ma mancava di riserve mobili e doveva fronteggiare 13 divisioni fanteria tedesche, rinforzate dalla 4. Panzer-Division, dalla 7. Panzer-Division e da altri reparti tedeschi in arrivo. Lo Stavka per rinforzare il 2º Fronte bielorusso promise l'assegnazione in un secondo tempo della 19ª Armata e del 3º Corpo corazzato della GuardiaJ. Erickson, The road to Berlin, p. 519..

La battaglia Operazione Sonnenwende

Il 10 febbraio 1945 il maresciallo Rokossovskij diede inizio come programmato alla sua offensiva in Pomerania orientale ma le operazioni si svilupparono con grande lentezza e difficoltà a causa della efficace resistenza tedesca e del terreno fangoso e poco transitabile per il precoce inzio del disgelo. Sul fianco sinistro del 2º Fronte Bielorusso, la 70ª Armata del generale Vasilij Popov riuscì ad avanzare di alcuni chilometri superando la resistenza della debole 15. Waffen-Grenadier-Division der SS costituita da volontari lettoniP. Buttar, Assalto al Fronte orientale, p. 348. ma sul fianco destro i sovietici non fecero progressi, intralciati dalla resistenza delle fortezze nemiche e dal corso della Vistola ancora parzialmente ghiacciataJ. Erickson, The road to Berlin, p. 520.. Al centro del fronte attaccarono la 65ª Armata del generale Pavel Batov e la 49ª Armata del generale Ivan Grišin che guadagnarono terreno, ma avanzarono in quattro giorni di intensi combattimenti fino al 14 febbraio solo per circa 15 chilometri senza riuscire a sfondare realmente le principali posizioni difensive della 2ª Armata tedesca del generale Walter WeissAA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 5, p. 1870.. Duri combattimenti ebbero luogo a Konitz dove la 7. Panzer-Division contrattaccò per disimpegnare la 32ª Divisione fanteria e la 4. Panzer-Division sotto attacco; nonostante l'intervento del 1º Corpo corazzato della Guardia e del 96° Corpo fucilieri sovietico, la 4. Panzer-Division e la 7. Panzer-Division riuscirono a bloccare l'avanzataP. Buttar, Assalto al Fronte orientale, pp. 348-349 e 355.. Il 15 febbraio il maresciallo Rokossovskij parlò per telefono con il maresciallo Vasilevskij, descrisse le difficoltà delle operazioni e propose di rallentare l'offensiva e modificare l'asse d'attacco principale evitando assalti troppo frontali.