Clupeopsis è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi appartenente ai Clupeiformes, considerato uno dei più antichi rappresentanti del ramo evolutivo che conduce alle moderne acciughe. Visse durante l'Eocene inferiore (Ypresiano), circa 54 milioni di anni fa, in ambienti marini dell'attuale Belgio. Il genere comprende una sola specie, Clupeopsis straeleni.Capobianco, Alessio; Beckett, Hermione T.; Steurbaut, Etienne; Gingerich, Philip D.; Carnevale, Giorgio; Friedman, Matt (2020). "Large-bodied sabre-toothed anchovies reveal unanticipated ecological diversity in early Palaeogene teleosts". Royal Society Open Science. 7 (5) 192260. Bibcode:2020RSOS....792260C. doi:10.1098/rsos.192260. ISSN 2054-5703. PMC 7277248. PMID 32537214.

Per lungo tempo Clupeopsis è stato considerato un clupeiforme di posizione sistematica incerta. Studi anatomici pubblicati nel XXI secolo hanno dimostrato che il genere rappresenta un membro basale del ramo degli Engrauloidea, evidenziando come le prime acciughe differissero notevolmente dalle forme attuali per dimensioni e modalità di alimentazione.

Scoperta Clupeopsis straeleni è noto esclusivamente per l'olotipo (MRHNB IG 8630), conservato presso il Royal Belgian Institute of Natural Sciences di Bruxelles. L'esemplare, l'unico conosciuto, conserva un cranio quasi completo in tre dimensioni e parte dello scheletro postcraniale fino all'altezza della pinna dorsale. La lunghezza conservata è di circa 278 mm, ma l'animale completo doveva essere sensibilmente più lungo.

Il fossile proviene dalla cava di argilla di Dubois, presso Chièvres, nella provincia dell'Hainaut, in Belgio. I sedimenti appartengono alla parte basale dell'Orchies Clay Member e sono datati a circa 54,4–54,0 milioni di anni fa (Ypresiano inferiore). L'ambiente di deposizione corrispondeva a un mare poco profondo della piattaforma continentale del bacino del Mare del Nord.

Descrizione Clupeopsis possedeva un corpo relativamente grande rispetto ai moderni clupeiformi e un cranio di forma triangolare sia in vista laterale sia dorsale. La caratteristica più appariscente era la dentatura altamente specializzata. Il vomere portava una sola zanna eccezionalmente sviluppata, disposta leggermente fuori dalla linea mediana, che costituiva il dente più grande dell'intero apparato boccale e, a bocca chiusa, si estendeva oltre la sinfisi mandibolare. Il vomere presentava inoltre due ampie cavità di alloggiamento per i denti.

La mascella era robusta, leggermente ricurva e priva di denti, e raggiungeva circa i tre quarti della lunghezza del neurocranio. Il dentale era rettilineo e armato lungo tutta la sua estensione da denti caniniformi, il maggiore dei quali raggiungeva circa un quinto del diametro dell'orbita. L'apparato sospensoriale mostrava uno iomandibolare inclinato posteriormente e un grande infraorbitale posteriore che ricopriva gran parte dell'iomandibolare, del quadrato e parte della mascella. L'ectopterigoide possedeva una piccola lamina orizzontale laterale al di sotto dell'orbita, mentre il secondo basibranchiale costituiva l'elemento più sviluppato della serie branchiale. L'insieme di questi caratteri differenzia nettamente Clupeopsis da tutti gli altri Clupeiformes fossili e viventi.

Classificazione Clupeopsis straeleni venne descritta da Casier nel 1946 sulla base dell'olotipo proveniente dall'Eocene inferiore del Belgio.Casier E. 1946. La faune ichthyologique de l'Yprésien de la Belgique. Mémoires du Musée Royal d'Histoire Naturelle de Belgique 104, 1–267.

Clupeopsis appartiene ai Clupeiformes e viene collocato all'interno delle Engrauloidea, sul ramo basale delle moderne Engraulidae. Numerosi caratteri del neurocranio, del suspensorium e dello scheletro branchiale indicano che il genere rappresenta uno dei più antichi membri noti della linea evolutiva delle acciughe.

Questa interpretazione ha modificato profondamente la ricostruzione dell'evoluzione delle Engrauloidea. Mentre le acciughe moderne sono generalmente piccoli pesci planctivori, Clupeopsis testimonia che i primi rappresentanti del gruppo comprendevano forme di grandi dimensioni con adattamenti alla predazione attiva.

Paleoecologia L'anatomia cranica di Clupeopsis, caratterizzata da un'ampia apertura boccale, denti caniniformi e una gigantesca zanna vomerina, indica uno stile di vita nettamente piscivoro. Tali adattamenti rappresentano una notevole innovazione trofica tra i Clupeiformes del Paleogene, gruppo oggi dominato da specie filtratrici e planctivore.

La scoperta di Clupeopsis, insieme a quella dell'affine Monosmilus proveniente dall'Eocene medio del Pakistan, suggerisce che nei mari del Paleogene inferiore fosse presente una comunità ecologicamente diversificata di pesci predatori, comprendente sia lignaggi completamente estinti sia membri primitivi di gruppi ancora viventi. In questo contesto, Clupeopsis rappresenta una testimonianza dell'elevata diversificazione ecologica raggiunta dai primi Clupeiformes poco dopo l'estinzione di massa del Cretaceo-Paleogene.

Note

Categoria:Clupeiformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 1946