Palazzo Sanjust (talvolta citato come Palazzo Sanjust di Teulada) è un edificio storico di Cagliari, situato nel quartiere medievale di Castello, con il prospetto principale rivolto su Piazza dell'Indipendenza e un affaccio secondario su via Lamarmora. Di origini seicentesche ma radicalmente ristrutturato nella seconda metà dell'Ottocento, il palazzo è storicamente legato alla famiglia baronale dei Sanjust di Teulada ed è oggi la sede ufficiale del Grande Oriente d'Italia (GOI) nel capoluogo sardo.
Storia Le origini del sito risalgono all'epoca medievale e della prima età moderna: l'area su cui sorge l'attuale struttura era originariamente occupata dal convento benedettino delle suore di nostra Signora di Monserrat. Fino ai primi anni del XVII secolo, il complesso mantenne la sua funzione conventuale, prima di essere parzialmente rifunzionalizzato per ospitare la prima sede dell'Università degli Studi di Cagliari, inaugurata sotto il regno di Filippo IV di Spagna.
Con i successivi mutamenti politici e militari della piazzaforte di Cagliari, nel corso del XIX secolo l'ex convento subì una drastica riconversione d'uso da parte delle autorità governative, venendo adibito a caserma e armeria militare con annesse scuderie. Nel 1750 il palazzo fu riadattato per ospitare il teatro pubblico "Beccarini", noto anche come Teatro dell'Università. Durante la sua fase di teatro l'edificio ospito anche i coniugi Vittorio Amedeo III di Savoia e Maria Antonia Ferdinanda di Spagna L'edificio venne tuttavia abbandonato definitivamente nel 1852, a seguito di alcuni crolli strutturali.
La radicale trasformazione in dimora signorile avvenne nella seconda metà dell'Ottocento per volontà del Barone e Avvocato Enrico Sanjust e di sua Moglie Donna Maria Amat il quale acquistò il compendio demaniale promuovendone la totale ristrutturazione in stile tardo-neoclassico.
I nove figli del ramo familiare di Enrico Sanjust Amat abitarono continuativamente il palazzo fino alla seconda metà del Novecento. Nel 1980, a seguito di mutate esigenze della famiglia, l'intero immobile venne formalmente restaurato e acquistato dal Grande Oriente d'Italia, che ne ha fatto il principale Tempio e polo amministrativo delle proprie logge massoniche cittadine.
Architettura L'edificio si presenta come un corpo di fabbrica monumentale sviluppato su due livelli principali, fortemente influenzato dai canoni estetici del classicismo ottocentesco sardo.
Prospetto principale La facciata è caratterizzata da una rigorosa simmetria e da una netta partitura orizzontale, scandita da un vistoso cornicione marcapiano che separa nettamente le due zone funzionali dell'edificio:
Il Piano Terra (Basamento): Presenta un rivestimento a bugnato liscio e lineare continuo in stucco. Al centro si apre il portale d'ingresso principale con arco a tutto sesto, incorniciato da conci radiali a raggiera, originariamente lo storico portone portava le iniziali S e A della famiglia, in epoca recente il portone è stato progettato su misura per il G.O.I e riporta delle "M" che ricordano le forme del grembiule massonico. Le restanti aperture del pianterreno sono costituite da finestre rettangolari protette da grate in ferro battuto, sormontate da piattabande bugnate simmetriche.
Il Piano Nobile: Sviluppato sul registro superiore, si distacca cromaticamente e formalmente dal basamento. Le pareti presentano un intonaco liscio color ocra. La facciata è caratterizata una serie di cinque ampi finestroni rettangolari dotati di infissi scuri. Ogni apertura è decorata da una rigorosa cornice in pietra modanata e sormontata da un timpano rettilineo aggettante (o piattabanda sporgente) in stile neoclassico.
L'asse d'angolo dell'edificio è sottolineato da un cantonale a bugne che stringe lateralmente la composizione, mentre il coronamento superiore è definito da una spessa cornice modanata a sottotetto che chiude verticalmente la struttura.
Interni All'interno, oltre l'androne d'ingresso, lo spazio è dominato da un importante scalone in pietra che disimpegna i due piani principali. Il piano nobile oggi è in parte conserva gli importanti saloni di rappresentanza, e in parte aree funzionali della vita nel tempio. L'architettura da interno è caratterizzata da alti soffitti, parati storici e finiture d'epoca, parzialmente rifunzionalizzati per accogliere i 7 templi rituali, i paramenti cerimoniali e la Sala dei Passi Perduti per la creazione della casa massonica.
Note
Voci correlate Castello (Cagliari) Sanjust (famiglia) Grande Oriente d'Italia
Collegamenti esterni
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