Moments of Being è una raccolta postuma di scritti autobiografici della scrittrice britannica Virginia Woolf, pubblicata per la prima volta nel 1976 a cura di Jeanne Schulkind. Il titolo riprende l'espressione woolfiana moments of being, usata dall'autrice per indicare esperienze di particolare intensità percettiva e conoscitiva, contrapposte agli stati ordinari di non-being.
La raccolta riunisce testi autobiografici scritti in periodi diversi della vita di Woolf, fra il 1907 e il 1940 circa, e pubblicati solo dopo la morte dell'autrice. In italiano è stata pubblicata con il titolo Momenti di essere. Scritti autobiografici.
Storia editoriale Moments of Being: Unpublished Autobiographical Writings fu pubblicato nel 1976 a cura di Jeanne Schulkind, con introduzione e note della curatrice. L'edizione britannica uscì a Londra presso Chatto & Windus per Sussex University Press; un'edizione statunitense fu pubblicata nello stesso anno da Harcourt Brace Jovanovich.
Una seconda edizione ampliata fu pubblicata nel 1985.
Contenuto La raccolta comprende cinque testi autobiografici: Reminiscences, A Sketch of the Past, 22 Hyde Park Gate, Old Bloomsbury e Am I a Snob?. Si tratta di scritti composti per destinatari e contesti diversi, non concepiti originariamente come un'autobiografia unitaria.
Reminiscences, scritto fra il 1907 e il 1908, è dedicato alla memoria familiare e in particolare alla figura di Vanessa Bell. A Sketch of the Past, composto tra il 1939 e il 1940, è il più ampio dei testi raccolti e contiene la riflessione più esplicita di Woolf sui moments of being. Gli altri tre testi, 22 Hyde Park Gate, Old Bloomsbury e Am I a Snob?, furono scritti per il Memoir Club, il gruppo nato nel 1920 nell'ambito del Bloomsbury Group.
Il concetto di moments of being In A Sketch of the Past Woolf distingue fra i moments of being e il non-being, cioè la dimensione ordinaria, ripetitiva e spesso indistinta della vita quotidiana. I moments of being sono invece esperienze improvvise, segnate da particolare intensità, nelle quali la percezione sembra aprirsi a un ordine nascosto o a un significato posto dietro le apparenze.
La critica ha spesso accostato i moments of being woolfiani alla nozione modernista di epiphany, in particolare in relazione all'opera di James Joyce. Tuttavia, secondo Naomi Toth, tale accostamento va problematizzato: nei testi di Woolf questi momenti non costituiscono semplici rivelazioni armoniche o unificanti, ma esperienze di rottura, shock e destabilizzazione della coscienza.
In questa prospettiva, i moments of being non sono solo istanti privilegiati di percezione estetica, ma esperienze ambivalenti, legate insieme all'affetto, al trauma, alla memoria e, soprattutto, alla possibilità della scrittura.
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Note
Bibliografia
Voci correlate Bloomsbury Group Le onde (romanzo) Gita al faro La signora Dalloway
Collegamenti esterni
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