Sempre già (anche sempre-già; in tedesco immer schon, in francese toujours déjà, in inglese always already) è una locuzione impiegata nella filosofia contemporanea per indicare che una condizione apparentemente successiva è in realtà già operante nella costituzione di un soggetto, di un fenomeno o di una struttura.

Associata inizialmente alla terminologia di Martin Heidegger, la formula è stata ripresa con particolare frequenza da Jacques Derrida e dalla decostruzione, oltre che da Louis Althusser nella sua teoria dell’ideologia. Non equivale semplicemente a «da sempre»: esprime piuttosto una priorità strutturale, per la quale non è possibile risalire a un’origine pura o a uno stato anteriore non ancora condizionato.

In Heidegger L’espressione tedesca immer schon, appartenente anche alla lingua comune, ricorre frequentemente in Essere e tempo. Heidegger la adopera per descrivere le strutture dell’Esserci che non derivano da una decisione o da un atto successivo: l’essere umano si trova sempre già in un mondo, coinvolto in rapporti pratici e in un orizzonte di significati che precedono ogni riflessione esplicita.

La locuzione non designa in Heidegger un concetto isolato e definito autonomamente, ma segnala il carattere originario dell’essere-nel-mondo, della gettatezza e della comprensione preliminare dell’essere. L’Esserci non è quindi un soggetto inizialmente separato che entra in rapporto con un mondo già costituito: esiste fin dall’inizio entro tale rapporto.

In Derrida e nella decostruzione Derrida riprende la formula, spesso nella forma francese toujours déjà, per mettere in discussione l’idea di un’origine semplice e autosufficiente. Nella sua riflessione, ciò che viene presentato come originario o pienamente presente risulta sempre già attraversato dalla traccia, dalla differenza, dalla ripetizione e dal rinvio ad altro.

La scrittura, per esempio, non sopraggiunge semplicemente alla parola come sua rappresentazione secondaria: la possibilità della ripetizione e dell’iscrizione è sempre già implicata nel funzionamento del linguaggio. Analogamente, la decostruzione non costituisce un metodo applicato dall’esterno a una struttura stabile, poiché le opposizioni e le tensioni che ne rendono possibile la trasformazione sono sempre già attive al suo interno.

L’uso insistito della locuzione è collegato alla critica derridiana della metafisica della presenza: non si dà un presente pienamente identico a sé, perché ogni presente conserva la traccia di ciò che non è più e anticipa ciò che non è ancora.

In Althusser Althusser impiegò la formula nella teoria dell’interpellazione ideologica, affermando che «gli individui sono sempre-già soggetti». L’individuo non esisterebbe dapprima come entità neutrale e autonoma, per essere trasformato solo successivamente in soggetto dall’ideologia: nascita, nome, relazioni familiari e collocazione sociale lo inseriscono fin dall’inizio in pratiche e rappresentazioni ideologiche.

In questo contesto il «sempre già» non indica l’eternità immutabile di una determinata ideologia, ma l’impossibilità di individuare un individuo concreto che preceda completamente ogni processo di soggettivazione.

Diffusione Nella seconda metà del XX secolo la locuzione si è diffusa nella teoria della letteratura, nell’ermeneutica, nel post-strutturalismo e negli studi culturali. Viene generalmente utilizzata per negare che un’identità, un testo o un’istituzione possano essere ricondotti a un’origine incontaminata, anteriore alle relazioni storiche e linguistiche che li costituiscono.

Note

Bibliografia

Voci correlate Decostruzione Jacques Derrida Martin Heidegger Louis Althusser Post-strutturalismo

Categoria:Concetti e principi filosofici Categoria:Filosofia contemporanea