Fu condannato a morte e giustiziato per il suo coinvolgimento nei crimini di guerra commessi nei sottocampi di Neuengamme.
Biografia Nacque a Jutrosin, nella provincia di Posen. Dopo gli studi e la laurea, esercitò la professione di medico in Sassonia. Fu membro del Partito nazista dal 1932 e delle SS dal 1933.
Prestò servizio come medico del campo () nel campo di concentramento di Auschwitz dal luglio all’ottobre del 1941 e poi, dal successivo ottobre al settembre del 1943, nel campo di concentramento di Majdanek. Fu poi trasferito al campo di concentramento di Neuengamme, dove operò come supervisore del medico delle SS Kurt Heissmeyer, il quale conduceva esperimenti medici su prigionieri adulti e bambini.
Trzebinski era responsabile dell'assistenza medica dei detenuti dell'intero complesso di Neuengamme e di tutti i suoi sottocampi. Su circa detenuti transitati nella struttura, almeno morirono tra il 1938 e il 1945.
Omicidio di minori Fu direttamente coinvolto nell'omicidio di 20 bambini nel sottocampo di Bullenhuser Damm, un'ex scuola parzialmente distrutta durante i bombardamenti di Amburgo. Heissmeyer aveva fatto trasferire da Auschwitz 20 bambini ebrei (10 maschi e 10 femmine) per proseguire i propri esperimenti, incentrati sull'iniezione del batterio della tubercolosi e sull'asportazione dei linfonodi ascellari.
La notte del 20 aprile 1945, Trzebinski iniettò della morfina ai bambini per sedarli, dopodiché le SS li impiccarono nel seminterrato dell'edificio. Quella stessa notte morirono anche 28 adulti: i quattro assistenti dei bambini e 24 prigionieri di guerra sovietici.
Processo ed esecuzione Riuscito a fuggire alla fine della guerra, fu arrestato il 1º febbraio 1946 mentre lavorava per le forze britanniche nel campo di prigionia di Neumünster; la sua cattura fu accelerata dalle pressanti indagini di Walter Freud, investigatore per i crimini di guerra e nipote di Sigmund Freud.
Trzebinski fu processato nel marzo 1946 durante i processi di Curiohaus a Rotherbaum e condannato alla pena capitale, anche per la sua complicità nel massacro di Bullenhuser Damm. Durante il dibattimento processuale confessò liberamente le proprie responsabilità,. affermando:«Se avessi agito da eroe, i bambini sarebbero forse morti un po' più tardi, ma il loro destino non avrebbe potuto più essere evitato». Ammise inoltre che «non si possono giustiziare i bambini, si possono solo uccidere», ma aggiunse che per lui erano solo ebrei..
Fu giustiziato per impiccagione l'8 ottobre 1946 dal boia Albert Pierrepoint nella prigione di Hameln.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Esperimenti nazisti su esseri umani Categoria:Militari delle Waffen-SS Categoria:Persone giustiziate per impiccagione