Il Museo del vetro e della ceramica () è situato sulla via Khiaban-e Si-e Tir a Teheran in un piccolo edificio di epoca qajara. Custodisce vetri e ceramiche provenienti da tutto l'Iran che vanno dal II millennio a.C. sino al XIX secolo.
Storia Il palazzo che ospita il museo fu in principio la residenza e il luogo di lavoro di Ahmad Qavam, ministro di Ahmad Shah Qajar. Successivamente venne dato in concessione all'ambasciata d'Egitto per sette anni, poi ospitò l'ambasciata afghana e infine la Banca commerciale dell'Iran.
Nel 1976 una squadra di architetti austriaci e iraniani restaurò l'edificio, che venne adibito a museo a partire dal 1989.
La collezione Il museo si sviluppa su due piani collegati da una scala elicoidale in legno. Al primo piano sono esposti vetri e ceramiche di epoca preislamica, mentre al secondo piano sono presenti opere di epoca islamica.
Tra i pezzi in vetro si annoverano dei piccoli cilindri del II millennio a.C. provenienti da Choqa Zanbil e usati per realizzare collane e gioielli, svariati contenitori di profumi di forme ed epoche diverse, e piccole ampolle dalla forma allungata del XIX secolo che le donne ricevevano dai loro mariti quando questi erano in procinto di partire: il fine di questo dono era quello di permettere alle mogli di raccogliervi le loro lacrime e di mostrarle ai mariti una volta rientrati, per testimoniare il senso di dolore e mancanza durante le lunghe assenze.
Il museo ospita anche artefatti a forma di tori gibbosi risalenti ai primi millenni a.C., a testimonianza della maestria nell'arte della stilizzazione nell'antica Persia. Presso i santuari elamiti sono state rinvenute diverse statuette di figure femminili con forme voluttuose e abbondanti, ora conservate nel museo, presumibilmente usate come amuleti propiziatori.
Del periodo islamico si annoverano le mattonelle di Kashan, brocche intarsiate, vasi e piatti decorati.
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