Il corso San Giovanni a Teduccio è una delle principali strade storiche della zona orientale di Napoli, asse portante dell'omonimo quartiere di San Giovanni a Teduccio (VI municipalità). Costituisce una lunga arteria di collegamento tra il centro cittadino e la periferia orientale, a ridosso dei comuni di Portici e San Giorgio a Cremano.
La strada ha inizio in prosecuzione di via Ponte dei Francesi e attraversa l'intero quartiere, per concludersi al confine con il comune di Portici, dove prende il nome di corso Giuseppe Garibaldi lungo il tracciato della strada statale 18. Lungo il suo percorso interseca via Pietrarsa, che conduce al museo ferroviario di Pietrarsa.
Storia Il corso ricalca l'antica via delle Calabrie (poi SS 18), la direttrice costiera lungo la quale i Borbone svilupparono la strada verso l'area vesuviana, quella che più a est prese il nome di Miglio d'oro; lungo questo tracciato fu realizzata nel 1839 la prima ferrovia italiana, la Napoli-Portici.
In origine l'area fu luogo di villeggiatura per la nobiltà napoletana, attratta dalle spiagge di sabbia vulcanica; tra Otto e Novecento il quartiere assunse invece una spiccata connotazione operaia e industriale, ospitando tra l'altro il Reale Opificio di Pietrarsa (1840), l'importante industria conserviera Cirio e numerosi cantieri navali. Il quartiere, sorto come autonomo casale, rimase comune indipendente fino al 1925, quando fu aggregato al comune di Napoli.
Nel secondo dopoguerra la dismissione industriale e la speculazione edilizia mutarono profondamente il volto della zona. Nei pressi del corso, l'area di Taverna del Ferro fu interessata dalla costruzione, dopo il terremoto del 1980, dei grandi edifici di edilizia popolare noti come "le stecche del Bronx", le cui facciate sono state in seguito decorate con celebri murales dello street artist Jorit.
Monumenti e luoghi d'interesse Lungo il corso e nelle sue immediate vicinanze si trovano diversi luoghi di rilievo: la chiesa di San Giovanni Battista, principale chiesa del quartiere (detta anche chiesa madre), le cui prime attestazioni risalgono al XII secolo; radicalmente rimaneggiata a partire dal 1866 su progetto dell'architetto Giuseppe Pisanti, conserva il busto marmoreo del santo da cui deriverebbe il toponimo del quartiere; la chiesa di Santa Maria del Soccorso, di impianto neoclassico, edificata nel 1517 e completata nel 1930; la chiesa di Santa Maria del Carmine, l'istituto delle Ancelle del Sacro Cuore, congregazione fondata da Caterina Volpicelli; la stazione ferroviaria di Napoli San Giovanni-Barra; poco distante, all'incrocio con via Pietrarsa, il museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, allestito nell'ex Reale Opificio, Villa Papa, Villa Paudice, Villa Percuoco, Villa Procaccini, Villa Raiola Scarinzi, Villa Vittoria, Villa Volpicelli (al n. 827), Villa Volpicelli (al n. 835), Villa Spena, Palazzo Vacca.
Oggi il corso è una delle principali vie commerciali della periferia orientale, animata da numerosi negozi e piccoli opifici.
Note
Bibliografia Romualdo Marrone, Le strade di Napoli, Roma, Newton Compton, 2004.
Voci correlate Strade di Napoli Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa
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