La Ikon Gallery è una galleria inglese dedicata all'arte contemporanea, situata a Brindleyplace, Birmingham. Ha sede nell'ex Oozells Street Board School, edificio in stile neogotico classificato di Grado II progettato da John Henry Chamberlain nel 1877. Cliccare qui per vedere la .
Il museo Ikon fu fondato con l’obiettivo di incoraggiare il pubblico ad avvicinarsi all’arte contemporanea. Di conseguenza, la galleria offre un programma educativo e interpretativo fuori sede volto a sensibilizzare il pubblico e a promuovere gli artisti e le loro opere. È aperta tutti i giorni della settimana tranne il lunedì, ma apre nei lunedì festivi.
Le opere esposte comprendono tutte le forme espressive, tra cui l’audio, la scultura e la fotografia, oltre ai dipinti. Le mostre si alternano durante tutto l’anno in modo da poter esporre il maggior numero possibile di opere. Ikon è un’organizzazione benefica registrata, finanziata in parte dal Comune di Birmingham e dall’Arts Council of England.
Storia “The Ikon” (come è comunemente chiamata) è stata fondata dal collezionista d’arte Angus Skene e da quattro artisti della Birmingham School of Art: David Prentice, Sylvani Merilion, Jesse Bruton e Robert Groves. La collezione ebbe inizio dopo che Skene acquistò il dipinto di Prentice Kate and the Waterlilies nel 1964; i due iniziarono così a discutere della mancanza di sostegno offerto agli artisti contemporanei dalle istituzioni artistiche esistenti a Birmingham. La galleria fu originariamente concepita come una «galleria senza pareti», con mostre pensate per itinerare in luoghi non convenzionali come cinema e uffici postali a bordo di un sidecar. La galleria fu infine fondata nel 1965 in un chiosco ottagonale con pareti di vetro all’interno dell’allora nuovo centro commerciale Bull Ring di Birmingham. La prima mostra esponeva opere di John Salt. La sede era gestita dagli artisti fondatori e, talvolta, dai loro coniugi su base volontaria.
L’iniziativa della galleria fu finanziata da Skene, ma il controllo organizzativo fu lasciato nelle mani degli artisti. Il nome della galleria fu coniato da Groves, che era interessato alle icone della Chiesa ortodossa orientale. Il nome fu approvato dagli altri fondatori in parte perché «si divideva magnificamente dal punto di vista geometrico ed era splendido in tutte le direzioni». Nel prospetto di fondazione di Ikon si afferma:
Il contratto Il contratto di locazione del locale scadeva dopo tre anni, ma grazie al sostegno dell’Arts Council la galleria riuscì a trasferirsi nell’ex obitorio situato nel seminterrato del Queens College in Swallow Street nel 1968 e nominò Jeanette Koch direttrice della galleria. Nei quattro anni successivi, la Ikon ospitò 93 mostre personali e 40 collettive, al termine dei quali il contratto di locazione dei locali di Swallow Street giunse a scadenza. Sotto la direzione di Simon Chapman, che in precedenza aveva gestito il Birmingham Arts Lab, coadiuvato da Jeanette Koch, la galleria intraprese un ambizioso progetto di espansione volto ad ampliare il programma espositivo per includere le opere di artisti riconosciuti a livello nazionale e internazionale, nonché a trasferirsi in una sede più frequentata al fine di suscitare maggiore interesse da parte di un pubblico più ampio. Nell’autunno del 1972, grazie al maggiore sostegno finanziario dell’Arts Council e a nuovi finanziamenti provenienti dalla West Midlands Arts Association, dalla Fondazione Gulbenkian e da una serie di fondazioni benefiche locali e di imprese del settore, la Ikon si trasferì nel Birmingham Shopping Centre, un centro commerciale di recente costruzione situato sopra la Stazione di Birmingham New Street. L’allestimento della galleria fu progettato da Walter Thomson dello studio Associated Architects e offrì uno spazio quattro volte più grande della galleria di Swallow Street e praticamente quaranta volte più grande dello storico Chiosco originario del Bull Ring. Il numero di visitatori della galleria schizzò a centinaia e, in alcune occasioni, raggiunse picchi di oltre mille al giorno, offrendo a molti la prima opportunità di vedere l’arte moderna e contemporanea di artisti viventi. La mostra inaugurale, dedicata ai grandi disegni murali realizzati con il gesso su lavagna da John Walker, ha consolidato definitivamente la reputazione di Birmingham come città dotata di una galleria dedicata alle arti visive contemporanee.
Crescita della popolarità Nel corso dei sei anni successivi, la Ikon si è affermata come una delle più importanti gallerie d’arte contemporanea al di fuori di Londra, attirando sia espositori che visitatori provenienti da ben oltre i confini della città. Tra gli artisti che hanno tenuto mostre personali figurano Ivor Abrahams, Allen Barker, Barry Burman, John Copnall, Vaughan Grylls, Trevor Halliday, David Hepher, Harry Holland, David Leveritt, John Mitchell, John Salt, Peter Sedgely, David Shepherd, William Tillyer, Trevor Denning e Roger Westwood. Tra le mostre collettive di rilievo figurava «Midland Art Now», che presentava le opere di 20 tra i più importanti artisti con sede nelle Midlands, tra cui Roy Abell, Barrie Cook, John Farrington, Dick French, William Gear, Colin Hitchmough, John Melville, David Prentice e Peter Tarrant, e che era accompagnata da un catalogo in formato broadsheet stampato a colori e distribuito gratuitamente ai lettori del Birmingham Post. “Beyond Destination”, una mostra curata da Ian Iqbal Rashid e dedicata ad artisti contemporanei dell’Asia meridionale, tra cui Sutapa Biswas e Alia Syed, è stata poi presentata in una tournée internazionale. La Ikon sostituì il Birmingham Museum and Art Gallery come sede di mostre itineranti di arte contemporanea quali Diane Arbus, curata da John Szarkowski, Chris Orr, curata da Nick Serota, «Objects and Documents» con opere selezionate da Richard Smith, «An Element of Landscape», curata da Jeremy Rees, «The Human Clay» con opere selezionate da Ronald Brooks Kitaj e Berenice Abbott.
Nuovo trasferimento di sede Nel 1978 la Ikon era ormai di nuovo diventata troppo grande per i propri locali e si trasferì in un ex negozio di tappeti in John Bright Street, adiacente all’Alexandra Theatre.
La galleria traslocò nella sede attuale, l’ex Oozells Street Board School, nel 1997; i costi di ristrutturazione furono in parte finanziati da una sovvenzione della Lotteria Nazionale. I lavori di ristrutturazione furono progettati da Levitt Bernstein, che ripristinò la torre dell’edificio, demolita negli anni ’60. Il Café Ikon, al piano terra, fu progettato dallo studio di architettura The Space Studio di Birmingham e inaugurato nel dicembre 1998. Form, Space & Order furono gli appaltatori.
Nel 2011 la Ikon Gallery ha avviato una collaborazione con Gillian Wearing per realizzare un’opera d’arte pubblica intitolata «A Real Birmingham Family». La conseguente scultura in bronzo è stata collocata a Centenary Square, all’esterno della Biblioteca di Birmingham, il 30 ottobre 2014.
Ikon Eastside
Nel luglio 2006 la Ikon ha inaugurato una seconda sede nel quartiere Digbeth di Birmingham, nota come Ikon Eastside. La sede era ospitata in un’ex cappella vittoriana che in passato aveva ospitato anche una scuola domenicale, con la scritta “Stay away from Lonely Places” ben visibile sulla facciata: un’opera dell’artista canadese Ron Terada.
Questa sede chiuse nell’estate del 2007, ma nel maggio 2008 la galleria ne aprì una nuova in un altro edificio a breve distanza. Dopo aver fatto parte del complesso dei Fazeley Studios, chiuse definitivamente nel 2011.
Attività in corso La galleria presenta un programma artistico articolato in tre filoni interdipendenti.
La galleria ospita mostre temporanee distribuite su due piani per un totale di quadrati ( ft²). Sono rappresentate diverse forme espressive, tra cui suono, film, tecniche miste, fotografia, pittura, scultura e installazione. È previsto anche un programma fuori sede che contribuisce a sviluppare relazioni dinamiche tra l’arte, gli artisti e il pubblico al di fuori della galleria. I progetti e gli eventi variano enormemente per dimensioni, durata e tipo di collocazione, sfidando le aspettative su dove l’arte possa essere vista e da chi. L’educazione è al centro delle attività della Ikon, stimolando l’interesse del pubblico e la comprensione dell’arte visiva contemporanea. Attraverso una varietà di conferenze, visite guidate, laboratori e seminari, il programma «Education & Interpretation» riconosce che l’espressione artistica può dare forza alle persone, arricchendo l’esperienza individuale e comunitaria.
La Ikon è una società a responsabilità limitata, registrata come ente benefico a scopo educativo. Riceve finanziamenti di base dall’Arts Council West Midlands e dal Comune di Birmingham e raccoglie ulteriori fondi da una varietà di fonti, tra cui fondi di beneficenza, fondazioni e sponsorizzazioni aziendali.
Lo staff Il gruppo dirigente della galleria è composto da Ian Hyde, amministratore delegato ad interim, Melanie Pocock, direttrice artistica ad interim per le mostre, e dalla dott.ssa Linzi Stauvers, direttrice artistica ad interim per la formazione.
Ex amministratori Elenco cronologico degli ex amministratori: Simon Chapman (1972–1978) Hugh Stoddart (1978–1981) Antonia Payne (1981–1989) Elizabeth Ann Macgregor (1989–1999) Jonathan Watkins (1999–2022)
Artisti in mostra Tra le mostre personali organizzate dal 2000 figurano quelle dedicate a Santiago Sierra, On Kawara Roy Arden, Marcel Dzama, Olafur Eliasson, Simon Patterson, Richard Billingham, Julian Opie, Cornelia Parker e Haroon Mirza (novembre 2018 – febbraio 2019)
Note
Bibliografia
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