La Lomellina fu una gran caracca genovese del primo Cinquecento che prestò servizio nella Marina Genovese fino al 1516.

Storia

Costruzione e utilizzo La nave apparteneva alla facoltosa famiglia genovese dei Lomellini, casata aristocratica e mercantile della Repubblica di Genova da cui deriverebbe il nome convenzionalmente attribuito al relitto. La costruzione dello scafo in quercia con fasciame misto di quercia e pino viene fatta risalire ai primissimi anni del XVI secolo. La nave rientrava nella tipologia della navis o nave grossa, ovvero il grande veliero da carico a tre o quattro alberi con bompresso inclinato capace all'epoca di raggiungere e superare le 1000 tonnellate di portata nei suoi esemplari maggiori.

La nave operava al servizio della marina Genovese su concessione della famiglia nel pieno delle guerre d'Italia, un lungo conflitto che vedeva contrapposti la Francia di Francesco I contro la Spagna e l'Impero per il controllo della penisola: Genova dopo la vittoria francese nella battaglia di Marignano (1515) era tornata sotto l'egida francese. Il carico rinvenuto a bordo del relitto comprendeva oltre che ceramiche e derrate anche un consistente numero di bombarde e proiettili di pietra e di ferro.

L'affondamento Il 15 settembre 1516 sorpresa da una violenta tempesta mentre si trovava alla fonda nella baia di Villefranche la nave cercò riparo ma si trovò invece ad imbarcare acqua rovesciandosi su un fianco e colando a picco vicino alla costa. Caratteristiche costruttive Lo scafo con chiglia in quercia presenta una sezione conservata di (in larghezza, sotto gli incastri) e (in altezza); la chiglia superstite raggiunge una lunghezza complessiva ricostruita di ed è suddivisa in quattro tronconi rinvenuti in condizioni diverse di conservazione. Sulla base della lunghezza della chiglia e delle proporzioni dello scafo si può stimare una lunghezza fuori tutto di circa e una larghezza massima (baglio) di circa

La portata della nave è tra le 700 e le 800 tonnellate Le ordinate in quercia sono conservate su quattro livelli (madiere, prima, seconda e terza staminale) con sezioni variabili tra 19 e e interassi tra 22 e . Il paramezzale è largo circa e alto ed era rinforzato in corrispondenza della sede dell'albero maestro da controparamezzali gemelli e da una serie di puntoni. Circa trenta corsi di fasciame in quercia e pino sono stati rinvenuti sopra il torello con spessori decrescenti dal fondo (circa per i primi quindici corsi) verso l'alto (circa ); tutti gli elementi di fissaggio sopracitati erano in ferro. Un dato di particolare interesse tecnico è sicuramente la presenza di una foderatura in piombo applicata ai fianchi della chiglia e ai ventisei corsi inferiori del fasciame a protezione dagli organismi marini perforanti (teredini).

L'imbarcazione era dotata di tre alberi più bompresso mentre la sagoma dello scafo particolarmente slanciata (detta "a bicchiere") e con sezione maestra sostanzialmente circolare.

Armamento Sul relitto sono stati rinvenuti in situ dodici pezzi di artiglieria: dieci in ferro battuto e due in bronzo e tra i reperti in ferro figura una bombarda di peso medio: alcuni pezzi erano ancora provvisti delle relative ruote dell'affusto.

Un'ordinanza genovese del 1498 imponeva alle navi mercantili di un certo tonnellaggio un armamento minimo composto da un certo numero di bombarde ordinarie, cannoni e falconetti in bronzo. I ripiani su cui erano assicurati alcuni dei pezzi rientrano in un gruppo estremamente ristretto di esemplari noti a livello europeo per il primo Cinquecento; assieme a quelli della Mary Rose inglese (1545) e del Cattewater Wreck (circa 1525).

Note

Bibliografia

Guérout, Max; Rieth, Eric; Gassend, Jean-Marie. Le navire génois de Villefranche: un naufrage de 1516 (?). Parigi: CNRS, 1989 (Archaeonautica, 9). Guérout, Max; Rieth, Eric. "The wreck of the Lomellina at Villefranche-sur-mer", in Mensun Bound (a cura di), Excavating Ships of War. Oxford: Oxford University Publication, 1998, pp. 38–50. Rieth, Eric. "L'épave du début du XVIème siècle de Villefranche-sur-Mer, Carvel Construction Technique", in R. Reinders, K. Paul (a cura di), Oxbow Monographs, 12. Oxford, 1991, pp. 47–55. Guérout, Max. "Il rivestimento in piombo della nave 'Lomellina'", in Pratiche e linguaggi. Contributi a una storia della cultura tecnica scientifica. Genova, 2005, pp. 9–26. Cazenave de la Roche, Arnaud. "La tonelería en el contexto marítimo de la época del Renacimiento: estudio de un cargamento de toneles hallado en el pecio de Villefranche s/mer (1516)". Revista de Arqueología, 2008. Guérout, Max; Frabetti, Beatrice; Castro, Filipe. "Revisiting Lomellina, 1516: The Hull Shape". The Mariner's Mirror / International Journal of Nautical Archaeology, 2023. Ridella, Renato Gianni. "Genoese ordnance aboard galleys and merchantmen in the 16th century", in Ships and Guns: The Sea Ordnance in Venice and in Europe between the 15th and the 17th Centuries. Oxford: Oxbow Books.

Voci correlate

Marina genovese Repubblica di Genova Lomellini (famiglia) Guerre d'Italia del XVI secolo Villefranche-sur-Mer Archeologia subacquea Mary Rose

Collegamenti esterni

Categoria:Caracche genovesi