La chiesa di San Raffaele Arcangelo è una chiesa di Pozzuoli, nella città metropolitana di Napoli, esempio di barocco napoletano. Appartiene alla diocesi di Pozzuoli ed è dedicata all'arcangelo Raffaele.

Storia La chiesa fu edificata a partire dal 1745 sui resti della preesistente chiesa di Santa Cristina, su progetto dell'ingegnere napoletano Tommaso Raiola e a cura del sacerdote puteolano Domenico D'Oriano, grazie alle elemosine dei fedeli; i lavori si conclusero nel 1760. In origine l'edificio aveva un tetto a falde e un campanile, come si evince da stampe, probabilmente demoliti in seguito a eventi sismici. La cantoria e l'organo in legno intagliato e dorato a oro zecchino risalgono al 1773 e furono realizzati dagli artigiani napoletani Cristoforo Pollio e Gennaro Ruggiero, mentre il portale in piperno con modanature geometriche fu eseguito alla fine del XIX secolo dagli scultori Domenico Cortese e Saverio Saviano.

Seriamente lesionata, la chiesa fu chiusa al culto nell'agosto del 1977; i lavori di restauro dell'intero edificio, curati dall'architetto Giampiero Carini, si conclusero nel 2013.

Descrizione La costruzione si è conservata pressoché integra rispetto al progetto originale, con le forme agili ed eleganti tipiche del barocco. Il prospetto è notevolmente movimentato, sia per l'andamento curvilineo della pianta sia per la ricchezza decorativa, con modanature aggettanti, cornicioni e lesene; particolarmente accentuati sono il fastigio, con un frontone curvo spezzato, e il portale in piperno, sormontato dalla statua marmorea settecentesca dell'arcangelo Raffaele.

L'interno è impostato su una pianta centrale di forma ottagonale, con quattro altari simmetrici in marmi policromi intarsiati e l'altare maggiore collocato nella profonda abside. Lo spazio è coperto da una cupola in muratura suddivisa in quattro spicchi rafforzati da costoloni e interamente affrescata; le pareti perimetrali sono rivestite di marmi policromi, mentre la pavimentazione è in mattonelle di maiolica decorate del XVIII secolo. Sopra l'ingresso si trova la cantoria lignea dorata. La chiesa sorge su una terrazza naturale e si articola su più livelli: al piano stradale sono l'aula, la sacrestia e gli uffici, ai piani superiori la casa canonica, mentre al di sotto dell'aula si trovano un salone e un ambiente ipogeo con la Terra Santa.

Opere La chiesa conserva numerose opere del pittore puteolano Giacinto Diano, tra cui la tela con il Martirio di santa Caterina d'Alessandria (1758), le figure di Santa Teresa d'Avila e Santa Maria Maddalena e, nella sacrestia, la grande tela con l'Arcangelo Gabriele che dona la vista a Tobia. Vi si trovano inoltre un dipinto raffigurante l'Arcangelo Raffaele che mostra il pesce a Tobiolo, opera di Giovan Battista Rossi del 1749, e un'Incoronazione di Maria con gli angeli custodi e gli arcangeli del XVIII secolo. Molte di queste opere, dopo la chiusura della chiesa, furono prese in custodia dalla Soprintendenza o dalla diocesi in attesa di essere ricollocate.

Note

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