I patrimoni dell'umanità del Sudan del Sud sono i siti dichiarati dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità in Sudan del Sud, che è divenuto parte contraente della Convenzione sul patrimonio dell'umanità il 9 marzo 2016.
Al 2026 un solo sito è iscritto nella Lista dei patrimoni dell'umanità: il paesaggio migratorio di Boma-Badingilo, scelto con procedura d'urgenza nel 2026 in occasione della quarantottesima sessione del comitato del patrimonio mondiale. Il sito è stato inserito nella Lista dei patrimoni dell'umanità in pericolo contestualmente all'iscrizione a causa di diversi rischi, dai conflitti in corso, al bracconaggio e alla costruzione di infrastrutture potenzialmente dannose. Due sono invece le candidature per nuove iscrizioni.
Siti del Patrimonio mondiale FotoSitoLuogoTipo(; criteri)Descrizione Paesaggio migratorio di Boma-Badingilo Equatoria Centrale, Equatoria Orientale, Jonglei Naturale(1808; vii, ix, x) 2026 Il sito comprende il Parco nazionale di Boma, il Parco nazionale di Bandingilo e i paesaggi circostanti di pianure alluvionali e savane. Situato all'interfaccia tra il sistema di zone umide del Sudd e la savana sudanese orientale, racchiude un vasto mosaico di praterie soggette a inondazioni stagionali, zone umide, pianure alluvionali, aree boschive e savane, modellate dalle precipitazioni stagionali e dalle dinamiche delle piene. Questi ecosistemi interconnessi sostengono una delle più grandi migrazioni di mammiferi terrestri ancora esistenti al mondo: si stima che sei milioni di esemplari di kob dalle orecchie bianche, tiang e gazzelle di Mongalla si spostino attraverso un paesaggio vasto e in gran parte privo di barriere, in risposta alle mutevoli condizioni ambientali. Il sito riflette inoltre l'importante diversità culturale e linguistica della regione, caratterizzata dalla presenza di gruppi etnici quali Murle, Dinka, Nuer, Anuak e Toposa, che per secoli e persino millenni hanno custodito questo paesaggio attraverso la pastorizia, l'agricoltura e la pesca. L'area ospita anche popolazioni significative di numerose specie di grandi mammiferi, tra cui il lichi del Nilo, l'elefante della savana africana, il licaone, il leone, il leopardo, il ghepardo dell'Africa nord-orientale e l'orice beisa, oltre a importanti raggruppamenti di uccelli acquatici, rapaci e specie migratrici.
Siti candidati FotoSitoLuogoTipo(; criteri)Descrizione Deim Zubeir-sito della via degli schiavi Deim Zubeir Culturale(6275; ii, iii, vi) 04/10/2017 Deim Zubeir è un sito storico risalente all'epoca della tratta degli schiavi del XIX secolo. Sebbene la comunità locale chiamasse storicamente la zona "Uyujuku", il nome Deim Zubeir si affermò in seguito all'attività di Al-Zubayr Rahma Mansur, un commerciante giunto dal Sudan settentrionale per raccogliere avorio che finì per coinvolgersi nel traffico di schiavi in collaborazione con il regime turco-egiziano. Zubayr Rahma fece costruire una trincea e una fortificazione dove gli schiavi venivano trattenuti in attesa di essere trasportati verso varie destinazioni lungo il Nilo. La struttura, realizzata in legno e fango, si sviluppava sottoterra per una lunghezza di tre chilometri e una profondità di quasi quattro metri. Al suo interno vi erano ambienti adibiti a prigione per la reclusione degli schiavi; lungo il perimetro sorgeva inoltre un albero tristemente noto come luogo in cui venivano impiccati coloro che tentavano di sfuggire ai propri carcerieri. Palude del Sudd Alto Nilo, Jonglei, Laghi, Unità Misto(6276; v, vii, ix, x) 04/10/2017 Il Sudd è la più vasta zona umida dell'Africa e una delle più grandi zone umide tropicali al mondo. Parte dell'ecoregione delle praterie e savane inondabili del Sudd-Sahel, si tratta di un vasto sistema socio-ecologico e idrologico governato dalle dinamiche del regime idrico del bacino del Nilo, che sostiene una ricca biodiversità e le diverse tradizioni culturali delle comunità indigene locali. Il suo peculiare mosaico di estesi habitat d'acqua dolce e praterie è caratterizzato da vaste inondazioni stagionali alimentate dalle piogge e dalla scarsa permeabilità del substrato. Nel corso del tempo, sia le popolazioni umane (in particolare i pastori) sia la fauna selvatica hanno sviluppato un'ampia gamma di strategie adattive per far fronte alle dinamiche delle risorse del Sudd.
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