L'opera galleggiante (The Floating Opera) è il primo romanzo dello scrittore statunitense John Barth, pubblicato nel 1956 e riveduto dall'autore nel 1967. Narrato in prima persona dall'avvocato Todd Andrews, ricostruisce la giornata del 21 giugno 1937, durante la quale il protagonista giunse alla decisione di togliersi la vita.

Il romanzo appartiene, insieme con il successivo La fine della strada, alla prima fase della produzione di Barth, caratterizzata dalla riflessione sul nichilismo, sul relativismo dei valori e sulla possibilità di attribuire un significato all'esistenza. Pur conservando un'ambientazione e una trama prevalentemente realistiche, presenta procedimenti metanarrativi destinati a diventare centrali nelle opere successive dello scrittore.

Storia editoriale

Barth scrisse The Floating Opera nel 1955, quando aveva ventiquattro anni. Il romanzo fu pubblicato l'anno seguente a New York da Appleton-Century-Crofts e costituì il suo esordio letterario.

La casa editrice subordinò la pubblicazione alla modifica del finale, ritenuto eccessivamente nichilista, e alla soppressione di alcuni passaggi. Nel 1967 la Doubleday pubblicò una nuova redazione, riveduta dall'autore, che ripristinava il finale originario e presentava per la prima volta il testo nella forma voluta da Barth.

Il romanzo ricevette una candidatura al National Book Award nel 1957. Nel 1988 fu raccolto insieme con La fine della strada nel volume The Floating Opera and The End of the Road, corredato da una nuova prefazione dell'autore.

Trama

A circa vent'anni di distanza dai fatti, Todd Andrews, affermato avvocato di Cambridge, nel Maryland, decide di raccontare la giornata del 21 giugno 1937. Fin dalle prime pagine avverte il lettore che la ricostruzione non procederà in ordine cronologico, ma attraverso ricordi, digressioni e spiegazioni continuamente rimandate.

Dalla fine della prima guerra mondiale Todd convive con una grave malattia cardiaca che potrebbe ucciderlo in qualsiasi momento. La consapevolezza della precarietà della propria vita lo ha condotto ad assumere abitudini eccentriche e a osservare con distacco le convenzioni sociali. Intrattiene inoltre da anni una relazione con Jane Mack, moglie del suo amico e cliente Harrison Mack, con la tacita accettazione di quest'ultimo. Non è certo se la figlia della coppia, Jeannine, sia nata da Harrison o da Todd.

L'attività principale del protagonista è tuttavia l'«Indagine», una ricerca iniziata dopo il suicidio del padre. Todd tenta di comprendere le ragioni di quel gesto attraverso lettere, documenti, interrogatori e minuziose ricostruzioni, ma giunge progressivamente alla conclusione che non esistano ragioni ultime per attribuire valore a qualcosa e, di conseguenza, neppure una ragione definitiva per vivere.

La mattina del 21 giugno Todd decide pertanto di suicidarsi. Dopo aver sistemato diversi affari professionali e personali, progetta di far esplodere il battello dell'Opera Galleggiante, sul quale sono riuniti centinaia di abitanti di Cambridge per assistere a uno spettacolo. La morte individuale si trasforma così in un progetto di distruzione collettiva, giustificato dal protagonista attraverso la medesima negazione di ogni valore assoluto.

L'esplosione, tuttavia, non avviene. Todd sopravvive e riconosce che l'assenza di una ragione ultima per vivere non costituisce, di per sé, una ragione sufficiente per morire. Pur senza abbandonare il proprio relativismo, accetta la possibilità di continuare a vivere sulla base di motivazioni contingenti e provvisorie.

Temi e stile

Il centro filosofico del romanzo è costituito dal rapporto fra nichilismo e suicidio. L'Indagine di Todd conduce alle conclusioni che non esiste una ragione ultima per attribuire valore alle cose e che, pertanto, non può esistere una ragione definitiva per vivere. Il fallimento del progetto suicida non determina però una conversione a un sistema di valori assoluti: mostra piuttosto che la mancanza di fondamenti ultimi può giustificare tanto la morte quanto la prosecuzione dell'esistenza.

Il libro è stato frequentemente interpretato nel contesto della diffusione dell'esistenzialismo negli Stati Uniti degli anni cinquanta e accostato a Il mito di Sisifo di Albert Camus. Haddox ha tuttavia proposto di considerarlo anche come un confronto con il modernismo letterario del Sud degli Stati Uniti e, in particolare, con l'eredità di William Faulkner. La ricerca di Todd intorno al suicidio paterno richiama infatti figure faulkneriane ossessionate dal passato familiare e dall'incapacità di corrispondere al modello dei padri.

Il padre di Todd appartiene al tipo sociale del gentiluomo-avvocato meridionale: uomo rispettabile ma economicamente decaduto, rappresentante di un ordine patriarcale del quale il figlio subisce l'autorità e al tempo stesso constata il fallimento. In questa prospettiva, il nichilismo di Todd esprime anche la crisi della società bianca e proprietaria del Maryland, fondata su gerarchie familiari, economiche e razziali ormai in disgregazione.

Lo stesso spettacolo dell'Opera Galleggiante comprende numeri di minstrel show e caricature razziste. Secondo Haddox, il pubblico bianco riunito sul battello rappresenta simbolicamente una comunità che trova una provvisoria unità nell'esclusione degli afroamericani. Todd osserva criticamente quel sistema, ma continua a esserne partecipe: il suo atteggiamento oscilla così fra rifiuto e conservazione dei privilegi dell'ambiente al quale appartiene.

La narrazione è costruita attraverso frequenti digressioni, anticipazioni, ritorni all'indietro e interventi rivolti direttamente al lettore. Todd richiama più volte la natura artificiale del racconto, discute l'ordine nel quale esporre i fatti e presenta le proprie convinzioni filosofiche come maschere provvisorie. In un capitolo due azioni simultanee sono stampate in colonne parallele, obbligando il lettore a scegliere l'ordine della lettura. Tali procedimenti costituiscono una forma iniziale di metafiction, ancora priva dell'esplicita elaborazione teorica che caratterizzerà le opere successive di Barth.

Il titolo designa il battello-spettacolo che percorre le acque soggette alle maree del Maryland, ma possiede anche un significato metanarrativo. Todd immagina un teatro collocato su un'imbarcazione non ormeggiata, dalla quale gli spettatori posti sulle rive potrebbero vedere soltanto frammenti discontinui della rappresentazione. Per ricostruire quanto non hanno visto o udito, dovrebbero affidarsi all'immaginazione e ai racconti altrui: un'immagine della conoscenza incompleta della vita e della struttura frammentaria del romanzo.

Accoglienza critica

I primi critici accostarono il romanzo a Tristram Shandy di Laurence Sterne, al Candido di Voltaire, all'opera di Louis-Ferdinand Céline e ad Albert Camus. La candidatura al National Book Award del 1957 contribuì alla prima affermazione letteraria di Barth, benché il libro avesse inizialmente una diffusione limitata.

La critica successiva ha spesso considerato L'opera galleggiante un'opera di transizione, leggendo le sue sperimentazioni alla luce della narrativa postmoderna e apertamente metanarrativa sviluppata da Barth negli anni sessanta. Questa lettura retrospettiva ha contribuito a lasciare in secondo piano il rapporto del romanzo con il Maryland, con Faulkner e con la tradizione letteraria e sociale del Sud.

Edizioni italiane

La prima traduzione italiana, realizzata da Henry Furst, fu pubblicata da Longanesi nel 1968. La medesima traduzione fu riproposta da Bompiani nel 1996; dal 2003 il romanzo è pubblicato da minimum fax in una versione attribuita a Henry Furst e Martina Testa.

John Barth, L'opera galleggiante, traduzione di Henry Furst, Milano, Longanesi, 1968. John Barth, L'opera galleggiante, traduzione di Henry Furst, Milano, Bompiani, 1996, ISBN 88-452-2768-5. John Barth, L'opera galleggiante, con un saggio dell'autore, traduzione di Henry Furst e Martina Testa, Roma, minimum fax, 2003, ISBN 88-87765-79-0. John Barth, L'opera galleggiante, con un saggio dell'autore, traduzione di Henry Furst e Martina Testa, Roma, minimum fax, 2018, ISBN 978-88-7521-890-4. John Barth, L'opera galleggiante, traduzione di Henry Furst e Martina Testa, Roma, minimum fax, 2022, ISBN 978-88-3389-350-1.

Note

Voci correlate

John Barth La fine della strada Letteratura postmoderna Metafiction Nichilismo

Collegamenti esterni

Categoria:Romanzi di autori statunitensi Categoria:Romanzi ambientati negli Stati Uniti d'America