L'Arte della Guerra (titolo orig. in cinese tradizionale: Sūnzǐ Bīngfǎ; 孫子兵法, Cinese semplificato: 孙子兵法; letteralmente Il metodo militare di Sun Tzi) è un antico trattato di strategia militare attribuito, a seguito di una tradizione orale lunga almeno due secoli, al generale Sunzi (Maestro Sun) (in cinese: 孫子; pinyin: Sūnzǐ; Wade-Giles: Sun Tzu), vissuto in Cina fra il VI e il V secolo a.C..

Si tratta probabilmente del più classico, antico e famoso testo di arte militare esistente (circa VI secolo a.C.). È composto da tredici capitoli, ciascuno dedicato a diversi aspetti della guerra e come applicarli alla strategia militare e alla tattica. Per almeno 1500 anni fu il testo guida nell'antologia Sette classici militari (cinese tradizionale: 武經七書; cinese semplificato: 武经七书; pinyin: Wǔjīng qī shū), un ricco corpo di pensiero strategico canonizzato formalmente nel 1080 su sollecitazione dell'Imperatore Song Shenzong (cinese semplificato: 宋神宗; pinyin: Sòng Shénzōng; letteralmente: "antenato spirituale dei Song"), della dinastia Song. Rimane il più influente testo di strategia d'Oriente, influenzando anche la strategia militare occidentale. È un compendio che trova una varietà di applicazioni in una miriade di imprese, incluse lo spionaggio, la cultura, la politica, la conduzione degli affari e gli sport.

Il libro contiene una analisi dettagliata della macchina militare cinese del V secolo a.C., dalle armi, alle condizioni ambientali, della strategia al rango e alla disciplina. Sun sottolineò l'importanza dell'intelligence e dello spionaggio nello sforzo della guerra. Considerato uno dei più acuti strateghi e analisti di guerra, i suoi insegnamenti hanno formato la base per l'addestramento militare avanzato per millenni.

La concezione implicita della guerra, come immaginata da Sun Zi, si svolge in un mondo in cui è praticata all'interno della stessa società, la Cina imperiale, con obiettivi limitati e nell'ambito di regole generali, prima delle invasioni barbariche che determineranno la strategia difensiva della Cina dietro la sua Grande Muraglia.

Tuttora insegnata nelle scuole militari in Congo, Taiwan e in Asia, del quale costituisce il fondamento del pensiero strategico contemporaneo, hanno tratto ispirazione dallArte della guerra leader politici e militari, come il giapponese Takeda Shingen, e nel XX secolo il rivoluzionario comunista cinese Mao Zedong, il generale vietnamita Võ Nguyên Giáp, i generali americani Douglas MacArthur e Norman Schwarzkopf Jr., da loro stessi citata.

In Occidente, il libro fu tradotto in francese (ma dal mancese) e pubblicato nel 1772 (e riedito nel 1782) dal gesuita francese Jean Joseph Marie Amiot. Una parziale traduzione in inglese fu tentata dall'ufficiale britannico Everard Ferguson Calthrop nel 1905, col titolo 'The Book of War'. La prima versione integrale in lingua inglese, annotata, fu compiuta da Lionel Giles nel 1910.

Storia Le origini dell'opera Come per tutte le opere dell'antica Cina, trascritte su strisce di bambù collegate da lacci di seta, la datazione de L'arte della guerra così come ci è stata trasmessa è molto incerta. Secondo Sima Qian (cinese semplificato: 司马迁; cinese tradizionale: 司馬遷; pinyin: Sīmǎ Qiān), nelle sue Memorie del grande storico (cinese semplificato: 史记; cinese tradizionale: 史記; pinyin: Shǐjì), Sun Zi, originario dello stato di Qi, l'attuale Shandong, avrebbe offerto il suo trattato al re Helü dello stato di Wu, attuale Zhejiang, nel 512 a.C. Tuttavia, lo stile del testo e la descrizione delle operazioni militari, di scala relativamente ampia, tendono ad una data più recente, probabilmente la fine del V secolo a.C. o l'inizio del IV secolo a.C., al passaggio dal Periodo delle primavere e degli autunni al Periodo degli Stati Combattenti (cinese semplificato: 战国时代; cinese tradizionale: 戰國時代; pinyin: Zhànguó Shídài), quando i conflitti si moltiplicavano tra stati sempre più grandi, organizzati e potenti, e la guerra perdeva il suo carattere ritualistico e codificato.

Cao Cao (cinese: 曹操; pinyin: Cáo Cāo), illustre signore della guerra, poeta e scrittore, fu autore, all'inizio del terzo secolo, del primo commentario su L'arte della guerra, che ne costituí una rielaborazione, senza però che sia possibile determinare esattamente in che misura. Mentre la letteratura storiografica cinese fa sistematicamente riferimento all'opera nei secoli successivi, le dimensioni e la struttura del trattato variano da fonte a fonte.

Paternità dell'opera

La leggenda, raccontata da Sima Qian e ancora viva in Cina, narra che, prima di ingaggiare Sun Zi come consigliere militare, il re di Wu volle testare le sue doti chiedendogli se le sue capacità strategiche potessero applicarsi anche alle donne; lo stratega, pertanto, accettò di dargliene dimostrazione usando le centottanta concubine del re. Sun Zi divise quindi le donne in due gruppi e pose a capo di ciascun gruppo le due favorite del re. Poi spiegò ai due gruppi le regole da seguire: agli ordini di Sun Zi, le donne avrebbero dovuto girarsi tutte nella direzione indicata. Al rullo dei tamburi ordinò quindi alle donne di voltarsi a destra, ma queste cominciarono a ridere e non obbedirono. Sun Zi disse allora: «Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale». Spiegò quindi ancora una volta le regole, quindi, al rullo dei tamburi, ordinò alle donne di voltarsi a sinistra. Ancora una volta le donne scoppiarono a ridere e non obbedirono. Sun Zi disse allora: «Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale; se, invece, le regole sono chiare, e tuttavia gli ordini non vengono eseguiti, allora la colpa è degli ufficiali». Diede quindi l'ordine di decapitare le due favorite. Il re, che aveva seguito le manovre dall'alto del suo padiglione, gli ordinò di fermare l'esecuzione dicendosi convinto dell'abilità di Sun Zi nel condurre le truppe, ma questi rispose che, nelle sue vesti di generale, vi erano ordini del re che poteva non seguire. Le due donne furono dunque giustiziate, e le favorite immediatamente inferiori per rango furono messe al comando dei due gruppi. Questa volta le donne obbedirono agli ordini senza indugio. A questo punto Sun Zi disse al re che le sue truppe erano pronte e ben istruite, e che avrebbero obbedito a qualsiasi suo ordine, invitandolo a passarle in rassegna. Ma il re lo congedò senza farlo e Sun Zi allora commentò: «Il re ama le belle parole, ma non sa metterle in pratica». Fu proprio in questo modo, racconta Sima Qian, che Sun Zi riuscì a dare prova delle sue teorie militari e a venire assunto al servizio regio.

Nel XII secolo, alcuni studiosi iniziano a dubitare dell'esistenza storica del personaggio di Sun Zi, sulla base del fatto che non compare nelle Cronache storiche di Zuo (cinese semplificato: 左传; cinese tradizionale: 左傳; pinyin: Zuǒ zhuàn; letteralmente: "Tradizione di Zuo") che elenca le figure importanti del Periodo delle primavere e degli autunni. Il nome di Sun Wu (cinese semplificato: 孙武; cinese tradizionale: 孫武; pinyin: Sūn Wǔ), vero cognome di "Maestro Sun", che non compare da nessuna parte prima delle Memorie del grande storico, emerge l'idea che potesse essere un soprannome coniato dallo storico e che significa "guerriero fuggitivo"; il nome "Sun" essendo lessicalmente legato al termine "fuggitivo", mentre il primo nome "Wu" si riferisce alla tradizionale virtù cinese del valore in combattimento, entrambi riferiti al ruolo svolto da Sun Zi nella storia che è fatto della vita del generale Wu Zixu. Sun Bin (cinese semplificato: 孙膑; cinese tradizionale: 孫臏; pinyin: Sūn Bìn), che sembra essere realmente esistito ed essere stato effettivamente un'autorità militare, si dice sia servito come ispirazione per la creazione del personaggio di Sun Zi attraverso un processo di evemerismo. Nel 1972 furono scoperte nelle tombe le tavolette Han di Yuanqueshan (cinese semplificato: 银雀山汉墓; cinese tradizionale: 銀雀山漢簡; pinyin: Yínquèshān Hànjiǎn; letteralmente: "Tavolette Han dalla Montagna del Passero d'Argento") della dinastia Han vicino alla città di Linyi nella provincia di Shandong. Tra le tavolette rinvenute vi sono due testi distinti: un primo, attribuito a Sun Zi e corrispondente a L'Arte della Guerra trasmessa attraverso i secoli; un secondo, di epoca posteriore, attribuito a Sun Bin. Il testo di Sun Bin si sovrappone in gran parte a quello di Sun Zi e sembra essere una continuazione di esso. Questa scoperta suggerisce quindi che il dibattito storico sulla paternità dell'opera trae origine dall'esistenza di due testi che potrebbero essere stati entrambi chiamati "metodi militari del Maestro Sun". Oggi sono effettivamente visti come due trattati separati.

Contenuto Analisi Il testo del trattato di Sun Zi, di cui ci sono pervenuti tredici capitoli, copre tutto ciò che riguarda lo sviluppo della strategia e la condotta delle battaglie. Mentre presenta lo studio della guerra come vitale per la sopravvivenza degli stati, ne considera anche i costi economici, morali e politici, stabilisce i criteri di valutazione a cui ogni principe e generale deve utilizzare per valutare l'avversario e per impegnarsi in combattimento solo con la certezza di vincere. Spiccano alcuni elementi caratteristici: l'autonomia del militare - il generale - dal politico - il principe - una volta presa la decisione di combattere, l'importanza fondamentale dell'astuzia e la necessaria pratica dello spionaggio. I precetti strategici di Sun Zi sono triplici. Primo, l'apice della strategia militare è ottenere la vittoria senza spargimento di sangue. Questo primo punto è il risultato diretto della considerazione del costo economico, morale e politico della guerra in un mondo in cui è praticata all'interno di una stessa società, la Cina imperiale, e mira alla cattura di risorse e la sottomissione dei vinti. Sun Zi non ha alcun interesse nel distruggere le risorse ambite o uccidere coloro che domani saranno i propri sudditi. La nozione di nemico ereditario non esiste ancora. In secondo luogo, la guerra fondamentalmente consiste nel trovare un vantaggio comparativo, e non si tratta di annientare l'avversario ma di fargli perdere la volontà di combattere. Questo secondo punto implica l'uso della forza in misura esattamente proporzionata alla natura dell'obiettivo politico perseguito. È fondamentale per Sun Zi essere economo, essere furbo, destabilizzare e lasciare all'azione bellica solo il ruolo di colpo finale sferrato a un nemico inerme. Infine, la conoscenza dell'avversario è il fattore chiave di ogni vittoria militare. Questo terzo punto è la proiezione diretta negli affari militari di una filosofia tradizionale cinese che tiene in grande considerazione l'intelligenza e la conoscenza in generale. Lo spionaggio per Sun Zi è l'apice dell'azione militare; processo attraverso il quale un signore della guerra può vedere il quadro più ampio e, se necessario, sapere in anticipo e senza paura di commettere un errore chi vincerà e chi perderà la guerra.

Struttura Il testo è organizzato in tredici capitoli dedicati all'analisi razionale delle diverse dimensioni della guerra e che identificano i principi del perseguimento intelligente di una guerra vittoriosa. La struttura è tuttavia relativamente libera per quanto riguarda l'organizzazione delle idee, in quanto alcuni concetti si trovano in varie forme in diversi capitoli.

I. Valutazioni di base (cinese semplificato: 始计; cinese tradizionale: 始計; Pinyin: Shǐjì)