La Santa Teresa riceve il collare, detta anche Visione di santa Teresa, è un dipinto a olio su tela (285,5 × 190 cm) del Guercino, databile al 1660-1661 circa e conservato nel monastero «Cuore Immacolato di Maria» delle Monache carmelitane scalze di Bologna.
Il dipinto fu pulito e rifoderato in occasione della mostra tenutasi a Bologna, nel palazzo dell’Archiginnasio, dal 1º settembre al 18 novembre 1968. Storia Il dipinto è citato da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice fra le opere eseguite nel 1661: «[fece] una tavola d'altare con s. Teresa, e s. Gioseffo per le Madri Scaleze di Bologna.»
Il pagamento di questa opera è registrato anche nel Libro dei conti.Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. In data 21 marzo 1661 è annotato: «Dal Mag:oo Giovanni Cecchini, Fatore delle Mad.re Scalze di San.a Teresa qui di Bologna si è ricevuto lire ottocento di monetta di Bologna, e questo è il pagamento del quadro della San.a Teresa con la Madonna, e san Gioseppe, fatte alle Medeme Madre, e questi fano Scudi 200.» Benché sia stato pagato nel 1661,
Il dipinto fu collocato nella chiesa di San Gabriele, annessa al convento delle carmelitane scalze in via Santo Stefano a Bologna, edificio tuttora esistente. Qui è ricordato da Malvasia nel 1750: «La Beata Vergine, S. Giuseppe e Santa Teresa è del Barbieri».
Nel 1811 il dipinto fu rimosso dalla chiesa e trasferito alla Pinacoteca di Brera di Milano, dove nel 1907 è registrato con la seguente provenienza: «555. Guercino — Visione di S. Teresa. [...] Dalla chiesa di S. Gabriele delle Scalze in Bologna, 1811». Nel 1965 fece ritorno a Bologna e fu dato in deposito al nuovo convento delle carmelitane scalze, in via Siepelunga 51. Descrizione e stile Il dipinto raffigura una visione di Teresa d'Avila, riformatrice dell'Ordine dei carmelitani scalzi, avvenuta il 15 agosto 1562 ad Avila, pochi giorni prima della fondazione del monastero di San Giuseppe, primo dei diciassette conventi da lei istituiti.
Inginocchiata in primo piano, santa Teresa si dispone a ricevere dalla Vergine una preziosa collana, elemento caratteristico dell'iconografia di questa visione. Secondo il racconto teresiano, Maria le apparve insieme a san Giuseppe e le pose la collana al collo quale segno di protezione e di approvazione della nuova fondazione.
La Madonna, seduta sulle nubi, si china verso la santa, tenendo fra le mani la collana che sta per porle al collo. Alla destra, san Giuseppe assiste alla scena in atteggiamento assorto. Sullo sfondo, all'estremità destra, si innalza una colonna con capitello corinzio, mentre nella parte superiore due angioletti si librano fra le nubi.
In opere come questa, alcuni brani preannunciano gli sviluppi della pittura bolognese del tardo Seicento, in particolare quelli riconducibili a Carlo Cignani.
Sono noti sei disegni preparatori per il dipinto. Uno di essi presenta una composizione assai più elaborata rispetto alla versione definitiva, circostanza che ha fatto supporre che il Guercino avesse sottoposto alle monache diverse soluzioni esecutive. La scelta sarebbe quindi caduta su una composizione più semplice, forse anche per ragioni economiche, poiché il compenso di 200 scudi risulta sensibilmente inferiore a quello abitualmente richiesto dal pittore. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti a Bologna Categoria:Dipinti su san Giuseppe Categoria:Dipinti su Maria Categoria:Dipinti su santa Teresa d'Avila