Tuber magnatum (Picco, 1788) è un fungo ascomicete commestibile noto comunemente come tartufo bianco.
Aree di raccolta Il tartufo bianco è molto diffuso nell'area di Alba (CN), dove si svolge annualmente la più antica Fiera del Tartufo bianco promossa da Giacomo Morra. Poco lontano dalla cittadina piemontese, precisamente nel Castello di Grinzane Cavour, ogni anno si tiene l'Asta Mondiale del Tartufo bianco d'Alba.
Comunque tutto il Basso Piemonte, vale a dire Langhe, Roero, Tortonese, Monferrato e Monregalese, è ricco di tartufi bianchi. Altre regioni d'Italia che vantano la raccolta dello stesso prodotto sono in particolare l'Appennino tosco-emiliano e l'Appennino umbro-marchigiano, le Crete senesi e i boschi planiziali di Muzzana del Turgnano, nella Bassa Friulana.
Utilizzando piantine con radici micorrizate, una coltivazione sperimentale in Nuova Aquitania ha dato risultati promettenti. Si tratta dei primi tartufi bianchi pregiati raccolti in una piantagione situata al di fuori dell'areale geografico naturale di questa specie.
Descrizione della specie Corpo fruttifero
2–9 cm, globoso, irregolare, vellutato, color ocra.
Peridio
Con superficie liscia, di colore giallo ocra o giallo-oliva, a volte anche grigio-verdastro. Fine estate autunno ed inverno
Gleba
Bianca, di aspetto marmorizzato, con l'età assume colorazione a macchie rossastre su fondo grigio. Odore: intenso con toni che ricordano il tetraidrotiofene (utilizzato per l'odorizzazione del gas metano destinato alla distribuzione domestica) o il formaggio fermentato.
Microscopia
Spore ovoidali, reticolate, 32-45 × 30-40 µm, gialle in massa Aschi da mono a tetrasporici, 60-120 × 40-100 µm, globosi, a volte sub-peduncolati
Habitat Fungo simbionte e ipogeo, cresce interrato a profondità che possono andare da pochi centimetri fino a oltre il metro, in associazione con latifoglie (pioppi, tigli, querce ecc.) in terreni argillosi, spesso lungo corsi d'acqua, a fine estate e in autunno-inverno.
Il tartufo bianco cresce in terreni marnosi-calcarei, dove sono presenti le piante di faggio, nocciolo, cerro, rovere, roverella, pioppo, carpino, salice o tiglio.
Commestibilità È uno dei funghi più pregiati e viene consumato abitualmente con tagliolini al burro, risotti, carni che non abbiano un sapore troppo pronunciato e uovo fritto. È affettato sottilmente con una mandolina o con il tipico affettatartufo.
È consigliato, inoltre, non abbinarlo a cibi che abbiano molta acidità oppure a cibi che abbiano un sapore deciso: si rischierebbe di coprire il sapore delicato del tartufo bianco.
Sinonimi e binomi obsoleti Tuber griseum Tuber album
Nomi comuni
Tartufo bianco, tartufo di Alba, tartufo del Piemonte, tartufo di Acqualagna Italienische Trüffel Trifola (lingua piemontese e dialetto bolognese) Tartufola (lingua veneta)
Specie simili Choiromyces meandriformis
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Taxa descritti nel 1788 Categoria:Tuberaceae Categoria:Tartufi