Via Cesare Rosaroll ( napoletana: ) è una strada storica di Napoli, nel quartiere di San Lorenzo. Scende da via Foria, all'altezza della caserma Garibaldi, passando per lo slargo che accoglie Porta Capuana e l'ex Palazzo della Pretura (tra via Casanova e piazza S. Francesco a Capuana) fino a congiungersi al corso Garibaldi e alla piazza Principe Umberto.
Storia Prima di diventare una strada, il tracciato era un profondo canalone, letto di un torrente che scendeva dalla zona dei Vergini e proseguiva fino al Carmine. Lungo questo canalone corse, nella seconda metà del XV secolo, la cinta muraria aragonese, di cui restano oggi due torri: la torre Sant'Anna, nella parte bassa presso Porta Capuana, e la torre San Michele, al termine della salita Pontenuovo. Una terza torre, detta Duchesca, sopravvive incorporata negli edifici di vico Santa Caterina a Formiello; una quarta, la torre Sirena, è scomparsa.
Presso la torre San Michele un ponte a quattro arcate, in prosecuzione della salita Pontenuovo, scavalcava il fossato e permetteva di raggiungere il borgo Sant'Antonio Abate, costituendo un'importante via di uscita dalla città. Vedute d'epoca documentano anche un gioco tradizionale, popolare tra i sovrani aragonesi, che si svolgeva lungo il tratto di mura compreso tra la torre del Salvatore, su via Foria, e la torre San Michele.
L'apertura della strada Il fossato fu colmato verso la metà dell'Ottocento, dando origine al tracciato dell'attuale via Rosaroll. La strada fu intitolata a Cesare Rosaroll, patriota napoletano, nell'ambito del programma toponomastico avviato dopo l'Unità d'Italia per onorare le figure che si erano opposte alla monarchia borbonica, spesso a scapito delle denominazioni storiche precedenti.
Negli anni venti del Novecento la strada ospitò un vivace ritrovo di artisti e intellettuali, ricordato come il "Quartiere latino" napoletano.
Le due torri aragonesi superstiti versano oggi in stato di abbandono. Sui blocchi di piperno che compongono la torre San Michele sono incisi simboli che alcuni studiosi ritengono riconducibili alle sigle delle squadre di cavatori delle cave di Soccavo, simili a quelli osservabili nella chiesa del Gesù Nuovo.
Edifici Lungo la strada si allineano diversi palazzi censiti nel catalogo dei beni culturali, per lo più realizzati tra Sette e Ottocento in muratura di tufo con pavimentazioni in piperno, organizzati intorno a corti centrali e serviti da scale a doppia rampa:
Il palazzo al civico 77, risale al 1732 e presenta tre corpi scala, due laterali e uno centrale, oltre a tre fronti liberi su via Rosaroll, vico Santa Caterina e vico Cappella. I palazzi ai civici 85 e 171 risalgono alla metà dell'Ottocento, il primo con un imponente corpo scala ad archi ribassati affacciato sulla corte. Il palazzo al civico 161, del 1856, ha una corte porticata e una scala interna con gradini in marmo bardiglio. Il palazzo al civico 151, degli anni sessanta dell'Ottocento, ha una corte porticata con finestre ovali modanate. Il palazzo al civico 95, edificato tra il 1875 e il 1888, ha pianta trapezoidale e una scala a struttura mista, in parte ricostruita in cemento armato. Il palazzo al civico 141, del 1899, presenta un androne a volte a crociera riccamente decorate e si sviluppa su sei livelli. Il palazzo al civico 74, della prima metà del Novecento, ha pianta trapezoidale e struttura mista in muratura e cemento armato.
Monumenti All'incrocio tra piazza Principe Umberto e via Cesare Rosaroll è affissa una lapide monumentale in marmo del 1923, dedicata ai caduti della prima guerra mondiale della sezione Vicaria. L'opera, fusa dalla fonderia Chiurazzi su modello dello scultore Gino De Micheli, raffigura in bronzo l'Italia turrita, e un tripode decorato da testine di ariete.
Note
Bibliografia
Voci correlate Porta Capuana Strade di Napoli
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