Habeas corpus è un film del 1987 diretto da Jorge Luis Acha, autore anche della sceneggiatura. Il film non è mai stato distribuito commercialmente nelle sale.

Si tratta di un'opera appartenente al genere del cinema sperimentale, che ha vinto il premio per la migliore regia (condiviso con Víctor Dinenzon) al Festival de Operas Primas di Bariloche nel 1988.

Analisi critica e accoglienza internazionale Ambientato durante l'ultima dittatura militare argentina, il film si svolge quasi interamente all'interno di un centro di detenzione clandestino, concentrandosi sulla relazione tra un repressore solitario e un prigioniero politico. La narrazione priva di dialoghi si affida interamente a un paesaggio sonoro che sovrappone le registrazioni d'archivio della visita di Papa Giovanni Paolo II in Argentina nel 1982 al silenzio claustrofobico della cella.

Nella sua analisi sulla dimensione semiotica e politica del film, Juan Pablo Bertazza evidenzia la presenza di due simboli centrali che interagiscono nell'opera: il pesce — emblema storico del cristianesimo clandestino — e l'autostrada, insegna delle infrastrutture urbane sotto la dittatura militare. Bertazza attribuisce alla giustapposizione di questi elementi una denuncia della complicità tra settori della Chiesa e il regime repressivo, di fronte a una società che circola indifferente in superficie mentre sottoterra un giovane è sottoposto a torture.

Inoltre, viene sottolineata l'omologia che il film stabilisce tra il martirio del prigioniero e la Passione di Cristo nel contesto della Settimana Santa. Questa identificazione teologico-politica è rafforzata da elementi liturgici e intertestuali: l'uso del palindromo del Quadrato del Sator sulle pareti della cella come salvacondotto ermetico di liberazione e le risonanze con il romanzo Il vagabondo delle stelle di Jack London, in cui la reclusione fisica lascia il posto a un'evasione metafisica

Da parte sua, il critico Gustavo Bernstein evidenzia la tensione omoerotica del film e il suo dialogo con il cortometraggio di Jean Genet, Un chant d'amour, oltre ai richiami letterari al racconto di Jorge Luis Borges, «La scrittura del dio».

Le retrospettive in festival internazionali, come il Festival des 3 Continents e la Viennale, hanno anche evidenziato come l'opera trasformi lo spazio carcerario in uno spazio rituale in cui si incrociano l'iconografia del sacrificio cristiano, il martirio politico e la fascinazione sensoriale per il corpo maschile.

Cast Jorge Diez Luis Nieto Oscar Vernales

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

, recensione su Página/12 , saggio critico su Hacerse la crítica

Categoria:Film argentini del 1987