La Chiesa di Surp Garabet, lett. "Chiesa di San Giovanni Battista"; (; )La forma "Surp Garabet" riflette la pronuncia dell'armeno occidentale, parlato dalla comunità di Istanbul, in cui le occlusive sonore ը/գ/դ dell'armeno classico si realizzano come sorde (b→p, g→k, d→t); è la forma attestata nelle fonti turche e nell'uso corrente della comunità armena locale. è una chiesa armena apostolica situata nella mahalle di Muratreis del distretto di Scutari, nella provincia di Istanbul, in Turchia.
Ubicazione La chiesa si trova in Vasiyet Sokak No: 6/3, a Bağlarbaşı - Yeni Mahalle, nella mahalle di Muratreis, a Scutari, nel lato asiatico di Istanbul..
Dedica La chiesa è dedicata a San Giovanni Battista (Garabet in armeno significa "il precursore").
Storia Bağlarbaşı è un insediamento abitato dagli armeni fin dal XVI secolo. Nel XVIII secolo un mercante di nome Aram vi acquistò un ampio terreno da adibire a cimitero, e i notabili della comunità armena vi vennero sepolti. Pamukciyan riporta il testo inciso sulla lapide di Mosik, pescatore kabadayı ("gradasso, "bullo")Kabadayı è una figura tipica della cultura urbana ottomana e poi turca, spesso tradotta impropriamente come "gradasso" o "bullo", ma il concetto è più specifico e ha una storia precisa. Letteralmente "zio grezzo/rozzo" (kaba = rozzo, ruvido; dayı = zio materno, ma anche appellativo rispettoso per un uomo anziano o autorevole del quartiere), il kabadayı era una figura maschile di riferimento nelle mahalle di Costantinopoli tra Ottocento e primi del Novecento: un uomo forte, spesso di umili origini, che si imponeva per prestanza fisica, coraggio dimostrato in risse o duelli, e un proprio codice d'onore informale. morto accoltellato in una rissa il 5 settembre 1840 e qui sepolto: "Nessuno dica che è mio / io ho detto che è mio / e chi dice che è mio / diventi come me". Si sa che la chiesa di Surp Garabet è stata a suo tempo, tra il XVIII e il XIX secolo, un importante centro culturale per gli armeni della zona. Si racconta che il primo seminario ecclesiastico armeno di Costantinopoli sia stato aperto accanto alla chiesa nel 1719-20. Pamukciyan segnala inoltre l'esistenza, di fronte alla chiesa, di un monastero dei religiosi armeni di Gerusalemme, accanto al quale si estendevano ampi vigneti ().Turco per "vigna, vigneto". Ricorrente nella toponomastica di Istanbul (cfr. Bağlarbaşı, "in cima ai vigneti") a indicare aree un tempo coltivate a vite, spesso di proprietà ecclesiastica o monastica. di proprietà del monastero stesso; questi vigneti arrivavano fino al Cimitero Armeno di Bağlarbaşı, e l'insediamento sorto su questi terreni prese il nome di Vank Bağı ("la vigna del monastero").Dal turco, a sua volta dall'armeno vank' (վանք): "monastero". Il termine è entrato nella toponomastica turca di area armena per indicare insediamenti o quartieri sorti in prossimità di un monastero. Al posto di una chiesa lignea già attestata nel 1555, ne fu edificata una nuova nel 1617, opera del kalfa (capomastro) Sarkis. Alla costruzione presero parte maestranze originarie di Van e Muş, tra i primi abitanti armeni di Scutari, che si stabilirono con le loro famiglie nell'area in seguito nota come YenimahalleToponimo storico ("il quartiere nuovo"), tuttora presente nell'uso locale e in indirizzi non ufficiali della zona, ma non corrispondente ad alcuna mahalle amministrativa attualmente riconosciuta: l'area rientra oggi nella mahalle di Muratreis, Üsküdar. Il quartiere fu colpito da un grande incendio nel 1887, che distrusse anche l'edificio precedente della chiesa.. La scuola fu in seguito ricostruita in muratura nella sede attuale su progetto dell'architetto di corte Garabet Amira Balyan e del cognato Hovhannes Amira Serveryan, aperta come collegio superiore il 13 settembre 1838 con il nome armeno di Cemaran. Sia la chiesa sia la scuola furono distrutte da un incendio divampato il 14 agosto 1887, che durò circa sei ore e mezza L'attuale edificio in muratura risale invece al 1888.
Descrizione La facciata occidentale è caratterizzata da una composizione di finestre rettangolari ripetute con regolarità, mentre le finestre centrali sono animate da colonne e paraste. L'edificio, dotato di tetto a doppio spiovente, presenta sui lati nord e sud della facciata ovest due campanili — in pietra squadrata, articolati su tre livelli — che ne accentuano il dinamismo. Sul lato ovest, lungo l'asse est-ovest dell'edificio, si trova un nartece a pianta rettangolare. A nord dell'abside sono collocati il battistero e una cappella, a sud lo spazio riservato ai cantori (). La pianta segue lo schema della basilica a navata unica Negli ambienti interni colpisce in particolare la lavorazione a traforo, quasi un merletto, della struttura in ferro del portale.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Giovanni Battista, Muratreis Giovanni Battista, Muratreis Istanbul, Muratreis