Il Ritorno del figliol prodigo è un dipinto a olio su tela (156,6 x 146,1 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino intorno al 1654-1655, conservato nel Timken Museum of Art a San Diego. Storia Il dipinto è ricordato da Malvasia nella Felsina Pittrice, che ne colloca l'esecuzione nel 1654 e lo registra tra le opere destinate all'arcivescovo Boncompagni: «All’llustriss. Arcivescovo Boncompagni un figliuol Prodigo di tre mezze figure.»
Il pagamento, tuttavia, compare nel Libro dei conti Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. soltanto sei anni più tardi: il 16 aprile 1660 furono infatti registrati 150 scudi, riscossi dal conte Argesilao Bonfiglioli per conto di Girolamo Boncompagni (1622-1684), arcivescovo di Bologna dal 1651. Dal momento che il cardinale lasciò Bologna per andare a Roma, il 24 maggio 1660 evidentemente saldò il onto prima della partenza.
È citato nel catalogo di Galleria Colonna «Un Quadro di misura simile - Il Figliuol Prodigo - Opera stimata del Guercino» Segnalato sempre nella Galleria Colonna da Friedrich Wilhelm Basilius von Ramdohr.
Non è noto quando il quadro lasciò Roma, ma i Colonna iniziarono a vendere opere d'arte agli inglesi durante le guerre napoleoniche e il dipinto nel 1830 probabilmente entrò nella collezione di Henry Petty-Fitzmaurice terzo marchese di Lansdowne. Sicuramente vi era nel 1844 perché è citato in Lansdowne House come proveniente dalla Galleria Colonna. Viene ricordato da G. F. Waagen erroneamente come proveniente da Palazzo Borghese: «Guercino. — The Prodigal Son ; a good careful picture in his luminous manner. From the Borghese Palace.»
Nel 1930 il dipinto fu posto in vendita dal marchese di Lansdowne presso Christie's a Londra, dove comparve nell'asta del 7 marzo come lotto 443. Dopo essere passato in una collezione privata, nel 1981 giunse alla Matthiesen Fine Art di Londra e fu presentato nella mostra Important Italian Baroque Paintings, 1600–1700, con il numero 27 del catalogo. Nel 1983 l'opera fu acquistata dalla Putnam Foundation ed entrò nelle collezioni del Timken Museum of Art di San Diego. Descrizione Similmente alla versione polacca, anche nella versione conservata al Timken Museum of Art di San Diego la composizione è affidata a tre mezze figure collocate in primo piano. Il padre, posto al centro, accoglie il figlio con un gesto protettivo, sostenendone il braccio e avvicinandolo a sé. Il giovane, seminudo e avvolto da un drappo chiaro, china il capo e si asciuga le lacrime, mentre il corpo inclinato verso il padre sottolinea il carattere supplice e penitente della scena.
Più articolata è invece la presenza del paggio, raffigurato sulla sinistra nell'atto di sollevare una pesante tenda. Questo gesto introduce un elemento di movimento e apre la composizione verso uno scorcio di cielo azzurro con rade nubi chiare. Rispetto alla versione di Włocławek, l'ambientazione risulta così più ariosa e teatrale, pur mantenendo al centro il rapporto emotivo tra padre e figlio.
Stile
Questa interpretazione tarda del tema del ritorno del figliol prodigo, così come la versione ancora successiva eseguita per il cardinale Boncompagni, si distingue nettamente dal dipinto giovanile dello stesso soggetto realizzato nel 1619 per il cardinale Serra. Quest'ultimo costituisce uno degli esempi più caratteristici della pittura narrativa a mezze figure del primo Guercino: la composizione appare costruita attraverso una disposizione quasi casuale di forme sovrapposte, attraversate da improvvisi e brillanti colpi di luce. Questi effetti, apparentemente autonomi, contribuiscono in realtà a dare vita e immediatezza alle figure, conferendo alla scena l'impressione di un episodio osservato nel suo naturale svolgersi.
Nell'opera del 1651 Guercino abbandona invece l'apparente disordine compositivo e la ricchezza dei colori saturi propria della fase giovanile, nella quale la pittura assumeva talvolta il carattere di un vero e proprio tour de force tecnico. La gamma cromatica diviene più chiara e delicata, mentre le figure sono organizzate secondo rapporti più semplici e leggibili e modellate da un'illuminazione morbida e uniforme. L'interesse del pittore non è più rivolto alla vivacità dell'episodio, quanto alla sua essenza emotiva.
La maggiore semplicità della composizione conferisce così particolare rilievo alla figura del padre, la cui accoglienza indulgente diviene il centro affettivo della scena, mentre il giovane servitore viene relegato a un ruolo secondario. Come spesso accade nelle opere della tarda maturità del Guercino, alcuni passaggi sono inoltre trattati con una delicatezza e una morbidezza pittorica assai lontane dall'energia più impetuosa della produzione giovanile.
Note
Bibliografia
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Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nel Timken Museum of Art Categoria:Dipinti su parabole di Gesù