Attivo dalla metà degli anni Novanta, lavora principalmente con fotografia, pittura, video e performance, indirizzando la sua ricerca artistica verso i temi dell'identità e della rappresentazione della figura umana e della dimensione psicologica.Barbara Martusciello, Massimo Scognamiglio, la fotografia e altre storie. Conversazione con l'autore, art a part of cult(ure), 16 novembre 2018.Francesco Arena, Other Identity #211, altre forme di identità culturali e pubbliche: Massimo Scognamiglio, Exibart, 12 luglio 2026.
Carriera
Nel 1998 partecipa alla mostra La coscienza luccicante. Dalla videoarte all'arte interattiva al Palazzo delle Esposizioni di Roma.Paola Sega Serra Zanetti, Maria Grazia Tolomeo (a cura di), La coscienza luccicante. Dalla videoarte all'arte interattiva, Roma, Gangemi Editore, 1998, p. 163, ISBN 8874488629.La coscienza luccicante: dalla videoarte all'arte interattiva, Palazzo delle Esposizioni, 16 settembre–30 ottobre 1998.Massimo Scognamiglio – Strappi e profezie, Artribune.
Nel 2005 è tra gli autori italiani presentati a Videominuto al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, nell'ambito della sperimentazione video con webcam e telefoni cellulari.La serata finale di Videominuto Pop Tv in contemporanea a Prato, Roma e Napoli, Nove da Firenze, 2 settembre 2005.
Nel 2016 realizza con Massimo Buccilli l'opera Outer Space, conservata nella collezione Segni del Museo d'Arte LÌMEN di Vibo Valentia.Outer Space – Busco, Museo d'Arte LÌMEN.La collezione, Museo d'Arte LÌMEN.
Sempre nel 2016 presenta a Roma la mostra fotografica Punk Aristocracy alla Takeaway Gallery. la Repubblica dedica alla mostra un servizio nel quale descrive trenta fotografie in bianco e nero e a colori e riconduce la serie al processo di trasformazione del punk da movimento eversivo a fenomeno progressivamente assimilato dalla cultura mainstream.Roma, trenta scatti per raccontare il punk alla Takeaway Gallery, la Repubblica, 26 dicembre 2016.
Nel 2018 Il Quotidiano del Sud gli dedica un approfondimento in occasione della mostra fotografica Terra!, nata dall'esperienza dello sbarco di circa 650 migranti a Vibo Valentia e da una settimana trascorsa a bordo della nave Aquarius.Dal Mediterraneo un racconto di speranza. Incontro con il fotografo Massimo Scognamiglio, Il Quotidiano del Sud, 23 dicembre 2018.
Il tema delle migrazioni è presente anche nel progetto presentato l'anno successivo al Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO), nell'ambito del programma MACRO Asilo. Nel 2019, nella Sala Cinema, presenta Where is the future? Dove è il futuro? | Tales of Humans in a Landscape – edition, attraverso un cortometraggio, fotografie e un dibattito dedicati alla condizione dei migranti e degli occupanti di alcune strutture abitative di Cosenza.Massimo Sconamiglio | Where is the future? Dove è il futuro? | Tales of humans in a landscape - edition, MACRO Asilo, 13 aprile 2019.
Nel 2022 è tra i cinque nuovi finalisti dell'Exibart Prize.I cinque nuovi finalisti, Exibart Prize.
Nel 2023 partecipa alla collettiva Because – Perché Sì, organizzata dalla Dorothy Circus Gallery nelle sedi di Roma e Londra.Libertà e immaginazione: la collettiva alla Dorothy Circus Gallery nelle due sedi di Roma e Londra, Exibart, 17 marzo 2023.
Nel 2025 presenta a Roma la mostra The Space Between Us, curata da Uros Gorgone e realizzata in coproduzione con la Fondazione Solares delle Arti. Il progetto riunisce lavori sviluppati nell'arco di circa dieci anni e incentrati sul rapporto tra immagine, inconscio e identità.Il segno dell'inconscio: Massimo Scognamiglio in mostra a Roma con Supermartek e la Fondazione Solares, Fondazione Solares delle Arti.
Ricerca artistica
Barbara Martusciello ha individuato nella produzione fotografica di Scognamiglio un passaggio dall'immaginario della fotografia di moda verso un rapporto più articolato tra ritratto, paesaggio e costruzione narrativa. Nella sua lettura ricorrono riferimenti alla ritrattistica e alla fotografia delle origini, oltre all'impiego di dittici e sequenze nei quali la figura umana viene accostata a spazi urbani o naturali.
Nel servizio dedicato a Punk Aristocracy, la Repubblica interpreta la serie in relazione al rapporto tra subculture e cultura di massa, descrivendo la trasformazione dell'immaginario punk da movimento eversivo a fenomeno progressivamente assimilato dalla cultura mainstream. Il servizio rileva inoltre la compresenza di riferimenti al punk storico, alle subculture degli anni novanta, tra cui dark e raver, e alle successive rielaborazioni provenienti dalla moda e dalla televisione.
Secondo Francesco Arena su Exibart, il rapporto tra fotografia e pittura si inserisce in una ricerca sull'identità e sull'autorappresentazione sviluppata attraverso linguaggi differenti, tra cui fotografia, pittura, performance e arte digitale.
Arena collega inoltre questa contaminazione tra linguaggi ai temi dell'identità, della dimensione psicologica della figura e del rapporto tra apparenza e interiorità.
Note
Collegamenti esterni
Sito ufficiale