Biografia Domenico Rovegno nacque il 14 aprile 1702 nella terra di San Giovanni di Pallagorio, nell'allora diocesi di Umbriatico. Apparteneva alla famiglia Rovegno, feudataria di Pallagorio: suo padre Gianfrancesco aveva sposato nel 1698 Anna Carafa di Montecalvo. Dal matrimonio nacquero Giuseppe Antonio, primogenito, Domenico e Gianfrancesco Benedetto, venuto alla luce postumo il 19 luglio 1705. Gianfrancesco Rovegno era infatti morto l'11 dicembre 1704, il giorno successivo alla redazione del proprio testamento.

Fu ordinato presbitero il 20 dicembre 1732. Il 7 aprile 1759 Carlo III di Borbone, allora re di Napoli, lo designò alla sede arcivescovile di Brindisi; il successivo 18 aprile Rovegno conseguì presso l'Università di Napoli il dottorato in utroque iure. La designazione regia fu confermata da papa Clemente XIII il 28 maggio 1759 e il 2 giugno gli fu concesso il pallio.

Ricevette l'ordinazione episcopale a Roma il 4 giugno 1759, nella basilica dei Santi XII Apostoli, dal cardinale Enrico Benedetto Stuart, duca di York, assistito da Giovanni Battista Giampè, vescovo titolare di Filippopoli di Arabia, e da Leonardo Cecconi, vescovo di Montalto. Giunse a Brindisi il 20 dicembre dello stesso anno, mentre l'ingresso pubblico e solenne in città ebbe luogo nel luglio 1760.

Durante l'episcopato fu colpito da ripetuti e gravi problemi di salute, che resero difficoltoso l'esercizio del ministero pastorale. Il 20 giugno 1762 lasciò Brindisi e si recò a Napoli per curarsi, seguendo il consiglio dei medici. Durante il soggiorno napoletano si rivolse a Ferdinando IV di Borbone con la Rappresentanza dell'Arcivescovo di Brindisi al Re per l'apertura del porto, con la quale chiedeva interventi destinati a migliorare le condizioni del porto di Brindisi e, più ampiamente, a favorire la ripresa della città.

Nella Rappresentanza attribuiva le proprie malattie all'insalubrità dell'aria di Brindisi e collegava il deterioramento delle condizioni della città alla situazione del porto; pur ritenendo rischioso per la propria salute il ritorno nella sede, dichiarava di voler riprendere il proprio ministero pastorale, facendo rientro a Brindisi il 22 dicembre 1762.

Il 17 ottobre 1763 redasse il proprio testamento, nel quale nominò eredi i fratelli Giuseppe Antonio e Francesco. Morì a Brindisi il 25 ottobre 1763La Hierarchia Catholica, sulla base della documentazione della Dataria apostolica, registra la morte il 25 ottobre 1763 (Ritzler e Sefrin, Hierarchia Catholica Medii et Recentioris Aevi, vol. VI, p. 132); la cronaca di P. Cagnes e N. Scalese, ripresa da Carito, indica invece il 29 ottobre dello stesso anno (P. Cagnes-N. Scalese, Cronaca dei Sindaci di Brindisi 1529-1787, a cura di R. Jurlaro, Brindisi, 1978, p. 448; Carito, Dinamiche del riformismo in periferia. Il caso di Brindisi, nota 11)..

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Papa Clemente XIII Cardinale Enrico Benedetto Stuart Arcivescovo Domenico Rovegno

Note

Bibliografia

Voci correlate Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni Porto di Brindisi Pallagorio

Collegamenti esterni

Categoria:Vescovi e arcivescovi di Brindisi