La Casa della cultura è un edificio civile di Crotone, situato nel centro storico lungo corso Vittorio Emanuele. Deriva dal complesso ospedaliero e conventuale affidato nel 1666 all'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio e nel maggio 1883 fu ceduto al Comune e adattato a casa comunale. Restaurato nel 2003, l'edificio ospita l'Archivio storico comunale e, dal 2018, alcuni servizi della Biblioteca comunale "Armando Lucifero".
Storia Il complesso ospedaliero è attestato alla fine del XVI secolo con il nome di ospedale di San Jacobo ed era destinato all'assistenza dei poveri e dei pellegrini. Con deliberazioni del 1665 e del 1666, l'amministrazione civica ne affidò la gestione ai Fatebenefratelli; fra Bonaventura Pentinachi ne prese formalmente possesso il 27 ottobre 1666. L'ordine doveva garantire l'assistenza ai cittadini, ai forestieri e ai pellegrini, curare la chiesa di Santa Maria della Pietà e mantenere una spezieria.
Un dispaccio reale del 23 giugno 1798 dispose la soppressione del convento e la destinazione dell'ospedale a istituto civico. Il complesso fu danneggiato dal terremoto dell'8 marzo 1832 e dall'anno successivo venne in parte riparato e ricostruito.
Dopo la costruzione di un nuovo ospedale fuori dall'abitato, in via Poggio Reale, nel maggio 1883 il vecchio edificio fu ceduto al Comune e adattato a casa comunale. Un inventario del 1936 documenta al piano terreno tre uffici municipali e al primo piano undici vani, fra i quali l'antica sala consiliare, allora adibita a ufficio tecnico, oltre alla torre dell'orologio. Successivamente l'immobile ospitò anche una scuola elementare e uffici sanitari.
L'edificio, sottoposto a tutela, fu restaurato nel 2003 con fondi del programma europeo PIC Urban. Dal 2018, dopo la chiusura della precedente sede nella Caserma Campana, vi furono trasferiti provvisoriamente alcuni servizi della biblioteca comunale Armando Lucifero.
Descrizione L'aspetto attuale del prospetto principale deriva dai rimaneggiamenti della seconda metà del XIX secolo: al piano terreno due ampie aperture ad arco a tutto sesto sono inserite in un bugnato regolare liscio; il primo piano presenta una balconata su mensole e modanature marcapiano. La facciata è conclusa da una cornice di gronda e da un timpano neoclassico con oculo.
La torre dell'orologio, conclusa da una merlatura a coda di rondine su beccatelli, sarebbe stata ricavata dal precedente campanile. Nel 1906 furono collocate sulla facciata due lapidi: una ricorda i magistrati cittadini uccisi dopo la caduta della Repubblica Napoletana del 1799, l'altra la spedizione dei fratelli Bandiera.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Palazzi di Crotone Categoria:Cultura a Crotone