Paesaggio con pecore e ragazzina (noto anche con l'autentica autografa Prato fiorito) è un disegno a carboncino di dimensioni su carta marroncino applicata su tela realizzato nel 1900 dal pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo.
Conservata presso lo Studio Museo Giuseppe Pellizza a Volpedo, l'opera costituisce un importante disegno autonomo e al contempo uno studio preparatorio legato al dipinto Prato fiorito (Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma) e al ciclo simbolista ideato dall'artista sui temi dell'amore e della vita.
Descrizione L'opera raffigura uno scorcio della campagna circostante Volpedo. Il secondo piano è dominato da un'ampia conca a prato che sale verso la collina di Monleale, uno dei percorsi abitualmente attraversati dall'artista per raggiungere le proprietà di famiglia.
In primo piano, sulla destra, si trova una ragazzina seduta che tiene affettuosamente tra le braccia un agnellino, mentre sulla sinistra è raffigurata una pecora intenta a brucare.
La composizione principale è inserita all'interno di un tracciato circolare (tondo) del diametro di circa . Tuttavia, nella fascia superiore e nell'angolo inferiore sinistro sono visibili estensioni e tratti di vegetazione con cui il pittore ipotizzava la possibilità di dilatare il paesaggio verso una forma quadrangolare di 105 × 110 cm.
Tecnica e stile Il disegno è stato eseguito a carboncino con tocchi di gesso bianco su carta di tonalità marroncino, successivamente incollata su tela. Pellizza sfrutta il colore chiaro del supporto cartaceo per far risaltare, in combinazione con il chiaroscuro del carboncino, la rotondità del corpo degli animali e la morbidezza delle masse vegetali.
Il *ductus* grafico è caratterizzato da un tratteggio d'impronta filamentosa che definisce sia la profondità del prato sia l'andamento dei cespugli in primo piano. L'opera testimonia l'elevata qualità raggiunta da Pellizza nella grafica, che il pittore considerava non un semplice supporto preparatorio, ma una forma d'arte autonoma e compiuta.
Storia Realizzato nel 1900, il disegno si inserisce nella ricerca progettuale del ciclo L'amore nella vita, con cui Pellizza intendeva raffigurare le grandi fasi dell'esistenza umana e della natura secondo una sensibilità simbolista. L'opera presenta uno stretto legame compositivo sia con la tela Pomeriggio d'aprile sia con il tondo ad olio Paesaggio con pastorella e la celebre tela Prato fiorito (1900-1902, GAM di Roma), della quale condivide l'impostazione del paesaggio di fondo.
L'opera rimase a lungo custodita nello studio del pittore a Volpedo. Nel 1937 fu fotografata da Domenico Sartorio collocata su una parete dello studio in occasione dei preparativi per la mostra commemorativa di Pellizza tenutasi a Torino nel 1939. Un'altra testimonianza fotografica d'epoca era conservata nel fondo del critico Enrico Somarè presso l'Archivio Fotografico Civico di Milano.
Negli anni trenta o quaranta del Novecento il disegno lasciò lo studio di Volpedo. Sul retro del supporto è presente un'autentica autografa della figlia dell'artista, Nerina Pellizza, datata 19 gennaio 1938, che attribuisce all'opera il titolo Prato fiorito, unitamente a un'etichetta della Galleria Pesaro di Milano.
Per diversi decenni l'opera rimase all'interno di una collezione privata veneta e la sua ubicazione fu considerata sconosciuta dalla critica, tanto da figurare come "collocazione sconosciuta" nel catalogo generale curato da Aurora Scotti nel 1986.
È stata riscoperta e ripresentata al pubblico nel 2017 alla XXX Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze. Successivamente è stata ricollocata ed esposta presso lo Studio Museo Giuseppe Pellizza a Volpedo, posizionata sulla medesima parete documentata dalle fotografie degli anni trenta.
Bibliografia Aurora Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano, Electa, 1986, p. 402, scheda 1065. Aurora Scotti, Idilli pellizziani. Un grande disegno ritrovato, in Oltre, n. 171, maggio-giugno 2018, pp. 32–39. Aurora Scotti, Paesaggio con pecore e ragazzina, disegno preparatorio in relazione con Prato fiorito, 1900, in Capolavori che ritornano. Omaggio a Pellizza a dalla nascita, Volpedo, Studio Pellizza, 2018, pp. 46–47.
Voci correlate Giuseppe Pellizza da Volpedo Divisionismo Simbolismo
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