La Q di Qomplotto, sottotitolato QAnon e dintorni. Come le fantasie di complotto difendono il sistema, è un ibrido di saggio e romanzo scritto da Wu Ming 1 e pubblicato dalle edizioni Alegre nel 2021. Si tratta di un'analisi del fenomeno cospirazionista QAnon, delle "fantasie di complotto" contemporanee e di quella che secondo l'autore è la loro funzione politica, in quanto "narrazioni diversive", di difesa dello status quo capitalistico.
Storia editoriale
La gestazione del libro inizia nella primavera del 2018, quando il collettivo Wu Ming scopre l'esistenza, negli Stati Uniti, di QAnon. Al centro di questo fenomeno, che sta diventando un movimento di massa, figura un misterioso "Q", presunto whistleblower che pubblica criptici messaggi sul portale 4chan. Situazione che ricorda le vicende del loro romanzo d'esordio Q, in particolare la prima parte, intitolata «Il coniatore». Inoltre, al centro della narrazione di QAnon spicca la leggenda urbana chiamata "abuso rituale satanico", sul quale gli autori fecero inchieste quand'erano parte del Luther Blissett Project. Le assonanze tra quanto sta avvenendo on line, la trama del romanzo e le inchieste di molti anni prima spronano Wu Ming, e Wu Ming 1 in particolare, a studiare QAnon.
Tra il 2018 e il 2020 l’autore pubblica una serie di articoli e interventi preparatori su Giap, il sito ufficiale di Wu Ming, e sull'edizione online della rivista Internazionale. La stesura di La Q di Qomplotto avviene nei due anni della pandemia di Covid-19. L’esplosione di fantasie complottiste legate al virus accelera e orienta il lavoro.
L'autore decide di non scrivere il libro come semplice saggio ma come "Romanzo di un'inchiesta" (titolo della prima parte), nell'ottica della sperimentazione sugli "oggetti narrativi non-identificati" che ha contraddistinto il lavoro di Wu Ming dai primi anni Dieci in avanti. L'inchiesta giornalistica e storico-politica è condotta per mezzo di tecniche letterarie tipiche del romanzo. Tecniche che nella seconda parte prendono il sopravvento, trasformando il libro in un romanzo filosofico.
Sull'esistenza di un collegamento tra il romanzo Q e gli esordi di QAnon l'autore non trae conclusioni ma riconosce che senza quell'ipotesi, valida o meno, non sarebbe stato spronato a fare inchiesta:
Struttura
Romanzo di un'inchiesta
Nella prima parte l'autore traccia una genealogia di QAnon dalla nascita su 4chan nel 2017 fino all’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021. Nel mentre, riflette sulla funzionalità sistemica del complottismo, che secondo lui finisce per proteggere il capitalismo deviando la rabbia verso capri espiatori, incanalando e dissipando tempo ed energie che potrebbe essere investiti nel conflitto sociale e nel cambiamento.
A partire da tale ruolo "diversivo" e funzionale delle fantasie di complotto, Wu Ming 1 analizza i concetti normalmente utilizzati per descrivere il fenomeno, a partire da quello principale di "teorie del complotto" (a cui preferisce "fantasie di complotto"), poi sui limiti del cosiddetto "debunking" (lo smontaggio di notizie false), infine su possibili strategie di contronarrazione efficaci.
La sezione più lunga della prima parte, circa 60 pagine, è una vera e propria miniserie intitolata In viro veritas?, dedicata a una critica della gestione politica della pandemia di Covid-19 in Italia, e delle fantasie di complotto che quella gestione ha contribuito a far nascere.
QAnon: filamenti di genoma transatlantico, collected from good authorities
La seconda parte, intitolata "QAnon: filamenti di genoma transatlantico, collected from good authorities", è scritta a tutti gli effetti come un'opera di narrativa e riprende l'ambientazione, i personaggi e alcune scelte stilistiche del romanzo Il pendolo di Foucault di Umberto Eco.
La cornice è onirica: l'autore sogna di ritrovarsi al bar Pilade, uno dei luoghi del Pendolo, a colloquio con Belbo e Diotallevi, due dei protagonisti di quel romanzo. Belbo e Diotallevi sono lì per conto della fittizia casa editrice Garamond, hanno già letto la prima parte di La Q di Qomplotto e chiedono a Wu Ming 1 di esporre seduta stante il seguito. Wu Ming 1 ricostruisce così la storia di come, dal Medioevo, intorno alla cosiddetta "accusa del sangue" contro gli ebrei si sia sviluppata una narrazione sempre più intricata e barocca, la cui versione più recente è QAnon.
A proposito di questa complessa costruzione narrativa, il recensore Paolo Lago ha scritto:
Critica
Recensendo La Q di Qomplotto, Gad Lerner lo ha definito una «formidabile inchiesta sul cospirazionismo», aggiungendo che il merito principale risiede «nell’inquadramento storico delle varie fantasie circolanti sull’instaurazione di un dominio totalitario e predatorio ai danni dei popoli, artefice delle loro sofferenze. Wu Ming 1 rintraccia, lungo i secoli, una continuità di argomentazioni impressionanti, e si addentra nei luoghi sensibili della mente umana su cui fanno leva».
Su Robinson, supplemento culturale del quotidiano La Repubblica, lo scrittore Giancarlo De Cataldo ha osservato che «le fantasie di complotto sono difficilissime da eradicare, perché danno sfogo a sogni e bisogni che affondano radici in un malessere diffuso. Wu Ming 1 lo spiega ottimamente — il debunking non funziona: davanti alla doccia fredda della realtà, il sognatore è come un bambino al quale bucano il palloncino [...] soltanto una contro-narrazione altrettanto efficace potrà contrapporsi alla post-verità. L’assalto a Capitol Hill ha posto fine all’avventura del primo QAnon. In questo libro inquietante, radicale, necessario, ci sono ottimi suggerimenti su come difenderci dal prossimo».
La traduzione francese, intitolata Q comme Qomplot – Comment les fantasmes de complot défendent le système (Lux Éditeur, Montréal 2022, traduzione di Anne Echenoz e Serge Quadruppani), ha suscitato discussioni in Francia, Belgio e Canada, con recensioni e interviste su testate come Le Monde diplomatique, L'Obs, Mediapart, Libération e L'Humanité.
Opere derivate
Il lancio e la promozione del libro sono stati accompagnati da un podcast in nove puntate, La Q di Podqast, con ospiti come il giornalista Gad Lerner, l'antropologa Stefania Consigliere, il saggista Wolf Bukowski e lo storico dell'illusionismo Mariano Tomatis.
L'autore ha continuato a sviluppare le tesi del libro in diversi articoli che ne costituiscono a tutti gli effetti le appendici. Nel 2023 la rivista ''Religiographies'' della Fondazione Giorgio Cini ha pubblicato il saggio «Sul fare buon uso dell'esoterismo»; nel dicembre 2023 è apparsa in due puntate su Internazionale l'inchiesta sulle "scie chimiche" «Perché dobbiamo prendere sul serio le fantasie di complotto sul clima»; sulla stessa rivista, nel febbraio-marzo 2026, è uscito il reportage «Destre, soldi e complotti negli Epstein Files».
La casa editrice francese Lundi Matin ha raccolto in libro le due inchieste apparse su Internazionale e le ha pubblicate col titolo Les leçons des dossier Epstein: Les droites, les riches, les complots (Parigi, 2026, ISBN 978-2494355156).
Edizioni
Wu Ming 1, La Q di Qomplotto: QAnon e dintorni. Come le fantasie di complotto difendono il sistema, Roma, Edizioni Alegre, 2021, ISBN 9788832067415. Wu Ming 1, Q comme Qomplot. Comment les fantasmes de complot défendent le système, Lux, Montréal, 2022, ISBN 978-2898330469.
Note
Collegamenti esterni