È noto per essere stato uno degli uomini dietro al Perugia dei miracoli di fine anni 70 e per la successiva, lunga militanza dirigenziale nel , con cui ha introdotto la figura del team manager nel calcio italiano.

Carriera Inizia la carriera nel mondo del calcio come segretario del , ruolo che ricopre dal 1963 al 1973. In seguito, dopo un anno da direttore sportivo del in Serie A nel campionato 1973-74, viene chiamato a ricoprire lo stesso ruolo nel a partire dalla stagione successiva.

In biancorosso contribuisce a creare la squadra che nel 1975 ottiene la prima, storica promozione in Serie A, e si fa notare per un approccio moderno al ruolo di diesse, accomodandosi in panchina accanto all'allenatore Ilario Castagner: qui siede anche nell'annata 1978-79, quella del Perugia dei miracoli, rimasta negli annali del calcio italiano in quanto la squadra umbra diventa la prima nella storia del girone unico a rimanere imbattuta per un'intera stagione – record poi eguagliato solo dal nel 1991-92 e dalla nel 2011-12.

Nel 1982 passa proprio al Milan, dov'è direttore sportivo fino al 1989 e successivamente team manager fino al 2008; dallo stesso anno passa a ricoprire il ruolo di dirigente addetto agli arbitri. Nel corso della sua trentennale esperienza lombarda, nella stagione 1991-92 riesce a bissare il record ottenuto a Perugia tredici anni prima: i rossoneri di Fabio Capello conducono il campionato dal principio alla fine, vincendo lo scudetto senza subire alcuna sconfitta. Durante la sua permanenza il Milan conquista 26 trofei, tra i quali spiccano 7 campionati italiani e 13 coppe internazionali.

Nel 2010 riceve dalla provincia di Perugia uno premio speciale alla carriera.

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