Bellona (Bellone) è una scultura policroma realizzata dal pittore e scultore francese Jean-Léon Gérôme nel 1892. Scolpita in bronzo, avorio, argento, pietre preziose e cristallo, ritrae la dea romana della guerra. L'opera è conservata nella galleria d'arte di Hamilton, in Canada.

Nel museo dedicato al pittore a Vesoul si trova un busto ritraente lo stesso soggetto, del 1899 circa.

Soggetto La scultura ritrae Bellona (o Enio nella mitologia greca), la dea della guerra. Nella mitologia romana Bellona è una divinità guerriera il cui rapporto con Marte varia a seconda delle fonti: in alcune viene definita sua moglie, in altre sua sorella.

Storia

Esposta al Salone del 1892 e alla mostra dell'accademia reale di Londra nel 1893, Bellona suscitò reazioni contrastanti. Nonostante Jean-Léon Gérôme fosse uno degli esponenti più celebri della pittura accademica, l'opera venne derisa da una parte della generazione più giovane di artisti, che era più favorevole a dei soggetti contemporanei e delle forme d'arte più moderne. I critici si concentrarono soprattutto sul volto troppo espressivo, con la bocca spalancata, gli occhi tempestati di pietre preziose e il gesto istrionico della dea.

La scultura venne realizzata ispirandosi alla tecnica criselefantina, che unisce l'avorio e il metallo per dare un effetto policromo all'opera, ispirandosi alle statue antiche. Per creare l'opera Jean-Léon Gérôme si avvalse di vari artigiani specializzati. Le parti d'avorio furono realizzate da Charles Moreau-Vauthier e Delacour. Le parti bronzee, fuse dalla maison Decauville, furono patinate e argentate, mentre le decorazioni vitree furono affidati a René Lalique. L'insieme di questi lavori costò circa 20.000 franchi.Jean-Léon Gérome. L'Histoire en spectacle, Flammarion, 2010, p. 314.

Tra gli anni Settanta e Ottanta, la scultura venne posta nella sala principale del Four Seasons Hotel di Toronto. Le pietre preziose che la decoravano attirarono l'attenzione dei visitatori, che spesso la spogliarono di questi materiali, rubando soprattutto i rubini e i cristalli blu incastonati nella corazza. In questo periodo, a causa di un furto la testa della statua scomparve e il braccio sinistro venne rotto. La scultura rimase per molti anni priva di queste parti del corpo, finché non venne restaurata con la creazione di una testa e un braccio nuovi che si rifacevano a quelli originali.

Nel 2000, Joey e Toby Tanenbaum donarono l'opera alla galleria d'arte di Hamilton. All'inizio venne esposta acefala, ma in seguito venne rimontata gradualmente grazie a un nuovo restauro. Questo rimontaggio è una testimonianza dell'evolversi dell'opinione critica sull'opera di Gérôme e, più in generale, sulla scultura policroma della fine del diciannovesimo secolo.

Descrizione

Bellona è un'interpretazione di grandi dimensioni di un'allegoria della guerra ispirata all'immaginario antico. La dea si trova su mezza sfera terrestre, in punta di piedi. Indossa un elmo bronzeo con tre pennacchi e lancia un grido di battaglia, spalancando la bocca enorme e brandendo un gladio nella mano destra e uno scudo nella sinistra. Il volto, le braccia e le mani sono scolpite in avorio, leggermente tinto per dargli un colore rosato, mentre le vesti sono di bronzo e argento patinati. Gli occhi, le cui pupille sono degli smeraldi verdi, accentuano l'espressione intensa della figura. L'opera sembra illustrare il gusto di Gérôme per la policromia (testimoniata da altre opere come la Tanagra o la Sarah Bernhardt), in quanto l'unione di materiali preziosi diversi accentua il realismo e la drammaticità dell'insieme. La dea è accompagnata da un cobra reale, pronto a colpire. Questa serpe è un attributo simbolico di Bellona ed evoca il suo potere devastante, oltre alla morte che infligge ai suoi nemici.

Note

Altri progetti

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