Le case a terrazzo di Efeso sono due insulae adibite a casa, di epoca romana, ubicate a Efeso.

Storia Su un sito che nel periodo tra il VI e il IV secolo a.C. aveva ospitato un cimitero, in piena età imperiale, a partire dal I secolo, vennero costruiti dei terrazzamenti sui quali furono poi edificate una serie di abitazioni: queste strutture residenziali vennero utilizzate continuativamente fino al VII secolo.

I primi lavori di scavo iniziarono nel 1960, eseguiti dall'Österreichisches Archäologisches Institut, per poi proseguire sotto la direzione di Hermann Vetters: la sua campagna archeologica si protrasse dal 1967 al 1984.

Descrizione

Le due insulae riportate alla luce sono poste sul pendio settentrionale della collina di Bülbüldağ, nei pressi del tempio di Adriano e della via dei Cureti, e seguono fedelmente lo schema architettonico del piano ippodameo con strade ad angolo retto. Tutte le case erano dotate di acqua corrente e di un ingresso indipendente: i pavimenti sono decorati a mosaico e le pareti affrescate, ma sono stati ritrovati anche numerosi graffiti di uso quotidiano, tra i quali spicca l'elenco di una serie di alimenti con il relativo prezzo di vendita.

Il complesso orientale occupa uno spazio di circa metri quadrati e le abitazioni sono distribuite su tre terrazze: tra queste si distingue una domus principale, contornata da altre unità minori appartenenti al ceto medio. La casa principale si sviluppa su due piani ed è composta da ambienti di rappresentanza: si riconoscono una sala da pranzo, un cortile, un salone con fontana posta in una nicchia rivestita in marmo colorato e una basilica, uniti da una storia edilizia che ne testimonia il restauro dopo il terremoto del 37 e intorno all'inizio del IV secolo.

Il complesso occidentale è composto da cinque ville: le pareti delle case sono decorate da affreschi e i pavimenti presentano mosaici realizzati tra l'inizio del I secolo e la prima metà del III secolo. I motivi decorativi variano a seconda degli ambienti: si passa da tessere bianche e nere a riprodurre schemi geometrici a composizioni policrome che raffigurano Tritone, le Nereidi, Dioniso, Medusa e un leone. Tra le varie dimore se ne distingue una a due piani con peristilio di circa 900 metri quadrati, composta da dodici stanze al piano terra: tra i vani meglio conservati un salone, una cucina e un bagno dotato di vasca, impreziositi da affreschi che ritraggono Eracle, Arianna, Eros, un pavone e motivi floreali. Un'altra casa conserva tra le sue pitture parietali due figure di Eros e varie rappresentazioni di uccelli: a questa si aggiunge un mosaico in tessere di vetro che orna la volta di una nicchia, originariamente trovato in frantumi e successivamente restaurato. Sono inoltre presenti sia una casa con affreschi che raffigurano Apollo e le Muse, sia un'altra abitazione con un affresco di Socrate seduto.

I mobili e i reperti mobili provenienti dalle case a terrazza, così come alcuni degli affreschi staccati, sono custoditi all'interno del Museo archeologico di Efeso a Selçuk.

Note

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