Il movimento per i diritti degli animali è un movimento che sostiene la fine della rigida distinzione morale e legale tracciata tra animali e persone, dello status degli animali come proprietà e la fine del loro utilizzo nella ricerca, industria alimentare dell'abbigliamento e dell'intrattenimento.
Non tutte le associazioni animaliste sono per i diritti degli animali. Alcune associazioni animaliste come NonHuman Rights Project e Animal law italia credono che gli animali debbano essere liberi dallo sfruttamento come fonte di cibo, intrattenimento e ricerca e avere diritto all'autonomia, e diritti fondamentali come quelli garantiti agli esseri umani.
Le associazioni come RSCPA e ENPA accettano che la società umana usi gli animali in vari modi, e adottano un approccio pragmatico per esigere regole sul benessere, linee guida e leggi riguardanti il trattamento animali. Mentre molti attivisti per il benessere degli animali credono nei diritti degli animali, credono anche che l'approccio più strategico sia lavorare per una riforma del benessere degli animali, in quanto è meno polarizzante e più probabile che riduca la sofferenza degli animali a breve termine. Storia
Richard Martin si rese presto conto che i magistrati non prendevano sul serio il Martin Act e che non veniva applicato in modo affidabile. Il Martin Act era sostenuto da vari riformatori sociali che non erano parlamentari e una rete informale si era formata attorno agli sforzi del Reverendo Arthur Broome (1779–1837) per creare un'organizzazione di volontariato che promuovesse la gentilezza verso gli animali"Ai corrispondenti" The Kaleidoscope, 6 marzo 1821 p. 288. Vedi anche The Monthly Magazine Vol. 51 1 aprile 1821, p 3. "The Brute Species". "Notice" in Morning Post, 17 febbraio 1821, p 3. Allo stesso modo vedi "Cruelty to Animals" The Sporting Magazine, Vol. VIII Nuova Serie N. XLIII (aprile 1821), p 33..
Dopo l'approvazione della legge di Richard Martin contro la crudeltà verso il bestiame nel 1822, Broome tentò di formare un organizzazione che avrebbe riunito il patrocinio di persone di alto rango sociale e impegnate nelle riforme sociali. Arthur Broome organizzò e presiediò in una riunione nel novembre del 1822, dove si decise di creare una società e Broome ne fu nominato segretario, ma il tentativo ebbe vita breve .
Nel 1824, Broome organizzò una nuova riunione presso l'Old Slaughter's Coffee House un caffè londinese frequentato da artisti e attori. Il gruppo si riunì il 16 giugno 1824 e comprendeva diversi membri del Parlamento: Richard Martin, Sir James Mackintosh (1765–1832), Sir Thomas Buxton (1786–1845), William Wilberforce (1759–1833) e Sir James Graham (1792–1861), che era stato membro del Parlamento e lo divenne nuovamente nel 1826. Decisero di fondare una "Society for the Prevention of Cruelty to Animals" e di inviare uomini a ispezionare i mattatoi, il Mercato di Smithfield dove il bestiame veniva venduto fin dal X secolo, e di esaminare il trattamento dei cavalli da parte dei cocchieri. La società divenne la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals nel 1840, quando ottenne una carta reale dalla Regina Vittoria, la quale era fortemente contraria alla vivisezione .
Il moderno movimento animalista trae origine nell'Inghilterra vittoriana, avviato da attivisti in risposta al maltrattamento dei cavalli in città e del loro utilizzo, insieme a cani e gatti randagi, per la vivisezione.
La consapevolezza pubblica venne accresciuta dalla pubblicazione del romanzo Black Beauty di Anna Sewell nel 1877 e da Ada Cole, che lottò per condizioni inumane dei cavalli destinati alla macellazione. Altre influenze includevano: il romanzo The Jungle di Upton Sinclair del 1906, che attirò l'attenzione sui macelli; i saggi di Henry Stephens Salt sui diritti degli animali, che traevano spunto dagli argomenti degli abolizionisti per il riconoscimento della capacita giuridica degli schiavi; e la comunità agricola di Fruitlands, che imponeva ai suoi residenti di seguire una dieta vegana.
L'organizzazione Humanitarian League fondata nel 1891 dal filosofo Henry Salt tra i suoi obiettivi, oltre alla protezione degli animali, vi erano la riforma delle prigioni, l’emancipazione femminile, l’obbligo dei vaccini, il miglioramento dell’alimentazione e la lotta all’inquinamentoinquinamento. Tutti questi obiettivi erano uniti dall’idea di progresso morale e dalla compassione verso i più deboli. Nel 1919 si sciolse a causa delle pressioni interne della guerra e dell'invecchiamento dei suoi membri, ma anche per la morte della moglie di Salt nel febbraio 1919. Salt riconobbe che l'Humanitarian League ai suoi tempi era in gran parte una speranza vana, ma che avrebbe avuto effetti di vasta portata ponendo le basi necessarie per le riforme future.
La nascita del movimento animalista negli Stati Uniti può essere fatto risalire alla fondazione della American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA) nel 1866. Il fondatore del gruppo, Henry Burgh, credeva che gli animali avessero "il diritto a un trattamento gentile e rispettoso da parte degli esseri umani e dovessero essere protetti dalla legge". Bergh era stato nominato dal presidente Abraham Lincoln a un incarico diplomatico in Russia ed era rimasto turbato dai maltrattamenti subiti dagli animali a cui aveva assistito. Si consultò con il presidente della RSPCA a Londra e tornò negli Stati Uniti per denunciare le corride, i combattimenti tra galli e le percosse ai cavalli. Creò una "Dichiarazione dei diritti degli animali" e nel 1866 persuase la legislatura dello stato di New York ad approvare una legge contro la crudeltà verso gli animali e a concedere all'ASPCA l'autorità di farla rispettare.
Da allora, l'ASPCA ha esteso la sua difesa a diverse specie animali compresi gli animali d'allevamento e sono sorti molti altri gruppi per la protezione degli animali, sia a livello locale che nazionale, tra cui The Humane League.
Vivisezione
Nel 1875, la riformatrice sociale irlandese Frances Power Cobbe fondò la Society for the Protection of Animals Liable to Vivisection, la prima organizzazione al mondo contraria alla sperimentazione animale, che divenne la National Anti-Vivisection Society e la British Union for the Abolition of Vivisection e ebbe anche un ruolo determinante nella stesura della legge contro la crudeltà verso gli animali del 1876.
A Melbourne, nel 1922, venne fondata una sezione della British Union Against Vivisection (BUAV), con l'attivista Helena MacDougall nominata prima segretaria. Negli anni '30, altre sezioni della BUAV furono istituite in tutta l'Australia, in particolare nell'Australia Occidentale e in Tasmania, dove il presidente E. Dwyer-Gray nel 1935, era anche tesoriere dello Stato della Tasmania e in seguito divenne Primo Ministro da giugno a dicembre 1939.
Nel 1880, la femminista inglese Anna Kingsford divenne la prima donna inglese a laurearsi in medicina, dopo aver studiato a Parigi, e l'unica studentessa all'epoca a farlo senza aver condotto esperimenti su animali. Pubblicò The Perfect Way in Diet (1881), sostenendo il vegetarianismo, e nello stesso anno fondò la Food Reform Society. Si espresse anche apertamente contro la sperimentazione animale.
Lizzy Lind af Hageby
Nel 1902, Lizzy Lind af Hageby una femminista svedese, e un'amica, Lisa Shartau, si recarono in Inghilterra per studiare medicina alla London School of Medicine for Women,che non praticava la vivisezione e che aveva accordi di collaborazione con altri college con l'intento di acquisire le conoscenze necessarie per diventare attiviste contro la vivisezione. Qui riuscirono a infiltrarsi nella comunità medica, dominata dagli uomini. Parteciparono a centinaia di lezioni e dimostrazioni al King's College e all'University College, comprese sperimentazioni su animali vivi e ne pubblicarono i dettagli in The Shambles of Science: Extracts from the Diary of Two Students of Physiology (1903). Tra le loro accuse, quella di aver visto un cane terrier marrone dissezionato mentre era cosciente.
Stephen Coleridge, un avvocato contrario alla sperimentazione animale accusò pubblicamente William Bayliss di aver violato la legge e torturato il cane. Tuttavia, Bayliss fece causa a Coleridge per diffamazione e una giuria lo dichiarò colpevole di diffamazione, condannandolo al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese legali a Bayliss.
In risposta, gli attivisti antivivisezionisti commissionarono l'erezione di una statua del cane a Battersea Park nel 1906, con la targa:
"In memoria del cane terrier marrone ucciso nei laboratori dell'University College nel febbraio del 1903, dopo essere stato sottoposto a vivisezione per oltre due mesi ed essere passato da un vivisettore all'altro fino alla morte che lo ha liberato. Uomini e donne d'Inghilterra, fino a quando dureranno ancora queste cose?".
La statua suscitò scalpore tra gli studenti di medicina, portando a frequenti atti di vandalismo e alla necessità di una guardia di polizia 24 ore su 24. La vicenda culminò nei disordini del 1907, quando 1.000 studenti di medicina si scontrarono con la polizia, le suffragette e i sindacalisti a Trafalgar Square. Il consiglio comunale di Battersea rimosse la statua dal parco al riparo dell'oscurità due anni dopo.
A Melbourne, nel 1922, venne fondata una sezione della British Union Against Vivisection (BUAV), con l'attivista Helena MacDougall nominata prima segretaria. Negli anni '30, altre sezioni della BUAV furono istituite in tutta l'Australia, in particolare nell'Australia Occidentale e in Tasmania, dove il presidente E. Dwyer-Gray nel 1935, era anche tesoriere dello Stato della Tasmania e in seguito divenne Primo Ministro da giugno a dicembre 1939.
Il movimento italiano era ancora agli inizi quando a Firenze scoppiarono le prime polemiche sulla sperimentazione animale. A provocarle fu la presenza, presso l’Istituto di Studi Superiore dei fisiologi Herzen e Schiff. Erano figure poco gradite a una parte della cittadinanza e l’uso degli animali nei loro laboratori divenne un pretesto per cercare di allontanarli.
A ereditare le polemiche fu Paolo Mantegazza, famoso studioso della fisiologia del dolore, che nel 1870 inaugurò il primo corso di Antropologia all’Istituto di Studi Superiori. Finì nel mirino delle società zoofile straniere a causa dei suoi esperimenti sugli animali, condotti senza anestesia per studiare le manifestazioni del dolore. Gli attivisti inglesi pubblicarono un manifesto contro la sua fisiologia del dolore, segnando l’inizio di un antivivisezionismo sempre più transnazionale. Il fisiologo reagì criticando chi imponeva l’uso dell’anestesia sugli animali e attaccando le società zoofile inglesi e la legge del 1876 sulla vivisezione e considerava la compassione per gli animali un’ipocrisia e attribuiva alle associazioni "eccessi di sensibilità femminile".
Negli anni ’80 dell’Ottocento, anche il movimento zoofilo italiano iniziò a occuparsi della vivisezione, traducendo testi antivivisezionisti stranieri. Nel 1883-1884 la società zoofila di Napoli pubblicò gli interventi del medico e scrittore Biagio Miraglia, che chiedeva una legge per far cessare le crudeltà sugli animali, considerate un ostacolo al progresso della scienza e della civiltà. Italia
Il movimento italiano, come fenomeno organizzato, nasce con la "Società protettrice degli animali contro i mali trattamenti che subiscono dai guardiani e dai conducenti" (ENPA), fondata da Timoteo Riboli e Giuseppe Garibaldi. Terza fondatrice è la Britannica Anna Winter membro dell'RSCPA che esporta in Italia le esperienze di difesa degli animali già avviate nel suo Paese.