Conosciuto in Cina con il nome di Rao Jiaju (), trascorse gran parte della propria vita a Shanghai. Durante la seconda guerra sino-giapponese promosse nel 1937 la creazione della cosiddetta zona di sicurezza di Nanshi o zona Jacquinot, un'area demilitarizzata destinata alla protezione della popolazione civile durante la battaglia di Shanghai. La zona accolse circa civili nel periodo di maggiore affluenza e rimase in funzione fino al 1940.
L'esperienza di Shanghai divenne un modello per altre iniziative di protezione dei civili in Cina, in particolare per la Zona di sicurezza di Nanchino, amministrata dal comitato internazionale presieduto da John Rabe. La zona Jacquinot fu inoltre uno dei precedenti pratici ricordati nel successivo sviluppo delle norme internazionali relative alle zone neutralizzate per i civili; il Comitato internazionale della Croce Rossa la citò espressamente nel commentario alla Quarta Convenzione di Ginevra.
Nel 1939 Jacquinot fu candidato al Premio Nobel per la pace dal giurista francese Jules Basdevant, professore di diritto all'Università di Parigi.
Biografia
Formazione e missione in Cina
Robert Charles Joseph Émile Jacquinot de Besange nacque il 15 marzo 1878 a Saintes, nella Charente Marittima, in una famiglia di origine lorenese. Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1894. La sua formazione religiosa si svolse tra la Gran Bretagna, la Francia e il Belgio; fu ordinato sacerdote nel 1909 e nel 1913 venne inviato nella missione gesuita di Shanghai.
In Cina adottò il nome Rao Jiaju. Fu attivo presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù nel quartiere di Hongkou, dove si occupò anche della comunità cattolica portoghese. Insegnò alla St. Ignatius School e successivamente lingua e letteratura inglese all'Università Aurora, istituzione fondata e diretta dai gesuiti a Shanghai. Fu inoltre cappellano dello Shanghai Volunteer Corps.
Nel maggio 1914 rimase gravemente ferito al braccio destro mentre preparava fuochi d'artificio in un laboratorio della St. Ignatius School per una processione mariana. L'esplosione rese necessaria l'amputazione del braccio. La menomazione divenne uno dei tratti esteriori per i quali era facilmente riconoscibile a Shanghai.
Accanto all'attività sacerdotale e all'insegnamento si dedicò progressivamente all'assistenza sociale, intervenendo durante carestie, inondazioni e crisi provocate dai conflitti armati.
La tregua del 1932
Durante l'incidente del 28 gennaio del 1932, che vide scontrarsi a Shanghai forze cinesi e giapponesi, Jacquinot partecipò a una delle sue prime importanti operazioni umanitarie in zona di guerra.
Il 12 febbraio 1932 venne concordata una tregua di quattro ore per consentire l'evacuazione dei feriti e dei civili rimasti intrappolati nel quartiere di Zhabei. Un telegramma contemporaneo del console generale statunitense Edwin S. Cunningham riferisce che la tregua fu organizzata dal console generale britannico e da Cunningham stesso su richiesta del maggiore F. Hayley Bell dello Shanghai Volunteer Corps e di padre Jacquinot. Una squadra della Croce Rossa poté così entrare nella zona dei combattimenti per evacuare feriti e non combattenti.
L'esperienza accrebbe la notorietà di Jacquinot a Shanghai e gli fornì un precedente pratico per i negoziati umanitari che avrebbe condotto cinque anni più tardi.
La battaglia di Shanghai e la crisi dei profughi
Quando nell'agosto 1937 scoppiò una nuova e molto più vasta battaglia per Shanghai, Jacquinot aveva ormai una notevole esperienza nell'organizzazione dei soccorsi e rapporti con le autorità cinesi, giapponesi e straniere presenti nella città.
I combattimenti e i bombardamenti provocarono un esodo di massa verso la Concessione internazionale di Shanghai e la Concessione francese di Shanghai. Quando le concessioni cominciarono a limitare l'ingresso dei profughi, un gran numero di civili rimase concentrato nella città cinese, soprattutto nel distretto meridionale di Nanshi.
Jacquinot propose quindi la creazione di un'area dalla quale fossero escluse truppe, armi e installazioni militari e che potesse servire da rifugio alla popolazione civile. Negoziare l'istituzione della zona richiese accordi separati con le autorità cinesi e con quelle giapponesi.
La zona di sicurezza di Nanshi
La zona divenne operativa il 9 novembre 1937. Era situata nella parte settentrionale della vecchia città cinese, adiacente alla Concessione francese, e occupava una superficie di circa un chilometro quadrato. I suoi confini furono contrassegnati con bandiere recanti il simbolo della Croce Rossa.
La zona non costituiva una concessione straniera: la sovranità rimaneva formalmente cinese e la sicurezza interna era affidata alla polizia cinese. L'amministrazione quotidiana venne coordinata da un comitato internazionale. La condizione essenziale era che non fossero presenti soldati, armi o installazioni militari all'interno dell'area.
Il numero dei rifugiati crebbe rapidamente. Nel novembre 1938 la rivista statunitense Time riferiva che la zona ospitava circa civili. Studi successivi hanno spesso indicato in circa il numero complessivo delle persone che vi trovarono protezione nel corso dei trentadue mesi della sua esistenza.
Per amministrare una popolazione così numerosa vennero organizzati distribuzione di viveri, assistenza medica, servizi igienici, scuole, laboratori e strutture per l'alloggio dei profughi. Il mantenimento del carattere demilitarizzato della zona era essenziale per preservare l'accordo raggiunto con le parti belligeranti.
La zona continuò a funzionare fino al 30 giugno 1940.
La missione negli Stati Uniti e Roosevelt
Per finanziare l'assistenza ai profughi, nel 1938 Jacquinot compì una missione negli Stati Uniti d'America e in Canada. Il 26 maggio 1938 fu ricevuto alla Casa Bianca, dove illustrò al presidente Franklin Delano Roosevelt le condizioni dei civili cinesi e la necessità di raccogliere fondi per i profughi. Fu accompagnato dall'ambasciatore francese negli Stati Uniti.
La visita faceva parte della campagna internazionale con la quale Jacquinot cercava sostegno finanziario e politico per mantenere in funzione la zona di sicurezza.
Influenza su altre zone di sicurezza
Il modello di Nanshi fu rapidamente conosciuto al di fuori di Shanghai.
Nel novembre 1937 gli stranieri rimasti a Nanchino costituirono l'International Committee for the Nanking Safety Zone, presieduto dall'imprenditore tedesco John Rabe. L'iniziativa fu ispirata anche dal precedente creato da Jacquinot a Shanghai.
Jacquinot agì inoltre da intermediario nei contatti tra il comitato di Nanchino e le autorità giapponesi. Il 2 dicembre 1937 il comitato gli trasmise un messaggio nel quale lo ringraziava per la sua assistenza e gli chiedeva di intervenire nuovamente presso i giapponesi per ottenere garanzie più esplicite sul rispetto della zona.
La zona di Nanchino protesse una parte considerevole della popolazione civile rimasta nella città durante il massacro di Nanchino, anche se non ottenne dalle autorità giapponesi lo stesso grado di riconoscimento formale della zona di Shanghai.
Nel 1938 Jacquinot partecipò inoltre alla creazione di un'area di rifugio a Hankou, durante l'avanzata giapponese verso Wuhan. Time riferì che circa civili cinesi trovarono rifugio nell'area inizialmente organizzata nelle concessioni straniere della città.
Influenza sul diritto umanitario
L'importanza storica della zona Jacquinot non risiede soltanto nel numero delle persone che vi trovarono rifugio, ma anche nel fatto che costituì una delle prime applicazioni su vasta scala di una zona neutralizzata destinata alla popolazione civile durante un conflitto urbano moderno.
Il concetto di aree protette per i civili era stato discusso già prima del 1937, ma l'esperienza di Shanghai dimostrò che una simile zona poteva essere negoziata e amministrata anche nel mezzo di combattimenti intensi.
Nel 1949 la Quarta Convenzione di Ginevra, relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra, introdusse disposizioni specifiche sulle zone sanitarie e di sicurezza e sulle zone neutralizzate. L'articolo 15 autorizza le parti in conflitto a istituire, mediante accordo, zone destinate a proteggere feriti, malati e civili che non prendano parte alle ostilità.
Nel proprio commentario ufficiale del 1958 all'articolo 15, il Comitato internazionale della Croce Rossa ricordò le esperienze pratiche delle zone neutralizzate di Madrid durante la guerra civile spagnola, di Gerusalemme nel 1948 e di Shanghai nel 1937, precisando che quest'ultima era stata denominata «Jacquinot Zone» in onore del suo organizzatore.
La storiografia sul diritto umanitario ha pertanto considerato l'esperienza di Shanghai uno dei precedenti pratici nel processo che condusse alla codificazione della protezione delle popolazioni civili.
Candidatura al Premio Nobel per la pace
Nel 1939 Jacquinot fu candidato al Premio Nobel per la pace. La candidatura venne presentata da Jules Basdevant, professore di diritto all'Università di Parigi e uno dei maggiori giuristi internazionalisti francesi del periodo.
Basdevant sarebbe successivamente diventato giudice e primo presidente della Corte internazionale di giustizia.
Il ritorno in Europa e la missione a Berlino
Nel giugno 1940 Jacquinot lasciò la Cina e rientrò in Europa dopo ventisette anni trascorsi nel paese. Continuò a occuparsi di profughi e di protezione dei civili durante la seconda guerra mondiale.
Dopo la guerra svolse missioni legate all'assistenza ai rifugiati e agli sfollati. Nel dicembre 1945 la Santa Sede lo nominò proprio rappresentante a Berlino per l'assistenza ai profughi e alle persone sfollate nella Germania occupata. L'attività comprendeva aiuti materiali e spirituali, assistenza nei campi e tentativi di ricongiungimento delle famiglie separate dalla guerra.
La salute di Jacquinot peggiorò rapidamente nel 1946. Nel settembre di quell'anno fu ricoverato e gli venne diagnosticata una leucemia in fase avanzata. Morì a Berlino il 10 settembre 1946, all'età di 68 anni.
Fu inizialmente sepolto nel cimitero d'onore francese di Frohnau e successivamente traslato nel settore francese del cimitero di Heiligensee, a Berlino-Reinickendorf, dove si trova tuttora la sua tomba.
Memoria e commemorazioni
Per molti decenni Jacquinot rimase una figura relativamente poco conosciuta in Francia, mentre in Cina il suo ruolo fu progressivamente riscoperto attraverso studi storici e iniziative commemorative.
Nel 2015 la Shanghai Normal University, insieme ad altre istituzioni, fece coniare una serie di medaglie commemorative dedicate a Jacquinot e alla zona di Nanshi.
Il 14 dicembre 2017, in occasione dell'ottantesimo anniversario della creazione della zona, venne inaugurato presso il Tempio del Dio della Città di Shanghai un monumento dedicato alla zona di Nanshi e all'opera di Jacquinot. Il tempio stesso era stato uno dei principali luoghi di accoglienza dei rifugiati tra il 1937 e il 1940.
Nel 2013 venne collocata presso la sua tomba nel cimitero di Heiligensee una pietra commemorativa che ricorda, anche in lingua cinese, l'opera svolta da Jacquinot a Shanghai e la successiva attività umanitaria in Europa.
La sua vicenda è stata inoltre oggetto di opere audiovisive. Nel 2009 il progetto cinematografico Jacquinot: A Forgotten Hero, del regista polacco Krzysztof Zanussi, fu presentato nell'ambito del mercato di coproduzione del Shanghai International Film Festival. Nel 2020 il regista francese Sébastien Cassen gli ha dedicato il documentario Le Samaritain de Shanghai, realizzato in Francia e Cina.
Nel gennaio 2026 il gruppo di amicizia Francia-Cina del Senato francese organizzò una tavola rotonda interamente dedicata alla figura di Jacquinot, alla quale parteciparono storici, diplomatici, docenti, rappresentanti del mondo culturale e del turismo e membri di associazioni franco-cinesi.
Note
Bibliografia